Volantino Appello per il Contratto della Scuola

In allegato (come file pdf) l’APPELLO relativo al Contratto della Scuola proposto dall’Assemblea Autoconvocata riunitasi a Roma il 17 settembre 2017 per discutere del rinnovo del Contratto della Scuola e del contrasto alla Legge 107. Potete stamparlo come VOLANTINO A4 e diffondere nella vostra scuola, raccogliendo anche le firme su di esso, da inviare poi alla  E_MAIL: [email protected]

Volantino Appello Contratto Scuola – Assemblea Autoconvocata 17set2017

Atto di Governo n. 378 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità

inclusione-scolasticaL’atto si richiama alla delega conferita al Governo dalla legge 107/2015 nel comma 181 lettera c). Questa delega si muove nella direzione di attuazione della “buona scuola” di Renzi, di cui ne recepisce l’indirizzo, non stanziando nessuna nuova risorsa economica (Art. 21) per l’inclusione scolastica.

La delega si apre con una dichiarazione di principi sull’inclusione scolastica che riguarda tutti gli alunni (Art. 1) a cui segue una restrizione dell’oggetto della delega a solo coloro che hanno disabilità certificata mediante articolo 3 della legge 104/1992 (Art. 2).

Il cuore della delega è nella modifica del sistema adottato per la diagnosi e nella relativa assegnazione delle ore di sostegno (Art. 5, 6, 7 e 8), introducendo delle modificazioni normative della legge 104/1992 in particolare all’articolo 4 (nuova commissione medica), articolo 12 (nuova procedura di diagnosi) e articolo 15 (nuovo meccanismo di assegnazione delle ore di sostegno).

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Atto n 380 Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni

ACCOGLIENZAPOLO  0-6

(commento  redatto da Rosella Cerra, Renata Puleo, Mario Sanguinetti; hanno collaborato docenti di scuola primaria, dell’Infanzia, educatrici del Nido; rappresenta un primo contributo di un lavoro in corso di elaborazione. E’aperto alle riflessioni di coloro che lo leggeranno)

Camera dei deputati

Atto n 380 Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni (16/01/2017)

 

Lo schema di decreto 380 prevede l’istituzione del SISTEMA INTEGRATO DI EDUCAZIONE E DI ISTRUZIONE DA 0 A 6 ANNI (SIEI). Proviamo a riassumerlo, analizzandolo per articoli e commi, con alcune considerazioni e approfondimenti.

Lo schema ricalca ampiamente, e in certe parti ne è la fotocopia autentica, il disegno di legge 1260 depositato il 27 gennaio 2014 avente lo stesso oggetto. Prima firmataria la senatrice Puglisi (PD) e seconda firmataria l’attuale ministro Fedeli.

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L’8 marzo sciopero generale!

imagesGli otto decreti delegati peggiorano ulteriormente le condizioni di lavoro tagliando risorse alla scuola pubblica e completano la controriforma della legge 107, smascherandone ulteriormente le intenzioni.

Tra le varie cose prevedono:

-       una ulteriore dequalificazione delle scuole professionali, ridotte a formazione professionale a carico della finanza pubblica invece che delle imprese;

-       il depotenziamento del sistema di inclusione scolastica delle persone con disabilità attraverso il taglio di organici di sostegno, la negazione del diritto alle persone con gravi disabilità di poter conseguire la licenza di terza media, e l’innalzamento del tetto di alunni per classe;

-       la precarietà a vita per i nuovi assunti, con un periodo iniziale di tre anni sottopagati e sottoposti alla valutazione dei presidi ogni anno;

-       la pervasività delle prove Invalsi, i cui esiti saranno inseriti nel curriculum degli studenti, divenendo obbligatorie per accedere agli esami del primo e del secondo ciclo di studi e per accedere alle facoltà a numero chiuso.

-       l’alternanza scuola – lavoro diviene requisito di accesso agli esami di stato e oggetto di apertura del colloquio.

