Appello dell’assemblea sindacale dell’I.C. Alberto Manzi di Roma

document-40600_640APPELLO dell’Assemblea sindacale dell’I.C. Alberto Manzi di Roma AI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti sindacali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

L’Assemblea dei lavoratori dell’IC Alberto Manzi, riunitasi in data 07/02/2017, ha elaborato, condiviso e sottoscritto il seguente documento sul rinnovo del contratto della scuola.

Premesso che prima di Natale è stato firmato il contratto dei lavoratori del Pubblico Impiego che prevede un incremento stipendiale per gli anni 2016-18 del 3,48%, ovvero 85 euro lordi medi (45 netti), a regime dal 1 marzo, per dare una mancia temporanea agli stipendi più bassi e con arretrati dei 26 mesi precedenti di appena 460 euro medi lordi (erogati prima delle elezioni). Una miseria a 10 anni dall’ultimo contratto, vista la perdita del potere d’acquisto e l’aumento dei carichi di lavoro. Per di più si prevede il welfare integrativo, la programmazione dei “permessi 104” ed i principi della “Madia-Brunetta”: differenziazione del salario aggiuntivo per merito, atti unilaterali dei dirigenti, limiti alla contrattazione e un nuovo e ambiguo “Organismo paritetico per l’innovazione”;

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Appello ai lavoratori della scuola

In primo piano

imagesIn pochi anni, dopo l’approvazione della Legge 107 e i seguenti decreti attuativi, i lavoratori della scuola si trovano a vivere un altro momento critico, il rinnovo di un contratto apparentemente fermo al 2009, ma che in realtà è stato oggetto di numerosi provvedimenti legislativi, purtroppo in senso peggiorativo. Arriviamo a questo momento senza che vi sia stata la mobilitazione necessaria, che abbiamo provato a stimolare e richiedere dall’assemblea autoconvocata dello scorso settembre.

Crediamo infatti che senza di essa sia impossibile ottenere quelli che paiono elementi imprescindibili: un adeguato aumento salariale, che recuperi gli otre 300 euro di potere di acquisto persi nel periodo di vacanza contrattuale, una parte normativa che recuperi dignità per il lavoro e democrazia nella gestione della scuola. Il rinnovo del contratto ora, oltre a questi aspetti fondamentali, deve anche servire per rigettare indietro i provvedimenti più nefasti della 107, ad esempio riconducendo il cosiddetto bonus premiale al salario tabellare, eliminando la chiamata diretta e i contratti triennali, normando le competenze e gli utilizzi dei docenti del potenziamento, restituendo alla scuola la centralità formativa compressa da elementi come l’alternanza scuola-lavoro.

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Appello dell’assemblea sindacale del Benedetto da Norcia di Roma

imagesAI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti  sindacati di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

 

Veniamo informati dai vari giornali e dai vostri siti che ci sono stati già due incontri  sul rinnovo del contratto della scuola (l’ultimo del 15 gennaio) ed una intesa con l’Aran il 30 novembre. 

Leggendo nel vostro “Comunicato unitario”, a termine dell’ultimo incontro con la controparte del 15 gennaio, scopriamo che tra i vari temi c’è pure l’estensione della legge Brunetta sotto la voce di “procedure disciplinari”.

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Appello per un vero contratto

In primo piano

indexAgli insegnanti, al personale ATA, alle RSU, ai dirigenti sindacali
APPELLO
per un vero contratto
per aumenti uguali per tutti che recuperino il potere d’acquisto perso
per il no a qualunque avallo della legge 107
 
Insegnanti e personale ATA della Lombardia, del Piemonte, del Lazio, dell’Emilia, della Toscana e della Calabria ci siamo incontrati a Roma il 17 settembre in un’assemblea nazionale autoconvocata, a due anni dall’applicazione della legge 107 e in particolare alla vigilia del rinnovo contrattuale del quale stanno discutendo governo e sindacati.
Abbiamo deciso di lanciare questo appello affinché il contratto non diventi un’ulteriore leva di attacco alla scuola pubblica e alla nostra professione, avallando con un accordo sindacale gli aspetti più devastanti della legge 107.
 
