Assemblea Lunedì 1 Settembre

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Considerato che

La riforma della scuola sarà presentata mercoledì 3 settembre

A darne conferma il Primo Ministro Matteo Renzi che assicura essere pronta e che il rinvio è dovuto soltanto ad una questione comunicativa.

Troppa carne sul fuoco oggi al Consiglio dei Ministri  la riforma sarà presentata mercoledì. La notizia è stata data dall’agenzia ASCA.

Riteniamo che:

UNITI POSSIAMO LOTTARE CONTRO I PIANI DEL GOVERNO

 

DIVISI ABBIAMO GIÀ PERSO

Con questa convinzione ci riuniremo in assemblea lunedì 1 settembre, riproponendoci di imparare dagli errori passati. Negli ultimi anni gli elementi e i motivi di divisione ci hanno impedito di trovare momenti unificanti di lotta nonostante la gran parte della categoria disapprovava le misure di politica scolastica che i diversi governi  hanno realizzato. La nostra categoria si è trovata così frammentata e divisa ed ogni singolo spezzone ha cercato di resistere ma in modo isolato e, a volte, con modalità che di fatto hanno contribuito a ulteriori divisioni.

Crediamo che dobbiamo imparare dai nostri errori ed evitare di ripeterli. L’invito all’unità non è perciò solo di ordine morale: solo una forte, duratura e consapevole opposizione può fermare i cambiamenti che il governo vuole imporre alla scuola e che avranno pesanti conseguenze sul personale, sugli studenti, sulle famiglie.

 

Alle proposte di divisione rispondiamo con le nostre proposte

 

1)    aumenti per tutte/i di 200 euro contro ogni riproposizione di riconoscimenti economici “ai più bravi”

2)    difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro contro l’individualizzazione dei diritti

3)    miglioramento delle condizioni di lavoro contro l’aumento dell’orario ed il peggioramento dell’offerta formativa

4)    immissione in ruolo dei precari su tutti i posti disponibili contro il tentativo di espulsione di migliaia di lavoratori e lavoratrici

 Per questo invitiamo tutte/i all’incontro che preparerà l’Assemblea cittadina da tenere entro la metà di settembre e le ulteriori forme di mobilitazione

LUNEDÌ     1     SETTEMBRE

PRESSO IL CIELO SOPRA L’ESQUILINO ALLE ORE 17

via Galilei 57 – fermata Manzoni metro  A

Autoconvocati scuola  –   Precari Uniti contro i tagli

La partecipazione democratica nel sistema formativo

lapisContributo al SEMINARIO DI APPROFONDIMENTO – Autoconvocati Scuola Roma,13 luglio 2014 – di Antonia Sani

La partecipazione democratica nel sistema formativo

Vorrei partire – per definire il concetto di partecipazione democratica nel sistema formativo- da una premessa e da una considerazione.

La premessa riguarda il nesso inscindibile tra l’idea di scuola e l’idea di società che rappresenta l’orizzonte comune e di ogni azione politica.

Non può esservi partecipazione democratica all’interno delle scuole se non ci si senta portatori , difensori , promotori e promotrici di diritti e principi che formano la sostanza stessa di una democrazia fondata sulla giustizia sociale ed economica. Continua a leggere

il 29 Agosto tutti in piazza!!

aVenerdì 29 Agosto il governo renderà nota la sua proposta sulla scuola, di cui abbiamo già sentito alcune anticipazioni rilasciate dal ministro Giannini durante il meeting di Comunione e Liberazione. Proposte per nulla rassicuranti (aumento dell’orario di lavoro per i docenti di ruolo, “eliminazione” dei precari, valutazione dei docenti, ingresso dei privati nella scuola pubblica…). Nello stesso giorno è stato indetto un presidio da parte dei colleghi/e di Quota 96 (che hanno nuovamente visto negato il diritto alla pensione) e da alcune categorie dei precari della scuola. Pensiamo che quella data potrebbe essere la prima data di mobilitazione collettiva, in cui contrastare i piani del governo e ribadire la nostra idea di scuola, pertanto invitiamo tutti/e a partecipare al presido indetto alle ore 11 a Piazza SS Apostoli.
l’appuntamento è quindi per:
Venerdì 29 Agosto alle ore 11:00 a piazza SS Apostoli.