La legge 107 ha già dimostrato nei suoi primi anni di applicazione di essere inadeguata e dannosa per la scuola italiana. Il sistema della chiamata diretta e il bonus per il merito degli insegnanti stanno producendo nelle scuole divisioni, comportamenti arbitrari dei dirigenti e costituiscono una minaccia alla libertà d’insegnamento costituzionalmente garantita. L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria nelle scuole superiori sta portando i nostri studenti a fornire manodopera gratuita, perdendo tempo in attività per niente formative, che hanno il solo scopo di abituare gli studenti all’ubbidienza, allo sfruttamento e alla precarizzazione della forza-lavoro. Intanto le scuole italiane continuano a soffrire della carenza degli organici dei docenti come del personale ATA, di docenti di sostegno specializzati, di strutture sicure ed attrezzate per la didattica, che si svolge spesso in classi sovraffollate.

Le condizioni di lavoro nelle scuole sono molto cambiate a partire dalla sottoscrizione del CCNL nel 2007. Sui nostri rapporti di lavoro sono intervenute pesantemente la legge Brunetta e la buona scuola. Dal 2009 noi insegnanti abbiamo perso circa 300 euro al mese in termini di potere d’acquisto degli stipendi. Oggi il governo promette 85 euro di aumento medio lordo e un peggioramento della parte normativa, puntando a ridimensionare o eliminare il criterio dell’anzianità nella progressione stipendiale dei docenti. Le lavoratrici e i lavoratori della scuola hanno invece bisogno di un rinnovo del contratto che restituisca dignità, anche dal punto di vista economico, al proprio lavoro e che ricostruisca un clima di collegialità e partecipazione nelle scuole, scardinando le divisioni introdotte dalla buona scuola e mettendo i lavoratori nella possibilità di poter collaborare tra pari e gestire le istituzioni scolastiche nello spirito costituzionale di garanzia del diritto all’istruzione di qualità.

L’8 marzo scioperiamo per il ritiro delle deleghe, l’abrogazione della legge 107 e per rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, che tuteli diritti e assicuri una retribuzione consistente dinanzi alla ripresa dell’inflazione. Vogliamo almeno 300 euro mensili lordi di aumento in busta paga. L’8 marzo, data dello sciopero femminista globale, è un’occasione per mobilitarci uniti con tutti i lavoratori e le lavoratrici, in prima persona interessati alla difesa del diritto all’istruzione dei propri figli.

Mercoledì 8 MARZO ore 9:00

Piazza San Cosimato

per raggiungere insieme il MIUR

Lavoratori autoconvocati della scuola

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Atto di Governo n. 379 – Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale

Laboratorio_di_meccanica_thumb400x275L’atto parte dalla delega contenuta nella legge n. 107/2015, il cui comma 181, lett. d) prevede la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, attraverso:

– la ridefinizione degli indirizzi, delle articolazioni e delle opzioni dell’istruzione professionale;
– il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali anche attraverso una rimodulazione, a parità di tempo scolastico, dei quadri orari degli indirizzi, con particolare riferimento al primo biennio.

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Chi sono gli educatori e benefattori…

lavoro minorile

LEGGE 107 – Alternanza Scuola Lavoro

 

 

CHI SONO GLI EDUCATORI E BENEFATTORI
CHE ACCOGLIERANNO GLI STUDENTI PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO DELL’ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

Premessa

Nella legislazione, nella normativa, le imprese hanno assunto da tempo il ruolo di modello della società futura. Modello sia nel senso valoriale generale: il merito al comando, la gerarchia intoccabile, la competitività, l’economia al vertice, il profitto come principio ordinatore salvifico. Ma anche modello quotidiano di comportamento, i tempi, i modi, i perché, la gestione. Individui, gruppi, comunità devono ispirarsi all’impresa per risolvere i loro problemi per acquisire modelli positivi e risolutivi. Mano a mano che i diritti, la certezza del diritto, la regolamentazione, la solidarietà, l’uguaglianza, il lavoro di gruppo, la collegialità, la cooperazione vengono messi al margine ed eliminati, l’impresa e il mercato dilagano e diventano i modelli di riferimento della classe politica dominante e legiferante.

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