In questi due primi anni di applicazione la legge 107 ha cominciato ad avvelenare il clima delle scuole, la collaborazione tra insegnanti, la libertà d’insegnamento che è alla base della scuola della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e del livello dell’istruzione per tutti gli alunni. Le ingiustizie, le pressioni, le differenziazioni tra lavoratori e tra scuole hanno cominciato a penetrare nel sistema.
Tutto ciò avviene dopo nove anni di blocco contrattuale durante il quale gli stipendi più bassi d’Europa hanno perso un potere d’acquisto pari a circa 300 euro mensili.
In questa situazione sarebbe inconcepibile un nuovo contratto che prevedesse, o contrattualizzasse in qualunque forma, una componente del salario legata al “merito” o alla “produttività”, misurazioni che nulla hanno a che fare con la professione del docente, ma che invece palesano la svolta autoritaristica e aziendalistica che è al centro dell’attacco alla scuola pubblica di Stato. Ciò significherebbe infatti mettere un timbro definitivo alla legge 107, per la quale la parola d’ordine dell’abrogazione deve continuare ad essere affermata in ogni sede ed in ogni mobilitazione.

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Adesione alla manifestazione Alitalia del 27 maggio

DSCN3762Come lavoratori autoconvocati della scuola, attualmente impegnati nella lotta contro la legge 107 o “buona scuola”, contro la “chiamata diretta”, la cancellazione delle graduatorie e per la difesa del CCNL, partecipiamo convintamente alla manifestazione del 27 maggio contro i ricatti ed i licenziamenti dei lavoratori Alitalia,indetta da Assovolo, Air Crew Committee, CUB e USB e sostenuta dal coordinamento lotte unite di cui facciamo parte assieme ai lavoratori autorganizzati di Almaviva, Sky, CLAT TIM, ACI informatica, teatro dell’opera, GSE, AMPAL servizi, Tassiste di Roma, CLAP… ed Alitalia.

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Appello alla mobilitazione unitaria

mgafonoSi sono da poco conclusi gli scioperi della scuola dell8 marzo e del 17 marzo, indetti per contrastare le deleghe alla legge 107. Scioperi il cui esito, non propriamente incoraggiante, è stato il segnale della preoccupante fase di passività in cui versano i lavoratori e le lavoratrici dellistruzione nella lotta contro la sedicente buona scuola”.

La scarsa adesione registrata (meno del 5% in entrambe le date di sciopero) però mette anche in evidenza i limiti delle modalità di lotta sin qui messe in campo dalla CGIL e dal Sindacalismo di Base che, nonostante la gravità della situazione attuale, hanno deciso di scendere in piazza non solo in giornate differenti, ma a pochi giorni l’una dall’altra.

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Appello alle organizzazioni sindacali della scuola  

assnazionale21Con l’approvazione degli otto decreti delegati in consiglio dei ministri lo scorso 14 gennaio, la scuola pubblica si trova a dover fronteggiare un nuovo attacco in nome delle politiche di austerità per peggiorare le condizioni di lavoro e tagliare l’intervento pubblico in un settore che garantisce un diritto fondamentale, il diritto allo studio degli studenti e delle studentesse. I decreti delegati completano la controriforma della legge 107 del 2015, smascherandone ulteriormente le intenzioni. I decreti prevedono tra l’altro: una ulteriore squalificazione delle scuole professionali, sempre più distinte dalle altre scuole superiori e sempre più vicine alla formazione professionale che dovrebbe invece essere svolta dopo il percorso scolastico e a carico delle imprese; il depotenziamento del sistema di inclusione scolastica delle persone con disabilità, in cui l’Italia è all’avanguardia nel mondo, attraverso la massiccia riduzione degli organici di sostegno, la negazione del diritto alle persone con gravi disabilità di poter conseguire la licenza di terza media, l’innalzamento del tetto di alunni per classe; una riforma del sistema di reclutamento degli insegnanti che condannerà alla precarietà a vita i nuovi assunti, dopo un periodo iniziale di tre anni sottopagati e sottoposti alla valutazione dei presidi ogni anno; l’obbligatorietà e la pervasività delle prove Invalsi, obbligatori per accedere agli esami del primo e del secondo ciclo di studi, per accedere alle facoltà a numero chiuso e che verranno inserite nei curriculum degli studenti. Così come ci siamo opposti e continuiamo a chiedere l’abrogazione della legge 107, esigiamo che i decreti delegati vengano ritirati.