UNITI POSSIAMO LOTTARE CONTRO I PIANI DEL GOVERNO

 DIVISI ABBIAMO GIÀ PERSO

 Con questa convinzione ci troviamo oggi a manifestare in questa piazza e a proporre a tutti i colleghi e a tutte le colleghe di imparare dagli errori passati. Negli ultimi anni gli elementi e i motivi di divisione ci hanno impedito di trovare momenti unificanti di lotta nonostante la gran parte della categoria disapprovava le misure di politica scolastica che i diversi governi  hanno realizzato. La nostra categoria si è trovata così frammentata e divisa ed ogni singolo spezzone ha cercato di resistere ma in modo isolato e, a volte, con modalità che di fatto hanno contribuito a ulteriori divisioni.

Crediamo che dobbiamo imparare dai nostri errori ed evitare di ripeterli. L’invito all’unità non è perciò solo di ordine morale: solo una forte, duratura e consapevole opposizione può fermare i cambiamenti che il governo vuole imporre alla scuola e che avranno pesanti conseguenze sul personale, sugli studenti, sulle famiglie.

 Alle proposte di divisione rispondiamo con le nostre proposte

 1)    aumenti per tutte/i di 200 euro contro ogni riproposizione di riconoscimenti economici “ai più bravi”

2)    difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro contro l’individualizzazione dei diritti

3)    miglioramento delle condizioni di lavoro contro l’aumento dell’orario ed il peggioramento dell’offerta formativa

4)    immissione in ruolo dei precari su tutti i posti disponibili contro il tentativo di espulsione di migliaia di lavoratori e lavoratrici

  Per questo invitiamo tutte/i all’incontro che preparerà l’Assemblea cittadina da tenere entro la metà di settembre e le ulteriori forme di mobilitazione

LUNEDÌ     1     SETTEMBRE

PRESSO IL CIELO SOPRA L’ESQUILINO ALLE ORE 17

 via Galilei 57 – fermata Manzoni metro  A

Autoconvocati scuola  –   Precari Uniti contro i tagli

Riforma scuola: ecco i provvedimenti su cui punta il governo Renzi per cambiare l’istruzione italiana

tagli_scuola-500x406La riforma della scuola, che sarà discussa il prossimo 29 agosto nel Consiglio dei Ministri, coprirà, con i suoi provvedimenti,  tutti punti caldi dell’istruzione a partire dal precariato e dal merito fino ad arrivare alle scuole private e agli istituti professionali passando per autonomia, maturità e reclutamento.

Il popolo della scuola, docenti, studenti e famiglie, soggetti cui il governo chiede il massimo contributo per questa riforma, freme nell’attesa delle novità annunciate dall’esecutivo temendone le conseguenze; i precari, spaventati dall’annuncio della rivisitazione del meccanismo di assegnazione delle supplenze, i docenti di ruolo, che guardano con preoccupazione al tanto discusso merito, alunni e famiglie che attendono che programmi e competenze siano cambiati dalla mezza rivoluzione annunciata per il 29 agosto.

Il premier, Matteo Renzi, si è limitato ad annunciare tramite un tweet che “Tra 10 anni l’Italia sarà come la fanno oggi gli insegnanti. Noi lavoriamo su questo in #agosto” sottolineando l’importanza data dall’esecutivo al comparto scuola.

 Negli ultimi giorni le anticipazioni e le indiscrezioni al riguardo hanno fatto il giro dei media e del web, bisognerà, però, aspettare il CdM per sapere le vere intenzioni del governo al riguardo poiché non è facile reperire informazioni  sugli argomenti secretati dal governo, anche se diversi temi sono stati anticipati non solo dal Primo Ministro ma anche dal Ministro Giannini e dal sottosegretario Reggi.

Precariato e organico funzionale
Quello del precariato è sicuramente l’argomento più caldo e delicato di questa fine estate: da una parte il superamento delle graduatorie di istituto spaventa gli insegnanti precari, anche se dall’altra parte l’istituzione di un organico funzionale potrebbe portare all’assunzione di oltre 100mila degli stessi precari. L’organico funzionale, l’istituzione di un certo numero di docenti destinati ad una rete di istituti, potrebbe anche garantire un ritorno alla continuità didattica ribadendo nelle scuole l’ormai perduta stabilità d’insegnamento.  Le immissioni in ruolo e le assunzioni prodotte dall’organico funzionale, inoltre, potrebbero portare anche ad uno sfoltimento delle graduatorie in vista del raggiungimento finale che si è posto il governo, quello di esaurirle.

