Atto di Governo n. 379 – Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale

Laboratorio_di_meccanica_thumb400x275L’atto parte dalla delega contenuta nella legge n. 107/2015, il cui comma 181, lett. d) prevede la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, attraverso:

– la ridefinizione degli indirizzi, delle articolazioni e delle opzioni dell’istruzione professionale;
– il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali anche attraverso una rimodulazione, a parità di tempo scolastico, dei quadri orari degli indirizzi, con particolare riferimento al primo biennio.

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Report assemblea 31 gennaio

mgafonoSi è convenuto nel giudizio positivo sull’assemblea nazionale del 21/1, che ha visto una buona partecipazione anche per il giusto momento in cui è stata convocata. Tuttavia, in quella sede, non si è riusciti a stabilire delle mobilitazioni unitarie necessarie contro il nuovo attacco del governo alla scuola. La nostra proposta di una manifestazione nazionale non è stata ripresa dagli interventi e sullo sciopero non si è raggiunta sintesi.

E’ stato evidenziato il diffuso malessere nelle scuole, con il personale che sente i nefasti effetti della legge 107, che si concretizzano in aumenti dei conflitti interni e dei carichi di lavoro. Si è ribadito di non insistere solo sulla contrarietà alle deleghe, ma di opporsi anche alla legge 107 e di portare avanti la lotta sul contratto nazionale, essendo giudicato l’accordo raggiunto del tutto insufficiente.

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No alle audizioni. Sì al ritiro immediato delle deleghe della Legge 107

costituzione_2Renzi (apparentemente) tace. Ma l’arroganza del Governo è rimasta intatta. Lo testimoniano le procedure applicate ai decreti legislativi previsti dalla legge 107, che già da sola ha devastato la Scuola della Costituzione, presentati senza alcun controllo democratico: nessun confronto con il mondo della scuola, con le associazioni, le forze politiche, i sindacati.

Il governo ha scelto piuttosto di forzare lo spirito dell’articolo 76 della Carta, che assegna all’Esecutivo la delega legislativa con un tempo limitato, e di usare un espediente della legge 107 per prorogare i termini di scadenza dell’esercizio della delega stessa.

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Comunicato assemblea nazionale 21-1-2017

mgafonoNel corso dell’assemblea si sono succeduti interventi di singoli lavoratori o genitori, e rappresentanti di varie realtà sindacali e di lotta in difesa della scuola pubblica, provenienti da diverse località italiane: Unicobas, Manifesto dei Cinquecento, Il Sindacato è un’altra cosa – opposizione in CGIL, Autoconvocati della scuola, Coordinamento Scuola della repubblica, Collettivo politico Galeano del Liceo Socrate, Cub, Coordinamento insegnanti e genitori contro la 107 di Cagliari, CPS Roma, Comitati LIP, Partigiani della Scuola Pubblica, USB, Cobas, CPS Napoli, Illuminitalia, Rifondazione Comunista, USI, Coordinamento docenti GAE, UDS, Cinecittà bene comune, Coordinamento Nazionale Docenti Fase C, Democrazia e lavoro area programmatica in CGIL.

Per quanto attiene ai contenuti degli interventi, tutti hanno posto in evidenza l’ostinazione del nuovo governo nel perseguire la linea del precedente, nonostante il risultato del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre; segno ne è l’approvazione, nell’ultimo C.d.M. delle 8 deleghe che vanno a completare la legge 107. Questo è stato uno degli elementi centrali nella discussione, che ne ha evidenziato gli aspetti di assoluta negatività, dal sostegno, alla fascia 0-6 anni, al nuovo Esame di Stato, all’istruzione professionale. Ne è emerso in maniera evidente come ci si trovi di fronte ad un’altra vera e propria riforma, anch’essa originata dal completo disprezzo delle istanze provenienti dal mondo della scuola e dal voto del referendum.

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Comunicato di solidarietà con la manifestazione dei lavoratori Almaviva

imagesL‘assemblea nazionale delle scuole svolta il 21 gennaio a Roma esprime la propria solidarietà ai lavoratori di Almaviva impegnati in  corteo contro i licenziamenti ed i ricatti dell’azienda, auspicando una convergenza nella lotta.
L’attacco al CCNL, il jobs act, e la buona scuola costituiscono lo stesso progetto di attacco padronale ai diritti dei lavoratori.

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Lettera Aperta al nuovo Ministro dell’Istruzione, On. Fedeli

unnamedEgregio Ministro,
ci indirizziamo a Lei nel momento in cui si insedia al MIUR, dopo che negli ultimi mesi la scuola ha vissuto una delle stagioni più gravi della sua storia. Questa situazione non è piovuta dal cielo, ma è il prodotto di una politica che va avanti da troppi anni e che è culminata nella Legge 107 approvata dal precedente governo Renzi. Mai si erano visti un’estate e un inizio d’anno così caotici, con un simile “balletto” nell’assegnazione delle cattedre, con simili ritardi, con classi che sono rimaste senza docenti per mesi o che li hanno cambiati più volte, spesso saltando del tutto le lezioni per intere discipline, con alunni disabili che, vergognosamente, ancora oggi non hanno il sostegno.  Continua a leggere

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Alternanza scuola-lavoro? Caro Renzi, si chiama sfruttamento minorile

mcdonaldNon mi stancherò di ribadirlo: la cosiddetta Buona scuola promossa da Matteo Renzi si pone come momento culminante e forse definitivo del processo di dissoluzione della scuola italiana; processo portato avanti, con folle tenacia, da anni di “riforme” della scuola da interscambiabili governi di centrodestra e di centrosinistra ugualmente proni al cospetto della tendenza post-1989 alla aziendalizzazione integrale del mondo della vita.

Proprio come la riforma della Costituzione distrugge la Carta costituzionale, proprio come la riforma del lavoro (pateticamente detta Jobs Act) distrugge i diritti del lavoro, così la riforma della scuola annienta definitivamente la scuola. Si chiama orwellianamente Buona scuola, si chiama dissoluzione della scuola o, se preferite, sua rottamazione. Da istituto etico di formazione di esseri umani completi, pensanti e consapevoli delle loro radici e prospettive (così era la scuola grandiosamente pensata da Giovanni Gentile), la scuola diventa così una semplice azienda capitalistica che eroga debiti e crediti ai consumatori di formazione.

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Report assemblea 25 ottobre

mgafonoNella riunione di martedì scorso abbiamo deciso di riconvocarci venerdì 4 novembre alle ore 17,30 al Sans Papier in via Carlo Felice per continuare la discussione sulla piattaforma contrattuale e lanciare una assemblea cittadina delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola entro il mese di novembre.

Dopo la sconfitta del movimento contro la legge 107 e la notizia dell’impraticabilità della via referendaria alla sua abrogazione, proponiamo di ripartire con la mobilitazione su una proposta di rinnovo contrattuale che scardini gli aspetti peggiori di quella legge e della legge Brunetta.

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