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Appello per un’assemblea unitaria della scuola

mgafonoCome assemblea autoconvocata delle scuole di Roma e Lazio riteniamo che, dopo l’esito del referendum del 4 dicembre sulla riforma Costituzionale, si sia aperto un importante spazio per rilanciare la lotta per il ritiro della “buona scuola”imposta dal governo Renzi.

Riprendendo il tema della necessità di organizzare un‘assemblea nazionale dei lavoratori, studenti, dei movimenti e dei sindacati della scuola, tesa alla riorganizzazione ed al rilancio di una nuova stagione di lotte, già proposta nell’appello da noi pubblicato il 16 dicembre (http://www. orizzontescuola. it//?p=144093  e  http://www.tecnicadellascuo la. it/item/26098-e-il-momento-di- ritirare-la-107-e-il-jobs-act. html), e facendo nostri i numerosi appelli che sollecitano una ripresa della mobilitazione unitaria contro la L.107, crediamo si debba oggi agire in fretta per aggregare le forze intorno ad un programma di mobilitazione contro la legge 107.

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Appello alla mobilitazione

imagesCon la vittoria del NO del 4 dicembre, in un referendum presentato dallo stesso governo come un plebiscito sulle sue riforme neoliberiste, si è aperto un grande spazio politico. Il governo Renzi, in evidenti difficoltà, si è dovuto dimettere, per lasciare posto al governo Gentiloni, espressione degli stessi gruppi di potere e degli stessi partiti politici. Tuttavia il blocco dominante è in evidente difficoltà e necessita di un certo tempo per potersi riorganizzare. Ciò offre prospettive interessanti e la possibilità di incidere in modo significativo. Questo è il momento per agire e cercare di trarre il massimo vantaggio dalla situazione. E’ il momento di chiedere con forza il ritiro della legge 107 e del Jobs Act . E’ il momento di cercare di organizzare al più presto l’opposizione di piazza, anche per non lasciarla solo ai populisti o a coloro che attaccano il governo da destra. Pensiamo che questo sia il momento per cui ognuno di noi si impegni in prima persona per organizzare questa opposizione.
Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di spingere affinché si realizzi un grande sciopero generale il più possibile unitario contro il governo e i suoi più iniqui provvedimenti, a partire da una manifestazione nazionale. Facciamo appello ad ogni lavoratore e studente della scuola, ad ogni movimento, ad ogni organizzazione sindacale, perché ci si attivi per promuovere insieme, a partire da gennaio, un assemblea unitaria del mondo della scuola, che possa dar vita ad un nuovo percorso di lotta contro la L.107, auspicabilmente connesso con le rivendicazioni di chi si oppone al jobs act.

Appello di docenti per il No alle modifiche costituzionali

NoreferendumSiamo docenti della scuola: pubblica, laica, pluralista, democratica.
Ci sentiamo vincolati ai principi della Costituzione Italiana e alla funzione che essa assegna alla Scuola, luogo di promozione dell’emancipazione umana, del sapere critico e della libertà di pensiero.
La Costituzione entra ogni giorno, come creatura viva e pulsante, nel nostro agire e nelle nostre aule.
Ne insegniamo la genesi antifascista, lo spirito unitario dei costituenti, i valori cui si ispira  ed i contenuti imprescindibili: il lavoro a fondamento della Repubblica, della dignità umana e come diritto inalienabile, la parità dei diritti, il ripudio della guerra, la partecipazione democratica, la tutela dei beni comuni e del patrimonio artistico e culturale, la libertà di pensiero e di espressione, l’uguaglianza, la ricerca scientifica e tecnologica libera,  la sovranità popolare.   Continua a leggere