Assemblea cittadina coordinamento contro autonomia differenziata 2 settembre

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assembleaCarissime/i,

la tempesta politica di queste settimane, ancora in corso, non può assolutamente fermare la nostra azione. Qualunque sia la composizione del nuovo governo ci saranno partiti che sull’autonomia differenziata si sono ampiamente impegnati, le regioni proponenti sono e saranno sempre lì a pretenderla e anche in caso di elezioni potrà essere determinante riuscire ad aprire gli occhi agli elettori.
Non possiamo fermarci e non ci fermiamo, tenendo fede alla decisione dell’ultima assemblea cittadina di riconvocarci per ripartire il 2 settembre, ecco l’appuntamento:

2 settembre 2019, dalle 16 alle 19, presso l’Istituto Statale per Sordi di Roma, via Nomentana 54-56

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Dichiarazione del Comitato Nazionale provvisorio per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata a seguito degli annunci del governo del 19 luglio

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mafalda-scuolaIl 19 luglio il Presidente del Consiglio ha annunciato al Paese un accordo del Consiglio dei ministri per arrivare a concedere alle Regioni che ne hanno fatto richiesta l’Autonomia differenziata. Nello stesso tempo, lo stesso Presidente ha dichiarato che la scuola “è salva”, precisando che non ci saranno assunzioni regionali, né differenziazioni di programmi o stipendi.

Di che cosa si tratta esattamente? Al momento nessuno può saperlo con precisione. 

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Comunicato dell’Assemblea Nazionale per il ritiro di qualunque progetto di Autonomia differenziata

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mgafonoL’Assemblea Nazionale (organizzata da Appello per la scuola pubblica, Autoconvocati della scuola, ASSUR, Comitato 22 marzo per la difesa della scuola pubblica, LIPScuola, Manifesto dei 500) che si è tenuta a Roma il 7 luglio presso il liceo Classico “Tasso” per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, a cui hanno partecipato 200 persone e 70 associazioni di diverse categorie e settori provenienti da 38 città

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Comunicato a sostegno dello sciopero del 17 maggio

mgafonoPer il giorno 17 maggio p.v. era stato indetto uno sciopero unitario dei sindacati confederali, Gilda, Snals e dei sindacati di base contro la regionalizzazione della scuola (e per aumenti contrattuali e stabilizzazione dei precari). A seguito dell’accordo intercorso con il governo, confederali, Gilda e Snals hanno revocato lo sciopero, in attesa dello sviluppo delle trattative.
Alcune delle associazioni inizialmente presenti al tavolo unitario – Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica, No Invalsi, Lipscuola, Appello per la Scuola Pubblica, Assur, Autoconvocati della Scuola - restano convinte che la posta in gioco sia troppo alta e che occorra da subito dare un forte segnale di mobilitazione.
Invitano, pertanto, tutti i lavoratori della scuola – a qualunque sindacato essi siano o non siano iscritti – a partecipare e far loro lo sciopero che i sindacati di base (Cobas, CUB, Unicobas, Anief e SGB) hanno mantenuto, affinché esso risulti la concreta dimostrazione della volontà di esigere e ribadire  che  la nostra scuola, la scuola della Repubblica italiana, rimanga la scuola della Costituzione:  di tutte e di tutti, con le stesse opportunità per tutte e per tutti, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
Le associazioni recepiscono, inoltre, la convocazione pervenuta oggi da parte di Flc, Cisl, Uil, Snals e Gilda, per una successiva riunione, da tenersi il giorno 20 Maggio p.v., in sede da definirsi.

Appello per la scuola pubblica, Associazione Nazionale Per la scuola della Repubblica, Assur, Autoconvocati della scuola, Comitato 22 marzo per la difesa della scuola pubblica, Lipscuola Per la scuola della Costituzione, NoInvalsi

Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione

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altan-scuola-pubblicaCome è noto, le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno, tra l’altro, chiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione.

L’obiettivo è quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo tramite una vera e propria “secessione” delle Regioni più ricche, che porterà a un sistema scolastico con investimenti e qualità legati alla ricchezza del territorio. Si avranno, come conseguenza immediata, inquadramenti contrattuali del personale su base regionale; salari, forme di reclutamento e sistemi di valutazione disuguali; livelli ancor più differenziati di welfare studentesco e percorsi educativi diversificati. Di fatto viene meno il ruolo dello Stato come garante di unità nazionale, solidarietà e perequazione tra le diverse aree del Paese; ne consegue una forte diversificazione nella concreta esigibilità di diritti fondamentali.

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Assemblea autoconvocata dei lavoratori della scuola sul tema della regionalizzazione

assembleaCome lavoratori autoconvocati della scuola esprimiamo una fortissima preoccupazione rispetto alla proposta degli accordi tra lo Stato Italiano e le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, sul trasferimento delle competenze nell’ambito dell’istruzione, dell’Università e della ricerca dallo Stato alle Regioni. Il fondamento giuridico-teorico precedente su cui poggiano tutti i tentativi ed i processi di regionalizzazione del sistema scolastico consiste nella riforma del titolo V della costituzione attuata nel 2001, la quale, nel rafforzare il ruolo e le competenze delle Regioni e delle Provincie nell’ambito dell’Istruzione ha reso possibile il finanziamento dello Stato – attraverso i trasferimenti alle regioni – alle scuole paritarie e quel perverso meccanismo di competizione tra scuole che tanto potere ha dato ai dirigenti, ai genitori e, più in generale, agli utenti, che va sotto il nome di autonomia finanziaria delle scuole Continua a leggere

Riunione venerdì 28 dicembre

assembleaLa prossima riunione autoconvocata organizzata per ragionare sull’aumento dei carichi di lavoro degli insegnanti (e degli ATA) e per discutere sul pericolo della regionalizzazione minacciata dal governo, si svolgerà il giorno 28 dicembre, di pomeriggio, in luogo ed orario da definire.
Tenetevi liberi!

Assemblea 14/12: discutiamo di carichi di lavoro e regionalizzazione

assembleaCome lavoratori autoconvocati scuola stiamo valutando il fatto che in tutte le scuole di ogni ordine e grado i lavoratori (personale Ata e personale docente) avvertono in maniera crescente un aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità soggettive determinate da una riduzione progressiva degli organici, dall’accentuazione del ruolo delle famiglie nella difesa ad oltranza dei propri figli e dall’accresciuto lavoro di individualizzazione dell’insegnamento (compilazione di moduli per alunni dsa e bes e di una didattica differenziata di fronte ad un aumento degli alunni per classe), aumento spropositato dei carichi di lavoro nelle segreterie per un personale limitato, etc.

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