Resoconto dell’assemblea degli autoconvocati del 19/12/2014

indexL’assemblea delle scuole e dei lavoratori autoconvocati della scuola si sono riuniti il 19 dicembre 2014 allo SCUP per discutere del seguente odg.:
1) Necessità di costituire un coordinamento nazionale
2) Approfondimento dei temi della valutazione e della meritocrazia
3) Coordinamento RSU
4) Prosecuzione delle lotte
Riguardo il punto 1) l’assemblea ha ribadito la necessità di coordinarsi con le altre città al fine di costituire un coordinamento nazionale. A tale proposito si è convenuti sull’importanza di partecipare all’assemblea nazionale che si terra domenica 21/12 a Bologna al fine di prendere maggior contatti possibili con i lavoratori della scuola delle altre città. La nostra posizione, sintetizzata in un documento approvato alla fine dell’assemblea  verrà riportata a Bologna da Marina Boscaino e Piero Castello.

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Intervento degli autoconvocati all’incontro nazionale di Bologna

striscione1Il 21 dicembre, a Bologna, si terrà il “PRIMO incontro nazionale di tutti coloro, individui o soggetti collettivi, che hanno la volontà di sostenere e diffondere la LIP – Legge di iniziativa popolare per una Buona scuola per la Repubblica”. Scopo dell’incontro è quello di provare ad organizzare l’opposizione concreta ai provvedimenti applicativi della “Buona scuola” di Renzi, individuare le prossime iniziative di lotta e – allo stesso tempo – diffondere, sostenere e aggiornare in maniera condivisa la LIP come proposta alternativa a quella del governo.
Noi, Autoconvocati di Roma e del Lazio e Coordinamento delle scuole di Roma e provincia, condividiamo questa impostazione e parteciperemo con una nostra delegazione.
In questi mesi abbiamo costruito insieme a tanti colleghi, nelle scuole e nelle piazze, l’opposizione al piano del governo. Ci siamo mobilitati il 10 ottobre con gli studenti e abbiamo partecipato a tutte le iniziative di lotta sindacali e sociali che hanno riproposto in varie forme un conflitto sociale che ha in sé la capacità di modificare, dopo molti anni, l’equilibrio dei rapporti di forza tra chi ha il potere e chi vi si oppone. Abbiamo vita a decine e di assemblee e promosso la presa di posizione di tantissimi Collegi dei docenti. Ci siamo presentati più volte davanti al ministero e all’ufficio scolastico regionale per manifestare il nostro sdegno e per consegnare più di 200 delibere dei Collegi che rifiutavano le proposte governative. La risposta è stata o lo schieramento di cordoni di polizia e carabinieri in assetto anti sommossa o l’arrogante indifferenza verso i pronunciamenti democratici da parte delle burocrazie ministeriali. Ci siamo scontrati con una potentissima macchina di organizzazione del consenso intorno all’azione del governo che ha schierato tutto ciò che era possibile mobilitare, dal principale partito di maggioranza, il PD, alla maggior parte di mezzi d’informazione. Nel nostro percorso abbiamo incrociato il comitato per la riproposizione della LIP con il quale abbiamo collaborato ed organizzato iniziative comuni, come la conferenza stampa recentemente tenuta in una sala del Senato.
Siamo convinti che la riproposizione della LIP abbia costituto una straordinaria occasione per far crescere il movimento d’opposizione e abbia mostrato che un’altra idea di scuola, questa si veramente “buona” e rispondente ai principi della nostra Costituzione, sia non solo possibile ma realmente praticabile.
Tutto quello che siamo riusciti a fare lo abbiamo fatto potendo contare solo sul nostro impegno individuale e sulla nostra capacità di auto-organizzazione, nel permanere di una insopportabile frammentazione sindacale. Non senza risultati, se è vero che lo stesso governo, al di la degli scontati toni trionfalistici, ha dovuto prendere atto dell’esistenza di un dissenso diffuso.
Sappiamo, tuttavia, che già dalle prossime settimane dovremo fare i conti con una ripresa dell’iniziativa dell’avversario che proverà a portare a termine il suo disegno di distruzione della scuola  pubblica. Non dimenticando che, a fronte di progetti e proclami, abbiamo constatato ancora una volta -nella concretezza- che la legge di stabilità prevede ulteriori tagli alla scuola, inflitti al suo funzionamento, al personale ata, al mof.
La sfida che abbiamo di fronte non lascia spazio ad alcuna possibilità di mediazione, possiamo avere un solo obiettivo: sconfiggerlo!
Per riuscirci abbiamo bisogno di un salto di qualità nella capacità di coordinare le nostre iniziative su tutto il territorio nazionale, di mettere in comunicazione tra loro le realtà locali. Abbiamo bisogno, cioè, di costruire un movimento di massa che sappia darsi scadenze e decidere momenti di lotta generalizzati che non si sostituisca ma si affianchi alla molteplicità delle iniziative locali.
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Mozione dell’Assemblea Sindacale dell’ITIS Pininfarina di Moncalieri (TO)

