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Sul ricorso Invalsi

invalsi43Care e cari tutte/i,

vi mando in allegato il documento con il quale speriamo di spingere al CGIL a pubblicizzare l’iniziativa presa circa un anno fa di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) contro il Decreto del Presidente della Repubblica n.80 che vara il regolamento per l’implementazione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV).

Con questo regolamento di estende e di approfondisce il potere dell’INVALSI su tutta la scuola italiana.

Rimane l’assurda pratica di una rilevazione censuaria sugli apprendimenti che sottomette milioni di alunni e studenti ed alunni all’umiliante somministrazione dei quiz (prove oggettive standardizzate), che a nulla servono se non imporre con la forza del potere a manifestare il dominio dell’INVALSI su tutto il sistema scolastico.

Ma si aggiungono poteri fino a quest’anno inediti:

a)      Predisporre il Format del RAV (un questionario di 53 pagine con l’aggiunta di 20 pagine di indicatori per l’uso dei compilatori del questionario), la cui elaborazione conclusioni e relative classifiche saranno sempre a cura dell’INVALSI. Le scuole (leggi gli insegnati servizievoli) dovranno compilare il Format del RAV (Rapporto di Auto Valutazione)con la unica funzione di “manovali” a servizio gratuito dell’Istituto stesso.

b)      L’INVALSI curerà la selezione, la formazione, ed il reclutamento degli esperti addetti ai Nuclei di Valutazione Esterna cui saranno sottoposte tutte le scuole del Paese.

c)      L’INVALSI stabilirà i criteri per la  valutazione dei Dirigenti scolastici.

d)      L’INVALSI predispone i criteri e svolge le attività formative destinate agli Ispettori Scolastici che staranno a capo dei Nuclei di Valutazione Esterna

e)      L’INVALSI avrà il compito del coordinamento (leggi comando) di tutte le risorse del SNV: tre uffici INDIRE, il corpo degli Ispettori scolastici.

 

E’ indubbio che se il TAR si pronuncerà positivamente sul ricorso della CGIL l’intero castello dell’INVALSI crollerebbe miseramente.

Ma il solo radicamento del ricorso presso il tribunale già prima della sentenza, costituisce una nuova ragione valida per opporsi nelle scuole da parte degli Organi Collegiali, ma anche da parte di singoli o gruppi di studenti, genitori e docenti alle pretese dell’INVALSI agire impunemente nelle scuole.

Il LINK che segue consente di scaricare dal sito di “GENITORE ATTIVO” la dichiarazione OBBEDIENZA CIVILE che consente di procedere e/o accettare la sola valutazione, sia degli apprendimenti che di sistema coerenti e previste dalla legislazione costituzionale di origine parlamentare e rifiutare adempimenti con diverse origini:

 

https://app.box.com/s/zyogu7bzqm5cv48u5lc4

per  il Gruppo NO Invalsi Piero Castello

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INVALSI: GLI INCOMPRENSIBILI SILENZI DELLA FLC-CGIL

Sono mesi, forse un anno che, tra i docenti attenti e preoccupati delle vicende INVALSI, gira la voce di un ricorso promosso dalla Flc-CGIL contro il DPR 28/03/2013 n.80, il Regolamento relativo al Sistema Nazionale di Valutazione.
Chi di noi è intento ad opporsi all’INVALSI e alle sue pratiche distruttive, si rende conto di quanto sarebbe importante rendere pubblico questo ricorso, di come esso costituirebbe un grande aiuto per chi sta lottando, con pesanti costi personali, contro le pratiche di valutazione standardizzate.
Mediante una ricerca attenta sul sito ufficiale della Flc, abbiamo riscontrato solo due tracce dell’esistenza di tale ricorso e del suo deposito ufficiale, per cui rimane l’incomprensibile riserva mantenuta dal sindacato sul contenuto.
Il gruppo No INVALSI, di cui facciamo parte, è formato da docenti e genitori. Non abbiamo fra le nostre fila né giuristi, né avvocati. Eppure, da gente di scuola, da oltre un anno facciamo controinformazione sull’Istituto INVALSI e sul suo operato. Soprattutto, cerchiamo di evidenziare l’ illegittimità e l’illegalità di un corposo pacchetto di norme secondarie che consentono all’INVALSI di assumere iniziative che travalicano gli stessi suoi compiti di Agenzia Nazionale e di Istituto di Ricerca (per altro poco chiari).
Ora, anche la Flc/CGIL pare essersi accorta della discrasia fra fonti di rango primario, fra cui la stessa Costituzione agli artt 3, 23, 97, 92, 117, e provvedimenti subordinati adottati per far funzionare l’INVALSI come organo di controllo sull’attività educativa e didattica e sul lavoro della Dirigenza Scolastica.
Infatti, abbiamo avuto modo di conoscere, per vie molto traverse (alla Wikileacks..), il testo del ricorso che il sindacato ha presentato al TAR-Lazio avverso la suddetta normativa, per vizio formale e sostanziale, iniziativa che prevede – se accolta – l’annullamento del Regolamento 80/2013 e delle disposizioni susseguenti. Insomma il crollo dell’intero sistema-INVALSI.
Ciò che stride in tutto questo è che il maggior sindacato di categoria, mentre balbetta di moratoria sui test della prossima primavera, organizza convegni in cui nemmeno gli stessi organizzatori sembrano credere (si veda quello presso l’Istituto Mamiani di Roma, di cui abbiamo già parlato sottolineando la schizofrenia fra le relazioni dei professori Pinto e Cingari e le conclusioni del Segretario), mantiene il più rigoroso silenzio sul ricorso depositato al TAR. Perché? Ci sfugge la ratio, vorremmo evitare di fare i complottisti, ma crediamo che gli iscritti e lavoratori della scuola tutti abbiano diritto di sapere come si muove la Flc.
Nel merito, sarebbe importante che emergesse se il ricorso contiene non solo ragioni di carattere formale e procedurale, ma affronta anche argomenti sostanziali (la libertà di insegnamento costituzionalmente protetta).
Ribadiamo che il suo eventuale accoglimento avrebbe un impatto clamorosamente positivo per la scuola italiana. Lo avrebbe anche se il TAR si esprimesse negativamente: almeno la questione dell’incompetenza per un Governo dimissionato a emanare normativa, sarebbe ineludile.
Ovviamente, l’iniziativa legale non può sostituire il conflitto. La delega conferita dal Governo ad un’agenzia esterna, tecnocratica, insipiente e non certo dotata di caratteri di terzietà (e dunque di oggettività), ad effettuare la valutazione degli apprendimenti e – solo per questo tramite – del sistema scolastico pubblico e statale, deve essere contrastata sul piano politico e sindacale
L’Flc/CGIL – lo ripetiamo – deve ai lavoratori e ai suoi iscritti la prova di onestà politica e intellettuale di documentare, e soprattutto pubblicizzare, il testo del ricorso.

Antonia, Renata e Piero del Gruppo No INVALSI