Ce lo dice l’Europa: assumete i precari della scuola

 La bomba sta per esplodere. Prevista in autunno la sentenza della Corte di Giustizia Europea che potrebbe sanzionare lo Stato italiano per l’abuso del personale intermittente negli istituti scolastici. Nel frattempo il Miur procede con l’immissione in ruolo di 28 mila docenti e 4500 personale Ata. E scoppia la polemica con i sindacati: “Numeri inadeguati”

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Sono 32.500 le assun­zioni pro­gram­mate a set­tem­bre nella scuola, sem­pre che il mini­stero dell’Economia non metta i bastoni tra le ruote a quello dell’Istruzione. è l’auspicio del capo dipar­ti­mento Istru­zione del Miur Luciano Chiap­petta che, in un’intervista al Sole 24 ore di ieri, ha snoc­cio­lato i seguenti numeri:

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Alunna si ferisce mentre va in bagno, condannato docente a 6.800 euro di risarcimento

ricrred – Una sentenza che non lascia dubbi sulla responsabilità da parte dei docenti relativamente alla sorveglianza. Il Ministero è stato condannato a 2mila euro di spese legali.
I fatti
Una bambina delle scuole elementari chiede di andare in bagno. Una compagnetta apre la porta del bagno e accidentalmente la colpisce in volto: trauma facciale e danno dentario.
Di chi la colpa? Continua a leggere

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A quanto ammonta il lavoro sommerso dei docenti? 1643 ore annue

orered – 18 ore frontali sono solo la punta dell’Iceberg: correggere, aggiornarsi, preparare lezioni, sono solo alcune delle incombenze dell’insegnante. Ai quali oggi si aggiungono nuovi impegni che vanno dai BES al registro elettronico. Questo non è un articolo di parole, di recriminazioni, ma di numeri. L’insegnante lavora 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.
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La scuola non abboccherà agli incanti dei pifferai magici

il dibattito sulla Scuola, alla festa del PD

il dibattito sulla Scuola, alla festa del PD

La prima notizia è che, un paio di settimane fa, siamo stati in molti vittima di una straordinaria allucinazione collettiva. Ce lo hanno rivelato Simona Malpezzi, parlamentare; Valeria Baglio Presidente del Consiglio del Municipio Roma XI (oggi Municipio VIII); Roberto Reggi, sottosegretario all’Istruzione, tutti esponenti del PD, durante un dibattito tenutosi alla Festa dell’Unità, a Roma, mercoledì sera sul tema delle scuole aperte. Continua a leggere

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Governo alla ricerca di accordi per aumento ore lavorative docenti

orolored – L’obiettivo sarebbe un aumento di 6 ore in più, giustificate per far riemergere il lavoro sommerso dei docenti. La notizia è data dall’Unicobas in un comunicato apparso sul sito del sindacato.

Pare che le “consultazioni” hanno avuto inizio e dai sindacati, anche se in modo informale. Almeno secondo quanto riferito dall’Unicobas.
Insomma, al Governo si lavora in vista di quella ampia consultazione che affronterà la questione della valorizzazione della professione docente e dell’orario lavorativo.
Ma non basta, infatti pare ci sia stato anche un incontro tra il Ministro Giannini e il Primo Ministro Renzi per concordare un piano che vada in questa direzione.
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No alla riforma della Scuola del Governo Renzi, gli studenti si compattano

studenti-in-piazza-settimana-di-manifestazioniScenderanno in piazza il 10 ottobre e il 14 novembre per “ricostruire un ampio fronte di opposizione sociale”: dopo la Rete degli Studenti, arriva anche il sì dell’Unione degli Studenti, riuniti al Riot Village, il campeggio studentesco della Rete della Conoscenza. Alla protesta partecipano pure gli universitari. Danilo Lampis, coordinatore UdS: siamo stanchi di promesse e interventi minimi, riempiremo le piazze per un’istruzione libera e gratuita.

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TFA. Quando a finanziare le Università ci pensano i precari della scuola

img_docenti-precarired – Quella riportata da bgreport.org è un punto di vista sui corsi TFA (Tirocinio formativo attivo) di formazione iniziale degli insegnanti di scuola secondaria.

Il TFA, nato dal dm 249/10 è un corso universitario della dura di un anno, al quale si accede tramite una rigida selezione (nel I ciclo su circa 20.000 posti a disposizione ne sono stati coperti solo 11.000) e in cui tra lezioni, laboratori e tirocini si “apprende” teoria e pratica della professione di insegnante. Continua a leggere

Per interrompere il tempo del “sempre peggio”

Scuola elementare: dalla valutazione globale dell’alunno al ritorno della valutazione numerica

Una tappa fondamentale nella storia della scuola è costituita dal la legge n. 517 del 1977 che ha modificato radicalmente il concetto di valutazione del processo educativo-didattico: la legge formalizzò la consapevolezza, già presente nella coscienza professionale più avvertita, che la scuola elementare fosse sempre più fattore di sviluppo e maturazione della persona e sempre meno di distinzione degli scolari sulla base delle capacità e del profitto scolastico. Per ciò che riguarda la valutazione, la legge introdusse i seguenti provvedimenti:

- abolizione dei voti e della pagella;

- istituzione della scheda di valutazione.

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Cos’è e di chi è l’INVALSI

di Renata Puleo, 13 luglio 2014

Può sembrare strano, o addirittura fuorviante occuparsi, stamattina, del problema dell’INVALSI e delle sue pratiche valutative, proprio oggi che urgono altre gravi questioni.

Ma credo che, aver lasciato uno spazio a questo intervento, sia la dimostrazione del fatto che siamo consapevoli che le questioni che ruotano intorno alla Valutazione Nazionale, e all’Istituto che sono occupa, sono legate a doppio filo con tutto un impianto di politica scolastica. Da anni, da mesi con particolare intensità di riflessione e di ricerca, il gruppo NO-INVALSI lo va ripetendo: il fondamento giuridico, le strategie dell’Istituto non sono un epifenomeno. Provo ad usare un sillogismo per illustrare questa nostra convinzione:

Se base della necessità di una valutazione esterna, oggettiva, standardizzata, c’è l’adozione nel settore pubblico di logiche manageriali funzionali all’esigenza di rendere più efficiente la spesa pubblica, sottoposta in questi anni a vincoli sempre più stringenti, con impatto nel campo dell’istruzione, come recita il Rapporto della Fondazione Giovanni Agnelli (La valutazione della scuola. A cosa serve e perché è necessaria in Italia, Roma-Bari, 2014),

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