Riunione venerdì 28 dicembre

assembleaLa prossima riunione autoconvocata organizzata per ragionare sull’aumento dei carichi di lavoro degli insegnanti (e degli ATA) e per discutere sul pericolo della regionalizzazione minacciata dal governo, si svolgerà il giorno 28 dicembre, di pomeriggio, in luogo ed orario da definire.
Tenetevi liberi!

Assemblea 14/12: discutiamo di carichi di lavoro e regionalizzazione

assembleaCome lavoratori autoconvocati scuola stiamo valutando il fatto che in tutte le scuole di ogni ordine e grado i lavoratori (personale Ata e personale docente) avvertono in maniera crescente un aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità soggettive determinate da una riduzione progressiva degli organici, dall’accentuazione del ruolo delle famiglie nella difesa ad oltranza dei propri figli e dall’accresciuto lavoro di individualizzazione dell’insegnamento (compilazione di moduli per alunni dsa e bes e di una didattica differenziata di fronte ad un aumento degli alunni per classe), aumento spropositato dei carichi di lavoro nelle segreterie per un personale limitato, etc.

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Diciamo no a questo contratto! Mobilitiamoci!

aVenerdì 9 febbraio, dopo una notte di trattative, i sindacati confederali hanno firmato l’ipotesi del nuovo contratto “Istruzione e Ricerca” per il triennio 2016-2018. Una firma arrivata senza nessun reale coinvolgimento dei lavoratori del settore esclusi dalla trattativa e dalla stesura della piattaforma rivendicativa. Il nuovo contratto prevede, per quanto riguarda la parte economica, degli aumenti al di sotto degli 85 euro medi lordi promessi nell’intesa precedente al referendum del 4 dicembre, e, per la parte normativa, l’inclusione nel contratto del bonus premiale dei docenti. Rimane inoltre non concordata la parte relativa alle sanzioni disciplinari che è stata rinviata ad una specifica sessione negoziale. Vi è inoltre un peggioramento sulla mobilità rispetto a quanto previsto dalla legge 107 per i docenti che andranno su una scuola, i quali dovranno rimanere lì per almeno tre anni prima di poter scegliere una nuova sede. Un contratto deludente dopo anni di attesa, che non recupera la perdita salariale dovuta all’inflazione e al blocco degli scatti e che determina un arretramento della posizione dei lavoratori, rendendoli più ricattabili e deboli nei confronti del dirigente-manager.

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Appello dell’assemblea sindacale dell’I.C. Alberto Manzi di Roma

document-40600_640APPELLO dell’Assemblea sindacale dell’I.C. Alberto Manzi di Roma AI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti sindacali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

L’Assemblea dei lavoratori dell’IC Alberto Manzi, riunitasi in data 07/02/2017, ha elaborato, condiviso e sottoscritto il seguente documento sul rinnovo del contratto della scuola.

Premesso che prima di Natale è stato firmato il contratto dei lavoratori del Pubblico Impiego che prevede un incremento stipendiale per gli anni 2016-18 del 3,48%, ovvero 85 euro lordi medi (45 netti), a regime dal 1 marzo, per dare una mancia temporanea agli stipendi più bassi e con arretrati dei 26 mesi precedenti di appena 460 euro medi lordi (erogati prima delle elezioni). Una miseria a 10 anni dall’ultimo contratto, vista la perdita del potere d’acquisto e l’aumento dei carichi di lavoro. Per di più si prevede il welfare integrativo, la programmazione dei “permessi 104” ed i principi della “Madia-Brunetta”: differenziazione del salario aggiuntivo per merito, atti unilaterali dei dirigenti, limiti alla contrattazione e un nuovo e ambiguo “Organismo paritetico per l’innovazione”;

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Appello ai lavoratori della scuola

imagesIn pochi anni, dopo l’approvazione della Legge 107 e i seguenti decreti attuativi, i lavoratori della scuola si trovano a vivere un altro momento critico, il rinnovo di un contratto apparentemente fermo al 2009, ma che in realtà è stato oggetto di numerosi provvedimenti legislativi, purtroppo in senso peggiorativo. Arriviamo a questo momento senza che vi sia stata la mobilitazione necessaria, che abbiamo provato a stimolare e richiedere dall’assemblea autoconvocata dello scorso settembre.

Crediamo infatti che senza di essa sia impossibile ottenere quelli che paiono elementi imprescindibili: un adeguato aumento salariale, che recuperi gli otre 300 euro di potere di acquisto persi nel periodo di vacanza contrattuale, una parte normativa che recuperi dignità per il lavoro e democrazia nella gestione della scuola. Il rinnovo del contratto ora, oltre a questi aspetti fondamentali, deve anche servire per rigettare indietro i provvedimenti più nefasti della 107, ad esempio riconducendo il cosiddetto bonus premiale al salario tabellare, eliminando la chiamata diretta e i contratti triennali, normando le competenze e gli utilizzi dei docenti del potenziamento, restituendo alla scuola la centralità formativa compressa da elementi come l’alternanza scuola-lavoro.

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Appello dell’assemblea sindacale del Benedetto da Norcia di Roma

imagesAI SINDACATI IMPEGNATI NELLA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA SCUOLA

(Ai dirigenti  sindacati di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal)

 

Veniamo informati dai vari giornali e dai vostri siti che ci sono stati già due incontri  sul rinnovo del contratto della scuola (l’ultimo del 15 gennaio) ed una intesa con l’Aran il 30 novembre. 

Leggendo nel vostro “Comunicato unitario”, a termine dell’ultimo incontro con la controparte del 15 gennaio, scopriamo che tra i vari temi c’è pure l’estensione della legge Brunetta sotto la voce di “procedure disciplinari”.

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Non si può firmare un contratto così!! Gli 85 euro promessi non bastano (e nemmeno ci sono)!

mgafonoGli 85 euro promessi non bastano (e nemmeno ci sono)!

NON SI PUO’ FIRMARE UN CONTRATTO COSI’ !!

Subito MOBILITAZIONI e SCIOPERO:
servono aumenti veri per tutti e un reale contrasto della legge 107

A 3 mesi dall’Appello per un vero contratto (www.appellocontratto.com), che chiedeva una mobilitazione per ottenere aumenti per tutt* che recuperino i 300 euro persi in questi anni e un effettivo contrasto della “Buonascuola”, qual è la situazione della trattativa e cosa si può fare?

Prima di Natale è stato firmato il contratto Funzioni Centrali (Ministeri e Enti), che di solito viene preso a modello per gli altri comparti: istruzione, sanità ed enti locali. Il rinnovo per gli anni 2016-18 è del 3,48%, ovvero 85 euro lordi medi (45 netti), a regime dal 1 marzo, per dare una mancia temporanea agli stipendi più bassi e con arretrati dei 26 mesi precedenti di appena 460 euro medi lordi (erogati prima delle elezioni). Una miseria a 10 anni dall’ultimo contratto, vista la perdita del potere d’acquisto e l’aumento dei carichi di lavoro. Per di più si prevede il welfare integrativo, la programmazione dei “permessi 104” ed i principi della “Madia-Brunetta”: differenziazione del salario aggiuntivo per merito, atti unilaterali dei dirigenti, limiti alla contrattazione e un nuovo e ambiguo “Organismo paritetico per l’innovazione”.

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