Comunicato

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iononcistoCome lavoratori autoconvocati, notiamo che sono sempre più evidenti gli effetti nefasti della legge 107 e delle sue applicazioni, che si sommano ad un lungo percorso di smantellamento e aziendalizzazione della scuola pubblica. Tuttavia, anche se da parte dei lavoratori è forte il rifiuto e la critica a tale legge, è innegabile la fatica mostrata nel partecipare e ri-organizzarsi, per essere protagonisti e incidere sul proprio futuro. Anche la campagna che abbiamo portato avanti contro l’ipotesi di contratto, da noi ritenuto inaccettabile, ha evidenziato questa sostanziale passività. In alcune scuole i lavoratori si sono espressi per il No, ma alla critica non è seguita la necessaria mobilitazione. Permane un’attitudine ad aspettarsi da altri, sindacati o partiti, il necessario cambiamento auspicato. In questo clima di attesa, motivato anche dalle recenti elezioni, abbiamo individuato come possibili punti per un rilancio di una mobilitazione ampia e condivisa:

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Diciamo no a questo contratto! Mobilitiamoci!

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aVenerdì 9 febbraio, dopo una notte di trattative, i sindacati confederali hanno firmato l’ipotesi del nuovo contratto “Istruzione e Ricerca” per il triennio 2016-2018. Una firma arrivata senza nessun reale coinvolgimento dei lavoratori del settore esclusi dalla trattativa e dalla stesura della piattaforma rivendicativa. Il nuovo contratto prevede, per quanto riguarda la parte economica, degli aumenti al di sotto degli 85 euro medi lordi promessi nell’intesa precedente al referendum del 4 dicembre, e, per la parte normativa, l’inclusione nel contratto del bonus premiale dei docenti. Rimane inoltre non concordata la parte relativa alle sanzioni disciplinari che è stata rinviata ad una specifica sessione negoziale. Vi è inoltre un peggioramento sulla mobilità rispetto a quanto previsto dalla legge 107 per i docenti che andranno su una scuola, i quali dovranno rimanere lì per almeno tre anni prima di poter scegliere una nuova sede. Un contratto deludente dopo anni di attesa, che non recupera la perdita salariale dovuta all’inflazione e al blocco degli scatti e che determina un arretramento della posizione dei lavoratori, rendendoli più ricattabili e deboli nei confronti del dirigente-manager.

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Appello ai lavoratori della scuola

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imagesIn pochi anni, dopo l’approvazione della Legge 107 e i seguenti decreti attuativi, i lavoratori della scuola si trovano a vivere un altro momento critico, il rinnovo di un contratto apparentemente fermo al 2009, ma che in realtà è stato oggetto di numerosi provvedimenti legislativi, purtroppo in senso peggiorativo. Arriviamo a questo momento senza che vi sia stata la mobilitazione necessaria, che abbiamo provato a stimolare e richiedere dall’assemblea autoconvocata dello scorso settembre.

Crediamo infatti che senza di essa sia impossibile ottenere quelli che paiono elementi imprescindibili: un adeguato aumento salariale, che recuperi gli otre 300 euro di potere di acquisto persi nel periodo di vacanza contrattuale, una parte normativa che recuperi dignità per il lavoro e democrazia nella gestione della scuola. Il rinnovo del contratto ora, oltre a questi aspetti fondamentali, deve anche servire per rigettare indietro i provvedimenti più nefasti della 107, ad esempio riconducendo il cosiddetto bonus premiale al salario tabellare, eliminando la chiamata diretta e i contratti triennali, normando le competenze e gli utilizzi dei docenti del potenziamento, restituendo alla scuola la centralità formativa compressa da elementi come l’alternanza scuola-lavoro.

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Appello per un vero contratto

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indexAgli insegnanti, al personale ATA, alle RSU, ai dirigenti sindacali
APPELLO
per un vero contratto
per aumenti uguali per tutti che recuperino il potere d’acquisto perso
per il no a qualunque avallo della legge 107
 
Insegnanti e personale ATA della Lombardia, del Piemonte, del Lazio, dell’Emilia, della Toscana e della Calabria ci siamo incontrati a Roma il 17 settembre in un’assemblea nazionale autoconvocata, a due anni dall’applicazione della legge 107 e in particolare alla vigilia del rinnovo contrattuale del quale stanno discutendo governo e sindacati.
Abbiamo deciso di lanciare questo appello affinché il contratto non diventi un’ulteriore leva di attacco alla scuola pubblica e alla nostra professione, avallando con un accordo sindacale gli aspetti più devastanti della legge 107.
 
In questi due primi anni di applicazione la legge 107 ha cominciato ad avvelenare il clima delle scuole, la collaborazione tra insegnanti, la libertà d’insegnamento che è alla base della scuola della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e del livello dell’istruzione per tutti gli alunni. Le ingiustizie, le pressioni, le differenziazioni tra lavoratori e tra scuole hanno cominciato a penetrare nel sistema.
Tutto ciò avviene dopo nove anni di blocco contrattuale durante il quale gli stipendi più bassi d’Europa hanno perso un potere d’acquisto pari a circa 300 euro mensili.
In questa situazione sarebbe inconcepibile un nuovo contratto che prevedesse, o contrattualizzasse in qualunque forma, una componente del salario legata al “merito” o alla “produttività”, misurazioni che nulla hanno a che fare con la professione del docente, ma che invece palesano la svolta autoritaristica e aziendalistica che è al centro dell’attacco alla scuola pubblica di Stato. Ciò significherebbe infatti mettere un timbro definitivo alla legge 107, per la quale la parola d’ordine dell’abrogazione deve continuare ad essere affermata in ogni sede ed in ogni mobilitazione.

