La legge 107 al lavoro: quando l’arte docente passa al collocamento

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chimata diretta_buoni cattiviIn seguito al contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità siglato l’11 aprile 2017 – che a nostro avviso andava discusso e votato dai lavoratori - la “chiamata diretta” degli insegnanti viene modificata rispetto a quanto previsto inizialmente dalla Legge 107. Non sono più i dirigenti scolastici a selezionare direttamente gli insegnanti, ma è il collegio dei docenti ad aver l’onere di dover discutere ed approvare i criteri della chiamata dagli ambiti territoriali alle singole scuole.

In caso di mancata delibera dei collegi, la questione torna sulla scrivania dei dirigenti scolastici che possono attingere liberamente al personale che – per qualche motivo più o meno fondato – considerano necessario al proprio istituto.

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No alle prove INVALSI

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grupponoinvalsiCon l’approvazione dei decreti delegati sulla scuola il governo Gentiloni ha completato l’opera di smantellamento dell’istruzione pubblica cominciata da Renzi con la legge 107 del 2015. Quest’anno la battaglia contro le prove INVALSI assume un nuovo significato e si colloca nella lotta più generale contro la pessima riforma che stiamo subendo. Dal prossimo anno scolastico infatti tali prove saranno obbligatorie per gli studenti per poter accedere agli esami di maturità, e rimarranno come un marchio indelebile nel loro curriculum, diventando elemento di valutazione anche per l’ingresso in facoltà universitarie a numero chiuso. Gli studenti saranno quindi costretti ad una didattica nozionistica e ad una valutazione distorta dei loro apprendimenti. Per i docenti, è chiaro che con la buona scuola i risultati delle prove INVALSI saranno un ulteriore strumento di ricatto e di divisione della categoria, e che il governo punta, già dal prossimo rinnovo contrattuale, ad usarli come elemento di valutazione individuale della performance in base al quale differenziare gli stipendi, superando la progressione per anzianità. Gli istituti scolastici saranno sempre più divisi in senso classista, anche grazie ai meccanismi di chiamata diretta, su cui i sindacati confederali hanno appena sottoscritto un pessimo contratto integrativo che consente ai dirigenti, con la eventuale copertura dei collegi docenti, di selezionare i curriculum degli aspiranti docenti nella propria scuola.

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Comunicato stampa

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imagesNell’assemblea autoconvocata delle scuole di Roma che si è riunita martedì 4 aprile si è fatto il bilancio degli scioperi e delle lotte organizzate contro le deleghe alla L. 107.
L’assenza all’iniziativa delle OO.SS. invitate, ha circoscritto il dibattito ai partecipanti che si riconoscono in un percorso incentrato sull’autoconvocazione e sulla volontà di unire i lavoratori attorno ad una piattaforma e una pratica di lotta.
A nostro avviso, le iniziative di marzo hanno fatto emergere i limiti dell’azione dei sindacati, che non hanno costruito un percorso di lotta unitario, ma hanno anteposto a tale costruzione interessi particolari. Tutto ciò ha influito negativamente sull’esito degli scioperi che è stato gravemente deficitario in entrambe le occasioni dell’8 e del 17 marzo.

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Piattaforma per il rinnovo del CCNL Scuola

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  • Aumento di 300€ mensili lordi per tutte e tutti, indipendentemente dall’inquadramento (Ata, docenti), dall’ordine di scuola e dall’anzianità. Questa cifra corrisponde più o meno a quanto è stato perso in termini di potere d’acquisto nel periodo di vacanza contrattuale (è stato calcolato che in media i lavoratori hanno perso 180€ netti al mese).
  • L’aggiornamento professionale deve essere fatto in orario di servizio e deve essere affidato alla libera scelta individuale dei docenti. Se fatto fuori dall’orario di servizio deve essere retribuito. Bisogna attivare convenzioni con le università pubblica per dare la possibilità ai docenti di accedere gratuitamente ai percorsi formativi universitari. Andrebbe prevista la possibilità per i docenti di avere un anno sabbatico di tanto in tanto per dedicarsi agli studi. I dipartimenti vanno coinvolti nell’organizzazione di iniziative di autoformazione sui contenuti di ciascuna area disciplinare.