document-40600_640Il personale docente e non docente dell’ITIS “G.B. Pininfarina” di Moncalieri (TO), riunito in
assemblea in orario di servizio il 10 dicembre 2014, in merito al progetto “la Buona Scuola” ed agli interventi sulla scuola contenuti nella Legge di Stabilità esprime quanto segue:
- un qualsiasi progetto di riforma con la volontà “epocale” di fare la scuola con tutti i suoi attori avrebbe richiesto una consultazione prima di qualsiasi elaborazione tra chi nella scuola opera quotidianamente nelle difficoltà e ha contribuito in questi anni a conservarne valore e dignità;

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Documento dell’Assemblea Autoconvocati dell’I.T.T.S. “G. Mazzotti” – Treviso

document-40600_640L’assemblea dei docenti autoconvocati dell’I.T.T.S. “G. MAZZOTTI” di Treviso, riuniti in assemblea per discutere della proposta della “Buona scuola”, esprime totale dissenso per ciò che si configura come un disegno atto a promuovere un’idea di “scuola-azienda” alternativa al concetto di “scuola per l’uguaglianza” così come concepita dalla nostra Carta Costituzionale.

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Il Governo posticipa la controriforma sulla scuola. Un risultato della nostra lotta

images1ASSEMBLEA CITTADINA

 

VENERDI’ 19 DICEMBRE ALLE 17

 

VIA NOLA 5 A ROMA

 

Dopo aver prodotto e raccolto centinaia di mozioni delle scuole che esprimevano una netta contrarietà alle proposte del Governo Renzi, dopo aver scioperato più volte e manifestato chiedendo che questa volontà fosse ascoltata e di fronte alla chiusura sistematica di Renzi e Giannini non ci siamo arresi, abbiamo continuato la nostra lotta scioperando e manifestando sino al 12 dicembre portando la nostra voce sin sotto a Montecitorio. Domenica 14 dicembre è arrivata la prima battuta d’arresto del Governo, il posticipo di due mesi nella trasformazione del progetto della “Buona Scuola” in decreti legge. Senza il faticoso lavoro delle mozioni, senza il duro raccordo che abbiamo costruito nell’opposizione alle politiche del Governo durante i percorsi assembleari, senza le manifestazioni del personale della scuola e degli studenti questa battuta d’arresto non ci sarebbe stata, l’opposizione sorda di molti colleghi non avrebbe assunto visibilità ed il Governo avrebbe presentato i radiosi risultati del sondaggio online perché privo di un opposizione visibile nel Paese. Noi abbiamo partecipato alla consultazione e moralmente l’abbiamo vinta. Non ci facciamo illusioni sulle intenzioni di questo Governo ma impiegheremo questo tempo per allargare la discussione sulle nostre proposte, far crescere l’opposizione alle politiche di Renzi e Giannini in settori sempre più vasti del Paese, approfondire teoricamente le nostre controproposte attraverso un reale dibattito democratico che coinvolga attivamente i soggetti reali che vivono la scuola.Il percorso che abbiamo fatto ci dimostra che possiamo arginare le controriforme del Governo e costruire attraverso il dibattito, la partecipazione ed il conflitto un nostro modello di istruzione. Consci delle difficoltà ma anche delle enormi potenzialità che abbiamo invitiamo tutti a costruire una nuova fase della “nostra consultazione” a partire dall’assemblea cittadina che si terrà allo SCUP in via nola 5 (metro San Giovanni) a Roma Venerdi 19 dicembre alle 17 nella quale parleremo di

