Assenze per visite specialistiche. Chiarimento Miur: le disposizioni della nota n. 5181 non riguardano il personale della scuola

imagesred – Finalmente il Ministero ha chiarito ciò che la redazione di OrizzonteScuola.it ha sostenuto fin dalla pubblicazione, sul sito del Ministero, di una nota sulle assenze per visite specialistiche. La nota riguarada il personale amministrativo in servizio al Miur e non il personale della scuola.

Pur trattandosi di un chiarimento importante, nello stesso tempo viviamo un clima di incertezza, di confusione e di possibile contenzioso proprio perché per la scuola il Ministero tarda ad incontrare i sindacati per affrontare la questione.

Al momento, infatti non è possibile dire con certezza cosa si applicherà per il nostro comparto, e la nota diramata per il comparto Ministero non fa certo sperare bene.

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Giannini, a docenti stipendi di 2mila euro. Più soldi a chi segue corsi di formazione

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red – Un’intervista, quella rilasciata dal Ministro a Metro news, dai contorni ben definiti, che tocca alcuni nervi della valutazione dei docenti e del premio al merito. Non a caso è realizzata da Tony Saccucci, che di mestiere fa l’insegnante.

Molta parte del dialogo si è incentrato sulla valutazione dei docenti, cosa valutare e come.

Il Ministro insiste, per premiare gli insegnanti bisogna utilizzare le prove Invalsi, contraddicendo quanto affermato dal sottosegretario Reggi, che escludeva l’uso dei test nel processo di valutazione del singolo.

Il Ministro, su questo punto, ritiene che le prova Invalsi debbano avere il ruolo di indicare lo “stato di salute delle scuole”, e i Dirigenti, governando il processo interno, “dovranno avere una responsabilità diretta e dovranno andare a disaggregare i dati complessivi”.
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Gli insegnanti lavorano 36 ore a settimana come gli operai specializzati ma guadagnano il 30% in meno

insegnanti--400x300Anief - La stima è della Giunta provinciale dell’Alto Adige, che ha commissionato una ricerca su 5.200 docenti sui 7.400 della provincia trentina: contraddicendo le dicerie sulla professione, chi insegna lavora in media 1.643 ore annue, esattamente il doppio delle 18 ore di lezione alle superiori. Il motivo sta nella mole di impegni extra, come la preparazione e la correzione dei compiti, i colloqui con le famiglie, la stesura delle relazioni e dei registri.

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La svalutazione della scuola: indagine sull’INVALSI

invalsidi Marina Boscaino – 9 maggio 2014

I test Invalsi spariscono dall’immaginario della gran parte dei docenti per alcuni mesi, dalla fine di maggio a più o meno l’inizio dell’aprile successivo; come se tutti noi non sapessimo che alla conclusione dell’anno scolastico seguente ci verranno regolarmente riproposti. Ogni volta alcuni di noi si indignano, mentre altri si fanno appassionare dal merito docimologico o dal formato aperto o proprietario delle “maschere” per la raccolta dei dati statistici. Ogni volta si moltiplicano le iniziative di boicottaggio, si ripropone la normativa che ne ha determinato la parziale imposizione, corroborata dall’efficace azione di presidi troppo zelanti e di troppo ossequienti insegnanti. Insomma, ogni volta si riparte da zero e il “che fare?” non è mai definitivo, ma si limita a riflettere sulle condizioni dell’anno in corso.

C’è modo e modo

Cosa sono i test Invalsi? “Sono prove oggettive standardizzate che hanno lo scopo principale di misurare i livelli di apprendimento raggiunti dagli studenti italiani relativamente ad alcuni aspetti di base di due ambiti fondamentali, la comprensione della lettura e la matematica, e di collocarli lungo una scala in grado di rappresentare tutti i risultati degli studenti, da quelli più bassi a quelli più alti. Una prova del genere contiene dunque sia domande complesse, alle quali è in grado di rispondere solo una piccola, o anche piccolissima, minoranza degli studenti, sia domande molto semplici, accessibili alla quasi totalità della popolazione studentesca”, si legge sul sito dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione.

Sono davvero convinta che, con un trattamento e con procedure differenti da quelli adottati, si sarebbe riusciti a costruire una situazione meno conflittuale. Invece, eccoci qua: per l’ennesimo anno celebriamo i test Invalsi in un clima irrespirabile, tra scioperi coraggiosi (particolarmente attivi Cobas e Unicobas) e diffusissimi mugugni, tra affermazioni serie, iniziative serie, studi seri, materiale utile di tanti insegnanti mobilitati. Continua a leggere

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