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Arresta il sistema!

arrestoSI alla scuola pubblica, democratica, inclusiva, in presenza!

La fine della “fase 1” ha portato il mondo della scuola a rivedere il percorso effettuato negli ultimi mesi e a ragionare insieme sul futuro prossimo.

Studenti, genitori, lavoratori si sono nuovamente incontrati on line in centinaia, numerosi sono stati gli interventi che hanno fatto emergere interessanti convergenze sui seguenti temi:

  • superare l’emergenza e l’utilizzo della cosiddetta didattica a distanza”;

  • rilanciare le lezioni in presenza e in sicurezza da settembre, con una forte riduzione del numero di alunni per classe;

  • investire ingenti risorse economiche per recuperare spazi ed assumere il personale necessario allo svolgimento delle attività scolastiche, a partire dall’immissione in ruolo di tutte/i le/i precari/e con tre anni di servizio;

  • respingere ogni ipotesi di “terziarizzazione” ad altre realtà sociali di qualsiasi tipo (coop, enti, parrocchie, associazioni, ecc.);

  • internalizzare nel pubblico i lavoratori delle varie coop presenti nelle scuole, a partire dagli OEPA ex AEC;

  • rilanciare la collegialità e la democrazia nelle scuole.

Su questi punti importanti, è presente un dibattito che va oltre la semplice manifestazione della stanchezza accumulata davanti a macchine alienanti, assai lontane dal “calore” umano presente nelle classi di una scuola vera.

Nei vari interventi è emersa la voglia di mostrare il proprio dissenso, sono emerse proposte di “disobbedienza civile” – quale una dichiarazione di rifiuto di prestare la Dad a settembre – e il seguente calendario di iniziative:

    • 3 giugno: giornata nazionale di sospensione delle attività di didattica on line;

    • 4 giugno: presidio davanti al Campidoglio dei lavoratori OEPA ex AEC;

    • 5 giugno: sciopero dei precari indetto dall’Adl Cobas;

    • 8 giugno: presidio del mondo della scuola davanti al Miur;

    • eventuali iniziative da svolgere nelle settimane a venire.

Siamo consapevoli che le nostre controparti, non solo il governo ma anche le emanazioni “culturali” di Confindustria e affini, con la complicità di un certo sindacalismo malleabile alle esigenze padronali, hanno colto nella pandemia e nel clima allarmistico da essa generato il momento in cui azionare il solito baazooka a danno delle fragili vetrate della scuola italiana.

La Dad non è un processo di apprendimento utilizzabile sul lungo termine, non è inclusiva, non è interattiva, non garantisce l’ordinario apprendimento scolastico. Inoltre, le scuole hanno appaltato le infrastrutture produttive a giganti come google, che ora maneggiano, nella più completa assenza di un dibattito adeguato, i dati sensibili di milioni di alunni e insegnanti.

Pertanto, non ci resta che respingere con forza le proposte in campo di didattica mista e iniziare già da subito a sconnettere le macchine e azionare mente e cuore davanti all’immanente primavera della scuola. Quindi…

Arresta il sistema

il 3 giugno sospendi la Dad!

VOGLIAMO TORNARE A SCUOLA IN SICUREZZA

non ci connettiamo e non facciamo lezione