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Boscaino: “il merito di Renzi penalizzerà tecnici e professionali”, “non ci hanno fatto entrare”

DSCN85582di Paolo Damanti

Ieri al Ministero il resoconto della consultazione legata alla riforma della scuola. Ad un gruppo di docenti organizzati non è stato permesso di entrare. Quali erano le loro richieste?

Si tratta di una rappresentanza del comitato per la riproposizione della legge di iniziativa popolare per la Buona Scuola della Repubblica e degli autoconvocati delle scuole di Roma, che aveva intenzione di presentare al Ministro, in occasione dei risultati della consultazione sulla “Buona scuola”, 200 mozioni di altrettanti collegi docenti che bocciano la riforma.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Maria Boscaino, in rappresentanza. Il suo interloquire è concitato ma lucido “non ci hanno permesso di entrare, hanno detto che non avevamo gli accrediti, altri impiegati del MIUR hanno parlato di invito. Insomma, hanno invitato chi volevano loro, hanno fatto la solita kermesse di facciata.”

Il gruppo di docenti davanti al MIUR ha con sè 200 mozioni “e chissà quante altre ce ne sono sfuggite”, mi dice la Boscaino. “Noi appoggiamo la legge di iniziativa popolare sulla scuola, sottoscritta da 100 mila persone e presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge, rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Fino a prova contraria è il Parlamento a fare le leggi e la LIP ha valore giuridico, non certo le linee guida del Governo”. “Un pronunciamento formale ben più significativo di un segno di spunta su un sondaggio online”.

Il gruppo di insegnanti contesta anche il presunto successo della consultazione, e lo fa in un comunicato. “Dal punto di vista numerico – scrivono – il risultato denunciato dal Miur è irrisorio (207mila partecipanti online, 1.300 000 accessi al sito, 200mila partecipanti ai dibatitto sul territorio), considerando che ci sono 728mila prof che sono indicati nell’organico di fatto, e  101mila insegnanti di sostegno; 2.580.007 sono gli studenti della secondaria di II Grado; complessivamente 7.878.661 è il totale degli studenti italiani, cui corrisponde un numero più o meno doppio dei rispettivi genitori”.

“Cosa contestate, in particolare, dei contenuti della riforma”, chiedo. “Innanzitutto l’ingresso dei privati nella scuola, sarà la morte della libertà di insegnamento”, poi, “non vogliamo questo tipo di valutazione, perché porterà gli insegnanti più bravi a cercare le scuole migliori, a discapito di tecnici e professionali. Ma la lista è lunga, abbiamo analizzato e raccolto tutte le critiche contenute nelle mozioni.”

I docenti non mollano, non è andata giù la loro esclusione dal dibattito. “Non era la prima volta – sottolinea la Boscaino – Abbiamo già provato a consegnare le mozioni e abbiamo trovato un cordone di poliziotti davanti al MIUR.”

Di tutto ciò, i docenti aderenti all’iniziativa ne discuteranno in un’assemblea pubblica che si svolgerà venerdì 19 alle ore 17 in via Nola 5 a Roma.