Piattaforma per il rinnovo del CCNL Scuola

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  • Aumento di 300€ mensili lordi per tutte e tutti, indipendentemente dall’inquadramento (Ata, docenti), dall’ordine di scuola e dall’anzianità. Questa cifra corrisponde più o meno a quanto è stato perso in termini di potere d’acquisto nel periodo di vacanza contrattuale (è stato calcolato che in media i lavoratori hanno perso 180€ netti al mese).
  • L’aggiornamento professionale deve essere fatto in orario di servizio e deve essere affidato alla libera scelta individuale dei docenti. Se fatto fuori dall’orario di servizio deve essere retribuito. Bisogna attivare convenzioni con le università pubblica per dare la possibilità ai docenti di accedere gratuitamente ai percorsi formativi universitari. Andrebbe prevista la possibilità per i docenti di avere un anno sabbatico di tanto in tanto per dedicarsi agli studi. I dipartimenti vanno coinvolti nell’organizzazione di iniziative di autoformazione sui contenuti di ciascuna area disciplinare.

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Assemblea giovedì 24 novembre

Le scuole autoconvocate di Roma e provincia indicono un’assemblea giovedì 24 novembre alle 17:30 presso i locali di Progetto Eccoci a Piazza di Cinecittà 11 (Metro A Subaugusta) nella sede del VII Municipio (ingresso sul fianco destro dell’edificio) per stabilire un programma di mobilitazione relativo alla difesa e al rilancio del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Scuola.

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La Rimozione della Questione del Contratto

contratto-scuola-ultime-notizie-4-novembre-aumento-stipendio-non-inferiore-a-300-euro-mensili_958461Un invito a una riflessione comune.

Il tema del contratto nazionale delle/ degli insegnanti è il grande rimosso oggi a scuola. Se ne parla poco o non se ne parla affatto nelle nostre assemblee sindacali e nelle altre situazioni collegiali. Viene rimossa così la necessità e il diritto a contrattualizzare le “attività” che progressivamente si sono accumulate e che rendono il carico di lavoro di una/un insegnante sempre più oneroso e gravano sulla qualità dell’insegnamento. La “nuova formazione”, ad esempio, si profila come un onere non “contrattualizzato” e quantitativamente indefinito (tanto non è retribuito), utile ad “aggiornare” la professionalità in un ambito di libera concorrenza all’interno della scuola. La scuola si profila definitivamente come un mercato del lavoro in cui i docenti offrono le loro competenze, sono in competizione tra di loro, aggiornano e arricchiscono il loro “portfolio”, con una disponibilità illimitata alle nuove dinamiche del lavoro (non retribuito). Una disponibilità illimitata sottoposta non più al diritto, ma all’arbitrio di chi seleziona le risorse umane all’interno del mercato della scuola. Continua a leggere

Alternanza scuola-lavoro? Caro Renzi, si chiama sfruttamento minorile

mcdonaldNon mi stancherò di ribadirlo: la cosiddetta Buona scuola promossa da Matteo Renzi si pone come momento culminante e forse definitivo del processo di dissoluzione della scuola italiana; processo portato avanti, con folle tenacia, da anni di “riforme” della scuola da interscambiabili governi di centrodestra e di centrosinistra ugualmente proni al cospetto della tendenza post-1989 alla aziendalizzazione integrale del mondo della vita.

Proprio come la riforma della Costituzione distrugge la Carta costituzionale, proprio come la riforma del lavoro (pateticamente detta Jobs Act) distrugge i diritti del lavoro, così la riforma della scuola annienta definitivamente la scuola. Si chiama orwellianamente Buona scuola, si chiama dissoluzione della scuola o, se preferite, sua rottamazione. Da istituto etico di formazione di esseri umani completi, pensanti e consapevoli delle loro radici e prospettive (così era la scuola grandiosamente pensata da Giovanni Gentile), la scuola diventa così una semplice azienda capitalistica che eroga debiti e crediti ai consumatori di formazione.

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