Rivendicazioni del Coordinamento Lotte Unite

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  • Basta con la flessibilità che ci impongono: noi ci dovremmo adattare a tutto, mentre loro possono fare come vogliono! Noi invece diciamo basta con subappalti, lavoro nero, contratti precari di tutti i tipi. E’ necessaria un’inversione radicale della tendenza che ha dominato la normativa sul lavoro dagli anni ’90 in poi. In questo senso, la battaglia per l’abolizione del Jobs Act è un passo decisivo non solo per la riconquista della nostra dignità, ma anche per cominciare a scardinare quel lungo processo di contro-riforma del diritto del lavoro che ha avuto il suo primo passaggio nel Pacchetto Treu e passando per la legge Biagi, per le riforme delle pensioni, per quelle della scuola è sfociata nell’abolizione definitiva dell’articolo 18.

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La legge 107 al lavoro: quando l’arte docente passa al collocamento

chimata diretta_buoni cattiviIn seguito al contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità siglato l’11 aprile 2017 – che a nostro avviso andava discusso e votato dai lavoratori - la “chiamata diretta” degli insegnanti viene modificata rispetto a quanto previsto inizialmente dalla Legge 107. Non sono più i dirigenti scolastici a selezionare direttamente gli insegnanti, ma è il collegio dei docenti ad aver l’onere di dover discutere ed approvare i criteri della chiamata dagli ambiti territoriali alle singole scuole.

In caso di mancata delibera dei collegi, la questione torna sulla scrivania dei dirigenti scolastici che possono attingere liberamente al personale che – per qualche motivo più o meno fondato – considerano necessario al proprio istituto.

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Solidarietà a Riccardo De Angelis, RSU TIM

TIM-4GRiteniamo molto grave che un’azienda prenda provvedimenti disciplinari nei confronti di un proprio lavoratore, RSU, perché colpevole di essere portavoce delle rivendicazioni dei lavoratori e di aver detto la verità di fronte alla Commissione parlamentare (https://www.youtube.com/watch?v=7hr9-9xFMRY&lc=z12xjhzpbqqkjt1u522hxrjaeu2beg2k). TIM invece di perseguire i propri lavoratori con ingiustificate contestazioni disciplinari dovrebbe piuttosto spiegare perché fa uso degli straordinari pur richiedendo contratti di solidarietà, ovvero una forma di cassa integrazione non retribuita, tra il proprio personale dipendente. L’azienda è in crisi o necessità di lavoro? Non si può essere in crisi e allo stesso tempo necessitare di lavoro aggiuntivo.

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Boicottiamo le prove INVALSI

invalsi-buratino_zpsybgeu6egLa Commissione di Garanzia ha ritenuto illegittimi gli scioperi proclamati da diversi sindacati per il 9 maggio, in concomitanza delle prove INVALSI delle scuole secondarie di secondo grado, in quanto non sono rispettati i termini di rarefazione tra gli scioperi, essendo previsto uno sciopero generale del pubblico impiego per il giorno 12 maggio. Riteniamo questa scelta faziosa poiché politicamente appiattita sulle posizioni del governo, non essendo stato mai applicato tale obbligo per la vicinanza tra scioperi generali e tra scioperi limitati ad solo ordine di scuola. Invitiamo pertanto gli studenti a boicottare le prove INVALSI, che rappresentano una idea di scuola aziendale e nozionistica che non è la scuola pubblica che noi tutti vogliamo.

Indorare la pillola

indorare pillolaPer indicare il reperimento del personale della scuola si utilizza il termine “reclutamento”. C’è la percezione che gli insegnanti siano un “corpo”, come i militari o vigili del fuoco, una categoria votata alla difesa di qualcosa o qualcuno. Se c’è qualcosa da difendere oggi nella scuola italiana, è l’idea e la pratica di scuola stessa. Scuola libera da interessi particolari di carattere economico, culturale, politico e aperta al dibattito presente nella società. In pratica uno spazio aperto al confronto, dove gli insegnanti operano in qualità di liberi professionisti dell’educazione. Ciò non significa trasformare gli insegnanti – nella mentalità e nella prassi – in avvocati o medici privati, ma rilanciare la scuola pubblica e le sue istituzioni collegiali e, in particolar modo, tutelare la libertà di insegnamento. Non da ultimo, riconoscere un aumento stipendiale che avvicini i salari dei docenti italiani a quelli dei loro colleghi europei.