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Piattaforma per il rinnovo del CCNL Scuola

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index

  • Aumento di 300€ mensili lordi per tutte e tutti, indipendentemente dall’inquadramento (Ata, docenti), dall’ordine di scuola e dall’anzianità. Questa cifra corrisponde più o meno a quanto è stato perso in termini di potere d’acquisto nel periodo di vacanza contrattuale (è stato calcolato che in media i lavoratori hanno perso 180€ netti al mese).
  • L’aggiornamento professionale deve essere fatto in orario di servizio e deve essere affidato alla libera scelta individuale dei docenti. Se fatto fuori dall’orario di servizio deve essere retribuito. Bisogna attivare convenzioni con le università pubblica per dare la possibilità ai docenti di accedere gratuitamente ai percorsi formativi universitari. Andrebbe prevista la possibilità per i docenti di avere un anno sabbatico di tanto in tanto per dedicarsi agli studi. I dipartimenti vanno coinvolti nell’organizzazione di iniziative di autoformazione sui contenuti di ciascuna area disciplinare.

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APPELLO: Per il Rilancio dell’iniziativa delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Scuola

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p.PER IL RILANCIO DELL’INIZIATIVA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA

Con questa lettera aperta vogliamo lanciare un appello a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici della scuola perché crediamo che  non sia più possibile assistere inerti al peggioramento della situazione scolastica e delle condizioni di chi ci lavora e ci studia. Crediamo che su tre grandi questioni oggi sia possibile una risposta  unitaria del mondo della scuola.

1)  IL CONTRATTO

Tutti i dati statistici parlano di un evidente impoverimento di fasce sempre maggiori di lavoratori e lavoratrici e di un sempre maggiore arricchimento delle fasce più abbienti della popolazione. Continua a leggere

Appello dell’assemblea sindacale dell’I.C. Alberto Manzi di Roma

document-40600_640APPELLO dell’Assemblea sindacale dell’I.C. Alberto Manzi di Roma AI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti sindacali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

L’Assemblea dei lavoratori dell’IC Alberto Manzi, riunitasi in data 07/02/2017, ha elaborato, condiviso e sottoscritto il seguente documento sul rinnovo del contratto della scuola.

Premesso che prima di Natale è stato firmato il contratto dei lavoratori del Pubblico Impiego che prevede un incremento stipendiale per gli anni 2016-18 del 3,48%, ovvero 85 euro lordi medi (45 netti), a regime dal 1 marzo, per dare una mancia temporanea agli stipendi più bassi e con arretrati dei 26 mesi precedenti di appena 460 euro medi lordi (erogati prima delle elezioni). Una miseria a 10 anni dall’ultimo contratto, vista la perdita del potere d’acquisto e l’aumento dei carichi di lavoro. Per di più si prevede il welfare integrativo, la programmazione dei “permessi 104” ed i principi della “Madia-Brunetta”: differenziazione del salario aggiuntivo per merito, atti unilaterali dei dirigenti, limiti alla contrattazione e un nuovo e ambiguo “Organismo paritetico per l’innovazione”;

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Appello dell’assemblea sindacale del Benedetto da Norcia di Roma

imagesAI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti  sindacati di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

 

Veniamo informati dai vari giornali e dai vostri siti che ci sono stati già due incontri  sul rinnovo del contratto della scuola (l’ultimo del 15 gennaio) ed una intesa con l’Aran il 30 novembre. 

Leggendo nel vostro “Comunicato unitario”, a termine dell’ultimo incontro con la controparte del 15 gennaio, scopriamo che tra i vari temi c’è pure l’estensione della legge Brunetta sotto la voce di “procedure disciplinari”.

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Non si può firmare un contratto così!! Gli 85 euro promessi non bastano (e nemmeno ci sono)!

mgafonoGli 85 euro promessi non bastano (e nemmeno ci sono)!

NON SI PUO’ FIRMARE UN CONTRATTO COSI’ !!

Subito MOBILITAZIONI e SCIOPERO:
servono aumenti veri per tutti e un reale contrasto della legge 107

A 3 mesi dall’Appello per un vero contratto (www.appellocontratto.com), che chiedeva una mobilitazione per ottenere aumenti per tutt* che recuperino i 300 euro persi in questi anni e un effettivo contrasto della “Buonascuola”, qual è la situazione della trattativa e cosa si può fare?

Prima di Natale è stato firmato il contratto Funzioni Centrali (Ministeri e Enti), che di solito viene preso a modello per gli altri comparti: istruzione, sanità ed enti locali. Il rinnovo per gli anni 2016-18 è del 3,48%, ovvero 85 euro lordi medi (45 netti), a regime dal 1 marzo, per dare una mancia temporanea agli stipendi più bassi e con arretrati dei 26 mesi precedenti di appena 460 euro medi lordi (erogati prima delle elezioni). Una miseria a 10 anni dall’ultimo contratto, vista la perdita del potere d’acquisto e l’aumento dei carichi di lavoro. Per di più si prevede il welfare integrativo, la programmazione dei “permessi 104” ed i principi della “Madia-Brunetta”: differenziazione del salario aggiuntivo per merito, atti unilaterali dei dirigenti, limiti alla contrattazione e un nuovo e ambiguo “Organismo paritetico per l’innovazione”.

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