Concorso 2015 e assunzioni
Per il reclutamento dei nuovi insegnanti, di cui ha accennato il ministro Madia, potrebbe essere bandito il concorso che più volte il governo ha anticipato e che, come era stato annunciato, potrebbe essere bandito nella prossima primavera. Il nuovo reclutamento sarà basato su un 3 +2 (laurea magistrale)  con il tirocinio incluso, cui dovrà seguire l’abilitazione portata dal concorso. Le nuove assunzioni serviranno per sostituire i 4 insegnanti su 10 che andranno in pensione tra il 2017 e il 2022.

Orario di insegnamento e contratto
L’idea lanciata dal sottosegretario Roberto Reggi, di portare le ore di servizio degli insegnanti a 36 non sembra essere attuabile senza le giuste coperture economiche e al momento sembra essere stata accantonata dal governo. Si parla, comunque, ancora di meritocrazia con parametri che premieranno la maggiore disponibilità a lavorare e che porterà all’assegnazione di un maggior numero di incarichi in base alla professionalità.
I contratti dei docenti comprenderanno l’obbligatorietà della formazione permanente e  il ridimensionamento degli scatti di anzianità.

Autonomia
Per rilanciare la scuola, il governo vuole ampliare i confini dell’autonomia scolastica che al momento prevede la flessibilità delle istituzioni al modellamento dell’offerta formativa utilizzando il 20% del monte ore annuale. Si pensa ora all’istituzione di una banca del tempo gestita direttamente dai dirigenti scolastici e un organico di rete funzionale.

Nuovi programmi e competenze
Quello che si vorrebbe è di rimodellare i programmi di insegnamento che coprono il percorso scolastico dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado con lo scopo di potenziare la lingua inglese e l’informatica fin dai primi anni di scuola, permettendo ai nostri alunni di mettersi al pari dei coetanei dell’Unione Europea e potenziare scuola-lavoro negli istituti superiori. Si parla di una reintroduzione dell’insegnamento di storia e geografia negli istituti tecnici, di un aumento delle ore di insegnamento di storia dell’arte e di educazione musicale, materie stralciate dalla riforma Gelmini. Per fare tutto questo, però, avvertono i sindacati, bisogna riscrivere le indicazioni nazionali e modificare i curricoli, cosa sicuramente non da poco.

Scuole non statali e istituti professionali
L’anello debole dell’istruzione italiana sono certamente gli istituti professionali dove le percentuali di dispersione scolastica sono da record; il governo vorrebbe potenziare l’alternanza scuola lavoro per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e allo stesso tempo per cercare di ridurre l’abbandono scolastico di chi preferisce avvicinarsi al mondo del lavoro piuttosto che continuare gli studi.
Si parla anche di un rifinanziamento delle scuole paritarie e di un loro detassazione per permettere alle famiglie una scelta tra scuola privata e scuola statale; l’intervento, c’è da rilevare, è molto ben visto e sostenuto dalle istituzioni cattoliche.

di Patrizia Del Pidio
da Orizzontescuola

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Tagli ai permessi sindacali, nessun risparmio per lo Stato

dettori_259617Non c’è nessun risparmio. Anzi, c’è un aumento della spesa pubblica perché, a parte per la scuola, per tutti gli altri lavoratori c’è anche il salario accessorio che prima era a carico dei sindacati”. A dirlo è Rossana Dettori, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, parlando ai microfoni di RadioArticolo1 della ormai famosa circolare sui distacchi sindacali che fissa al 1 settembre il rientro nei luoghi di lavoro di 1.500 sindacalisti. “Stupisce il fatto che oggi ne parlino tutti i giornali e i telegiornali – aggiunge Dettori – la notizia era nota dallo scorso 13 giugno. E’ una circolare dovuta, perché il ministero ha l’obbligo di comunicare alle amministrazioni le modalità con cui i lavoratori che erano in distacco tornano sul luogo di lavoro”.

Nessuna novità, dunque, ma restano in piedi le critiche all’operato del governo su questo fronte. “C’è la volontà di Renzi – osserva l’esponente della Fp – di attaccare il sindacato e la Confindustria, in generale i corpi intermedi. Da questa riduzione dei distacchi non c’è risparmio e non c’è novità, e siccome bisogna attaccare i sindacati, non c’è stata discussione. Noi pensiamo che sia sbagliato – aggiunge – perché quei distacchi non ci erano stati regalati, erano all’interno della contrattazione. Se poi non è stata ridotta l’agibilità delle Rsu, non è stata una benevolenza di questo governo, c’è una legge che impediva di farlo”.