Queste considerazioni generali, che ricalcano l’idea di scuola che ha la maggioranza dei cittadini, contrastano con le trasformazioni portate dalle riforme degli ultimi anni.

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Comunicato stampa

imagesNell’assemblea autoconvocata delle scuole di Roma che si è riunita martedì 4 aprile si è fatto il bilancio degli scioperi e delle lotte organizzate contro le deleghe alla L. 107.
L’assenza all’iniziativa delle OO.SS. invitate, ha circoscritto il dibattito ai partecipanti che si riconoscono in un percorso incentrato sull’autoconvocazione e sulla volontà di unire i lavoratori attorno ad una piattaforma e una pratica di lotta.
A nostro avviso, le iniziative di marzo hanno fatto emergere i limiti dell’azione dei sindacati, che non hanno costruito un percorso di lotta unitario, ma hanno anteposto a tale costruzione interessi particolari. Tutto ciò ha influito negativamente sull’esito degli scioperi che è stato gravemente deficitario in entrambe le occasioni dell’8 e del 17 marzo.

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Lotto marzo della scuola

IMG_0624Oggi le lavoratrici e i lavoratori della scuola hanno scioperato nella giornata di sciopero mondiale delle donne indetta dalla rete “non una di meno”. Abbiamo scioperato per richiedere il ritiro della legge 107 e i decreti delegati previsti da quest’ultima. Lavoriamo con il contratto scaduto da otto anni e con un salario che ha perso circa 300 euro di potere di acquisto. L’aumento dell’autoritarismo dei dirigenti scolastici sta restringendo i margini della libertà di insegnamento. Siamo vicini alle altre lavoratrici e lavoratori in lotta, e siamo convinti che solo la condivisione dei percorsi dei lavoratori delle varie categorie può portare all’abrogazione delle leggi antidemocratiche della “buona scuola” e del “jobs act”.

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Atto di Governo n. 378 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità

inclusione-scolasticaL’atto si richiama alla delega conferita al Governo dalla legge 107/2015 nel comma 181 lettera c). Questa delega si muove nella direzione di attuazione della “buona scuola” di Renzi, di cui ne recepisce l’indirizzo, non stanziando nessuna nuova risorsa economica (Art. 21) per l’inclusione scolastica.

La delega si apre con una dichiarazione di principi sull’inclusione scolastica che riguarda tutti gli alunni (Art. 1) a cui segue una restrizione dell’oggetto della delega a solo coloro che hanno disabilità certificata mediante articolo 3 della legge 104/1992 (Art. 2).

Il cuore della delega è nella modifica del sistema adottato per la diagnosi e nella relativa assegnazione delle ore di sostegno (Art. 5, 6, 7 e 8), introducendo delle modificazioni normative della legge 104/1992 in particolare all’articolo 4 (nuova commissione medica), articolo 12 (nuova procedura di diagnosi) e articolo 15 (nuovo meccanismo di assegnazione delle ore di sostegno).

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Atto n 380 Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni

ACCOGLIENZAPOLO  0-6

(commento  redatto da Rosella Cerra, Renata Puleo, Mario Sanguinetti; hanno collaborato docenti di scuola primaria, dell’Infanzia, educatrici del Nido; rappresenta un primo contributo di un lavoro in corso di elaborazione. E’aperto alle riflessioni di coloro che lo leggeranno)

Camera dei deputati

Atto n 380 Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni (16/01/2017)

 

Lo schema di decreto 380 prevede l’istituzione del SISTEMA INTEGRATO DI EDUCAZIONE E DI ISTRUZIONE DA 0 A 6 ANNI (SIEI). Proviamo a riassumerlo, analizzandolo per articoli e commi, con alcune considerazioni e approfondimenti.

Lo schema ricalca ampiamente, e in certe parti ne è la fotocopia autentica, il disegno di legge 1260 depositato il 27 gennaio 2014 avente lo stesso oggetto. Prima firmataria la senatrice Puglisi (PD) e seconda firmataria l’attuale ministro Fedeli.

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