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Appello dei Lavoratori Autoconvocati della scuola per le elezioni delle RSU

imagesCome lavoratori autoconvocati della scuola abbiamo costantemente mirato all’unificazione delle lotte, basandoci su una piattaforma condivisa da appartenenti a diverse organizzazioni sindacali o a nessuna, nel tentativo di superare la parcellizzazione delle OO.SS e gli interessi delle singole organizzazioni. Pertanto le elezioni per il rinnovo delle RSU hanno per noi grande rilievo, tanto più che per la prima volta anche i precari potranno parteciparvi.

Riteniamo fondamentale che i lavoratori che si riconoscono nel percorso degli autoconvocati, pur candidandosi in liste differenti, si facciano carico delle proposte unitarie emerse in questi mesi:

  1. aumento dello stipendio di almeno 200 euro come recupero della perdita di potere di acquisto del nostro salario;

  2. difesa della parte normativa del CCNL con estensione ai precari dei diritti del personale di ruolo;

  3. immissione in ruolo, con i diritti del CCNL, del personale precario;

  4. opposizione alle pseudo riforme della scuola che tendono solo a dividere i lavoratori.

Crediamo, inoltre, che chi si candidi come Rsu debba assumere con chiarezza da subito due posizioni di garanzia di fronte ai lavoratori della scuola:

  • non ricoprire cariche all’interno dell’istituzione scolastica in conflitto d’interesse con il proprio ruolo sindacale ;

  • non firmare nessuna contrattazione senza prima il consenso dell’Assemblea sindacale dei lavoratori.

A nostro avviso le RSU possono diventare un incisivo strumento di lotta la cui funzione travalica i compiti della contrattazione di secondo livello. I membri delle RSU possono divenire un baluardo nella difesa del contratto nazionale, negli ultimi anni minato da leggi che derogano ai diritti del personale della scuola (vedi la Legge Brunetta, la legge di stabilità, etc.). Opportunamente formati per affrontare le proprie responsabilità, gli RSU devono sostenere il difficile compito di tutelare i lavoratori della scuola, restituendo valore agli organi collegiali (La Buona scuola prevede una revisione degli organi collegiali, a cominciare dal consiglio di classe, occhieggiando in modo non velato a quanto previsto dal ddl Aprea-Ghizzoni).

Al fine di promuovere una gestione realmente democratica degli istituti scolastici, l’RSU autoconvocata cercherà di collaborare con le altre strutture collegiali della scuola e in particolare con:

a) il personale ATA, per armonizzare i diversi interessi di cui è portatrice ciascuna professionalità, in relazione alle esigenze educative e di servizio dell’Istituto;

b) i membri degli Organi Collegiali (OOCC):

b1) il Collegio Docenti nella formulazione del Piano dell’Offerta Formativa e del piano di organizzazione interna del lavoro.

b2) gli organi a configurazione mista come: Consiglio di Istituto e Giunta Esecutiva, in ordine alla gestione economico-finanziaria-patrimoniale.

Il precariato nella scuola

Come lavoratori autoconvocati scuola abbiamo sempre affrontato il problema del precariato nel contesto della lotta per il ritiro dei tagli operati in particolare dalla Gelmini. Altresì non possiamo accettare il piano di assunzioni proposto dal governo che obbliga i neo-assunti a svolgere il ruolo di tappabuchi, con una progressiva perdita del controllo del proprio lavoro nel contesto della classe. Ci batteremo, infine, per evitare che non si ripropongano situazioni vergognose come quelle del mancato pagamento degli stipendi reiterato per diversi mesi.

Alle misure del governo volte a dequalificare la scuola pubblica a vantaggio della privata contrapponiamo un modello di scuola democratica, laica e gratuita (il documento del governo parla di due gambe della scuola pubblica: quella statale e quella paritaria). A questo proposito molti di noi sostengono la Lip scuola (ora ddl 1583 al Senato e 2630 alla Camera): un progetto frutto della condivisione di docenti, genitori, studenti che nel 2006 ha raccolto 100 mila firme certificate. Si tratta di un modello alternativo alla Buona Scuola di Renzi (la cui redazione anonima e lo scarso indice di condivisione da parte del mondo della scuola sono dati di fatto incontrovertibili). Con l’investimento nella scuola del 6% del Pil nazionale (in linea con quanto in media investono i paesi UE), sosteniamo la proposta di innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni (a fronte della proposta del Governo che è tesa a un maggiore avviamento precoce ai percorsi lavorativi per la popolazione scolastica più debole). Perciò insieme alla Lip intendiamo batterci per: il ripristino del tempo pieno e del tempo prolungato; per classi di non più di 22 alunni, numero che diminuisce in presenza di alunni con disabilità , al fine di garantire oltre alla sicurezza, il diritto all’apprendimento degli studenti; vogliamo una scuola che non transiti attraverso un’idea di valutazione individuata dalla centralità di un “merito” non meglio identificato e difficilmente identificabile. Ogni singolo istituto deve essere messo nelle condizioni di ottimizzare le proprie risorse e intervenire sulle criticità. Ci batteremo inoltre per un modello di scuola che rispetti il diritto allo studio – mai citato nel testo governativo, preservando il valore legale del titolo di studio. Come la Lip proponiamo l’abrogazione della “riforma” Gelmini, richiedendo una scuola finanziata interamente dallo Stato, che rifiuti drasticamente l’entrata dei privati, la cui ingerenza economica (ma anche sulla libertà di insegnamento) non farebbe che aumentare a dismisura il gap già esistente tra zone del Paese e, rispetto ai singoli istituti, tra scuole di serie A e di serie B.

Per quanto riguarda la Buona Scuola (LBS) e il Servizio Nazionale di Valutazione (SNV)/INVALSI

a) Riteniamo necessario denunciare il legame fra carriera (progressione economica e professionale) e valutazione del progetto del governo e ci impegniamo a contrastare radicalmente:

il sistema di premialità previsto per gli “innovatori naturali” della didattica e dell’organizzazione (p.47 LBS); la formulazione e pubblicazione dei curricola dei “crediti professionali, didattici, formativi” (p.52 LBS); le procedure di “mobilità orizzontale dei docenti mediamente bravi” (p.58 LBS);

b) Nello specifico intendiamo denunciare il legame fra lo sviluppo della carriera e la valutazione degli apprendimenti e, perciò, intendiamo contrastare radicalmente:

il Rapporto di Autovalutazione (RAV ex circ MIUR 21/10/2014 n.47);

Le prove invalsi di II e V per la scuola primaria;

La prova invalsi di fine primo ciclo (ex esame di terza media);

La sperimentazione di prove Invalsi per l’esame di maturità;

Al contrario intendiamo portare a conoscenza dei lavoratori:

la pochezza teorica dell’impianto del RAV e dei Quadri di Riferimento delle prove invalsi

; l’inoppugnabilità del motivo di incostituzionalità del Regolamento del SNV (Dpr 80/2013; oggetto del ricorso FLC); l’efficacia della legislazione vigente anteriore alla normativa sul SNV e la opportunità/necessità di sottoscrizione del documento di Obbedienza Civile alla medesima; la possibilità di sottrarsi alla somministrazione e correzione delle prove.

per adesioni: [email protected]

Per scaricare una versione in formato pdf:

Doc Rsu

Per scaricare una versione ridotta in formato doc:

VOLANTINO RSU