Cosa comporterà dal punto di vista pratico la riduzione dei distacchi? “Maggiore fatica per chi resta, ma ci rimboccheremo le maniche. Lavoravamo dieci ore al giorno, ne lavoreremo dodici, ma questo attacco non ridurrà le nostre proposte, anche se faticheremo un po’ di più”. Quanto alla riforma della Pa, “non l’abbiamo vista”, aggiunge la dirigente della Fp. “Non solo nel dl 90, neppure nel disegno di legge c’è qualcosa di innovativo. Da un escutivo di ‘centrosinistra’ ci aspettavamo che si pensasse ai cittadini, non è stato così. Siamo in perfetta continuità con i governi precedenti. La Pa non si parla e continuerà a non parlarsi, c’è un sistema di informatizzazione che non funziona, non sono cambiate le liste di attesa in sanità o le graduatorie degli asili nido”.

Come se non bastasse, torna il fantasma del blocco della contrattazione. “Il sottosegretario Baretta dice che non se ne parla, però non parla nemmeno del rinnovo, sia chiaro che gli 80 euro non possono essere sostitutivi. Brunetta ha iniziato l’era del blocco, continuata poi con Monti e ora con questo governo dal quale mi aspettavo una riduzione delle disuguaglianze, non un aumento. Su questo – conclude – metteremo in campo iniziative non escludendo nulla, perché si ripristini il diritto in questo paese”. (mm) <

da rassegna.it

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Controriforma della scuola

indexAutore: fabrizio salvatori

Merito, supplenti precari, scuole private, autonomia, istituti professionali, maturità. Sono i vari capitoli del pacchetto che il Governo varerà venerdì 29 sulla scuola. Tutti capitoli in perdita,soprattutto i primi due che prevedono un carico di lavoro maggiore per i docenti e migliaia di tagli per i precari. Maggiore spazio alle scuole private e maggiore presenza di soggetti imprenditoriali nelle scuole per il finanziamento dei laboratori. Sulle risorse da impiegare, poi, i nodi crescono. Del miliardo che Renzi dice di aver messo a disposizione, c’è il timore che la gran parte finirà all’edilizia scolastica. Il tutto con la benedizione di Comunione e Liberazione, che al meeting di Rimini ha ospitato l’intervento del ministro Giannini.

La Cgil, per bocca del segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo, si dice pronta al confronto, seppur con tanti “se e ma”. “Non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate”, dice Pantaleo. La Flc-Cgil mette le mani avanti e fa notare che “se linee di indirizzo sulla scuola dovessero corrispondere all’intervento del ministro Giannini al meeting di Comunione e Liberazione non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alle impostazioni fallimentari della ex ministra Gelmini”. “Non sono chiare – spiega Pantaleo – le risorse disponibili, non c’e’ alcun impegno per il rinnovo del contratto nazionale, si intende togliere salario a tutti con il superamento degli scatti per dare soldi a pochi utilizzando il vecchio progetto dell’Aprea, si vuole piegare la scuola pubblica alle logiche delle imprese e del mercato, si vogliono dare piu’ soldi alle scuole paritarie mentre le autonomie scolastiche sono senza risorse e tante famiglie non sono piu’ in grado di sostenere i costi per fare studiare i figli, non c’e’ alcun progetto per stabilizzare gli organici e riformare il reclutamento superando il precariato. Tutto questo viene fatto – osserva il sindacalista – senza alcun confronto ma attraverso interviste nella ricerca di consensi dei soliti interessi”. La Flc ricorda di aver avanzato, con il cantiere scuola, le sue proposte e dunque verifichera’ i punti di convergenza e le distanze.