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APPELLO: Per il Rilancio dell’iniziativa delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Scuola

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p.PER IL RILANCIO DELL’INIZIATIVA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA

Con questa lettera aperta vogliamo lanciare un appello a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici della scuola perché crediamo che  non sia più possibile assistere inerti al peggioramento della situazione scolastica e delle condizioni di chi ci lavora e ci studia. Crediamo che su tre grandi questioni oggi sia possibile una risposta  unitaria del mondo della scuola.

1)  IL CONTRATTO

Tutti i dati statistici parlano di un evidente impoverimento di fasce sempre maggiori di lavoratori e lavoratrici e di un sempre maggiore arricchimento delle fasce più abbienti della popolazione. Continua a leggere

Solidarietà a Riccardo De Angelis, RSU TIM

TIM-4GRiteniamo molto grave che un’azienda prenda provvedimenti disciplinari nei confronti di un proprio lavoratore, RSU, perché colpevole di essere portavoce delle rivendicazioni dei lavoratori e di aver detto la verità di fronte alla Commissione parlamentare (https://www.youtube.com/watch?v=7hr9-9xFMRY&lc=z12xjhzpbqqkjt1u522hxrjaeu2beg2k). TIM invece di perseguire i propri lavoratori con ingiustificate contestazioni disciplinari dovrebbe piuttosto spiegare perché fa uso degli straordinari pur richiedendo contratti di solidarietà, ovvero una forma di cassa integrazione non retribuita, tra il proprio personale dipendente. L’azienda è in crisi o necessità di lavoro? Non si può essere in crisi e allo stesso tempo necessitare di lavoro aggiuntivo.

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Boicottiamo le prove INVALSI

invalsi-buratino_zpsybgeu6egLa Commissione di Garanzia ha ritenuto illegittimi gli scioperi proclamati da diversi sindacati per il 9 maggio, in concomitanza delle prove INVALSI delle scuole secondarie di secondo grado, in quanto non sono rispettati i termini di rarefazione tra gli scioperi, essendo previsto uno sciopero generale del pubblico impiego per il giorno 12 maggio. Riteniamo questa scelta faziosa poiché politicamente appiattita sulle posizioni del governo, non essendo stato mai applicato tale obbligo per la vicinanza tra scioperi generali e tra scioperi limitati ad solo ordine di scuola. Invitiamo pertanto gli studenti a boicottare le prove INVALSI, che rappresentano una idea di scuola aziendale e nozionistica che non è la scuola pubblica che noi tutti vogliamo.

Indorare la pillola

indorare pillolaPer indicare il reperimento del personale della scuola si utilizza il termine “reclutamento”. C’è la percezione che gli insegnanti siano un “corpo”, come i militari o vigili del fuoco, una categoria votata alla difesa di qualcosa o qualcuno. Se c’è qualcosa da difendere oggi nella scuola italiana, è l’idea e la pratica di scuola stessa. Scuola libera da interessi particolari di carattere economico, culturale, politico e aperta al dibattito presente nella società. In pratica uno spazio aperto al confronto, dove gli insegnanti operano in qualità di liberi professionisti dell’educazione. Ciò non significa trasformare gli insegnanti – nella mentalità e nella prassi – in avvocati o medici privati, ma rilanciare la scuola pubblica e le sue istituzioni collegiali e, in particolar modo, tutelare la libertà di insegnamento. Non da ultimo, riconoscere un aumento stipendiale che avvicini i salari dei docenti italiani a quelli dei loro colleghi europei.

Queste considerazioni generali, che ricalcano l’idea di scuola che ha la maggioranza dei cittadini, contrastano con le trasformazioni portate dalle riforme degli ultimi anni.

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