1) Proposte di allargamento dei coordinamenti a livello nazionale e di radicamento nei diversi territori

2) Ragionamento sul tema della valutazione. Iniziative di approfondimento e promozione di una nostra posizione

3) Allargamento del percorso degli autoconvocati della scuola: radicamento nelle scuole attraverso le elezioni di marzo delle rsu

4) Elaborazione di una strategia generale da sviluppare nei prossimi due mesi

 

Sul ricorso Invalsi

invalsi43Care e cari tutte/i,

vi mando in allegato il documento con il quale speriamo di spingere al CGIL a pubblicizzare l’iniziativa presa circa un anno fa di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) contro il Decreto del Presidente della Repubblica n.80 che vara il regolamento per l’implementazione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV).

Con questo regolamento di estende e di approfondisce il potere dell’INVALSI su tutta la scuola italiana.

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Boscaino: “il merito di Renzi penalizzerà tecnici e professionali”, “non ci hanno fatto entrare”

DSCN85582di Paolo Damanti

Ieri al Ministero il resoconto della consultazione legata alla riforma della scuola. Ad un gruppo di docenti organizzati non è stato permesso di entrare. Quali erano le loro richieste?

Si tratta di una rappresentanza del comitato per la riproposizione della legge di iniziativa popolare per la Buona Scuola della Repubblica e degli autoconvocati delle scuole di Roma, che aveva intenzione di presentare al Ministro, in occasione dei risultati della consultazione sulla “Buona scuola”, 200 mozioni di altrettanti collegi docenti che bocciano la riforma.

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Comunicato dei lavoratori autoconvocati della scuola del 15/12/2014

DSCN85682Roma 15/12/2014 ore 17 – 18
I lavoratori autoconvocati della scuola di Roma si sono riuniti in un presidio spontaneo all’ingresso del MIUR di Viale Trastevere in coincidenza con la presentazione ufficiale del progetto di riforma “La buona scuola”.
Nonostante l’iniziativa fosse promossa come “open day”, i lavoratori della scuola non sono stati accolti nelle stanze del ministero e hanno denunciato davanti alla stampa presente il completo fallimento della “consultazione” on line promosso dal governo.
Va sottolineato che l’intento dei lavoratori -quasi tutti insegnanti- era finalizzato a presentare al ministro le oltre 200 mozioni elaborate dai collegi docenti di tutta Italia. Dalle stesse emerge una forte contrarietà dei docenti al progetto di riforma del governo Renzi.
Prossima iniziativa:
assemblea cittadina a Roma
venerdì 19 dicembre alle ore 17
presso lo spazio autogestito SCUP
Via Nola 5 Roma
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La consultazione del Governo su “la Buona Scuola”

intestaCi avevano garantito che ci avrebbero ascoltati e li abbiamo presi in parola. La raccolta delle mozioni dei collegi docenti relativa al documento “La Buona Scuola” di Renzi parte da un’iniziativa del gruppo degli Autoconvocati delle Scuole di Roma e del Lazio e del Comitato per la Riproposizione della Lip a seguito della nota ministeriale del capo dipartimento Chiappetta, che il 3 ottobre – a 20 giorni dall’apertura del sondaggio sul documento di Renzi – chiamava studenti e lavoratori della scuola ad organizzare collegi ed assemblee per discutere della Buona Scuola, dando seguito a quanto esplicitamente richiesto dallo stesso documento del governo. Dunque, la raccolta è iniziata circa un mese prima della chiusura della consultazione (15 novembre); le delibere sono oggi circa 200. Non una di queste si dichiara a favore della Buona Scuola, circa tre quarti sono state assunte all’unanimità (tenendo conto che i docenti di un collegio sono tra i 70 e i 120), moltissime propongono l’alternativa della Legge di Iniziativa Popolare “Per una Buona Scuola per la Repubblica”, oggi disegno di legge presentato sia alla Camera che al Senato. Non un semplice no, ma una proposta concreta, nata dal basso come legge di iniziativa popolare, che presenta un modello di scuola laica, pluralista, democratica, inclusiva.

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