“Per noi, i punti di partenza – sottolinea Pantaleo – devono essere: elevazione dell’obbligo scolastico a 18 anni, investimenti aggiuntivi, superamento del precariato, diritto allo studio e rinnovo del contratto nazionale. Lo scontro non e’ tra cambiamento e presunta conservazione dei sindacati ma tra idee diverse di innovazione e per parte nostra vogliamo continuare a realizzare i principi e i valori sanciti dalla Costituzione e percio’ siamo radicalmente contrari alla privatizzazione della scuola pubblica. Siamo pronti al confronto ma deve essere chiaro che non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate. La consultazione online la lasciamo al Governo, mentre dai primi di settembre – annuncia il leader della Flc – noi andremo a fare assemblee nelle scuole e nei territori per discutere con il personale della scuola, le associazioni, gli studenti e gli attori sociali e istituzionali dei territori, perche’ senza ampio consenso e senza democrazia non si puo’ cambiare il sistema di istruzione del nostro Paese”. Fortemente contrari al pacchetto anche la Rete nazionale degli studenti, che per il 10 ottobre ha già in programma una iniziativa in piazza. “Diremo ancora una volta – dichiara il portavoce nazionale Alberto Irone – che la scuola la viviamo noi studenti ed e’ quindi necessario il nostro ruolo nella stesura della riforma epocale della Scuola Pubblica. Non accettiamo piu’ false promesse sulle Rivoluzioni della Scuola, ci sembrano sempre di piu’ rincorse allo slogan senza una vera prospettiva e volonta’ di rivoluzione veramente e completamente la Scuola italiana.”

Va giù duro anche il segretario del Prc Paolo Ferrero, che parla di un piano, “secondo quanto anticipato dalla stampa”, ” semplicemente vergognoso”. Un testo, “in totale continuità con le pessime riforme degli ultimi anni”. “Non si possono più tollerare nuove regalie agli istituti privati – continua Ferrero – mentre la scuola pubblica, dopo i tagli degli ultimi anni, versa in condizioni drammatiche. Non solo, perchè, come la peggiore Gelmini, si continua a penalizzare gli insegnanti, sempre più precari: per “eliminare” i supplenti basterebbe stabilizzarli, assumendoli, visto che ce ne sarebbe bisogno. Nella scuola pubblica bisogna investire, non tagliare: fa impressione che le stesse critiche che muovevamo alla Gelmini oggi ci tocca rivolgerle a questo governo che doveva essere “il nuovo che avanza”. Saremo a fianco degli studenti che hanno giustamente già indetto le prime mobilitazioni contro questo piano”.

Le scuole paritarie non pagano IMU e TASI

15983 Scuola C SGB – Le scuole paritarie non devono pagare IMU e TASI, proprio come non le pagano le scuole statali.

Si risparmiano in media diverse migliaia di euro, fra i 5.000 e i 10.000 a seconda dei casi. l’Ufficializione è arrivata dal MIUR, ma potrebbero esserci ulteriori chiarimenti entro il 30 settembre prossimo.

Le scuole paritarie sono considerate per il TUIR, il Testo unico delle imposte sui redditi, “enti commerciali” ma non lo sono se: Continua a leggere

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Precari, meno posti se gli insegnanti di ruolo hanno cattedre fino a 22 ore

scuola-le-ipotesi-di-cambiamento_55990GB – Meno cattedre per i precari se i posti per gli insegnanti di ruolo vengono formati con più di 18 ore. Una prassi evidente a Pavia, Milano, e anche in qualche provincia del Sud. Ore eccedenti che fanno abbassare il numero dei posti vacanti a disposizione per le immissioni in ruolo. Vengono formate cattedre perfino di 22 ore e i sindacati non sempre si ribellano, perché  a molti docenti fanno comodo, vista la crisi economica del periodo. Continua a leggere

Riforma della scuola: altro che piano Reggi, a settembre ripartiamo dalla Lip

storico_scuoladi Marina Boscaino

Luglio è stato un mese davvero particolare per la scuola. Renzi e il PD hanno dimostrato – con un rocambolesco e continuo cambio di direzione – di avere sulla scuola scarse idee (peraltro poco originali) e una grande confusione. All’inizio del mese scoppia la bomba del piano-scuola Reggi, che – forse confidando nella stagione calda (per modo di dire) e nella disattenzione estiva – propone in quattro e quattr’otto una vera e propria rivoluzione, che tocca alcuni passaggi cruciali: orario dei docenti, apertura delle scuole, potere dei dirigenti scolastici, taglio dell’ultimo anno delle superiori.
In seguito alla immediata reazione della scuola (destinataria non consultata del provvedimento) si susseguono smentite, parole a mezza bocca, prese di posizione da parte di Giannini, grande assente nel progetto di scuola che verrà, rassicurazioni da parte dei vertici del PD, prese di distanza dello stesso Reggi dalle affermazioni dei giornali, salvo poi riconfermare a mezza bocca la sostanza del progetto. Continua a leggere

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