L’8 marzo sciopero generale!

imagesGli otto decreti delegati peggiorano ulteriormente le condizioni di lavoro tagliando risorse alla scuola pubblica e completano la controriforma della legge 107, smascherandone ulteriormente le intenzioni.

Tra le varie cose prevedono:

-       una ulteriore dequalificazione delle scuole professionali, ridotte a formazione professionale a carico della finanza pubblica invece che delle imprese;

-       il depotenziamento del sistema di inclusione scolastica delle persone con disabilità attraverso il taglio di organici di sostegno, la negazione del diritto alle persone con gravi disabilità di poter conseguire la licenza di terza media, e l’innalzamento del tetto di alunni per classe;

-       la precarietà a vita per i nuovi assunti, con un periodo iniziale di tre anni sottopagati e sottoposti alla valutazione dei presidi ogni anno;

-       la pervasività delle prove Invalsi, i cui esiti saranno inseriti nel curriculum degli studenti, divenendo obbligatorie per accedere agli esami del primo e del secondo ciclo di studi e per accedere alle facoltà a numero chiuso.

-       l’alternanza scuola – lavoro diviene requisito di accesso agli esami di stato e oggetto di apertura del colloquio.

La legge 107 ha già dimostrato nei suoi primi anni di applicazione di essere inadeguata e dannosa per la scuola italiana. Il sistema della chiamata diretta e il bonus per il merito degli insegnanti stanno producendo nelle scuole divisioni, comportamenti arbitrari dei dirigenti e costituiscono una minaccia alla libertà d’insegnamento costituzionalmente garantita. L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria nelle scuole superiori sta portando i nostri studenti a fornire manodopera gratuita, perdendo tempo in attività per niente formative, che hanno il solo scopo di abituare gli studenti all’ubbidienza, allo sfruttamento e alla precarizzazione della forza-lavoro. Intanto le scuole italiane continuano a soffrire della carenza degli organici dei docenti come del personale ATA, di docenti di sostegno specializzati, di strutture sicure ed attrezzate per la didattica, che si svolge spesso in classi sovraffollate.

Le condizioni di lavoro nelle scuole sono molto cambiate a partire dalla sottoscrizione del CCNL nel 2007. Sui nostri rapporti di lavoro sono intervenute pesantemente la legge Brunetta e la buona scuola. Dal 2009 noi insegnanti abbiamo perso circa 300 euro al mese in termini di potere d’acquisto degli stipendi. Oggi il governo promette 85 euro di aumento medio lordo e un peggioramento della parte normativa, puntando a ridimensionare o eliminare il criterio dell’anzianità nella progressione stipendiale dei docenti. Le lavoratrici e i lavoratori della scuola hanno invece bisogno di un rinnovo del contratto che restituisca dignità, anche dal punto di vista economico, al proprio lavoro e che ricostruisca un clima di collegialità e partecipazione nelle scuole, scardinando le divisioni introdotte dalla buona scuola e mettendo i lavoratori nella possibilità di poter collaborare tra pari e gestire le istituzioni scolastiche nello spirito costituzionale di garanzia del diritto all’istruzione di qualità.

L’8 marzo scioperiamo per il ritiro delle deleghe, l’abrogazione della legge 107 e per rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, che tuteli diritti e assicuri una retribuzione consistente dinanzi alla ripresa dell’inflazione. Vogliamo almeno 300 euro mensili lordi di aumento in busta paga. L’8 marzo, data dello sciopero femminista globale, è un’occasione per mobilitarci uniti con tutti i lavoratori e le lavoratrici, in prima persona interessati alla difesa del diritto all’istruzione dei propri figli.

Mercoledì 8 MARZO ore 9:00

Piazza San Cosimato

per raggiungere insieme il MIUR

Lavoratori autoconvocati della scuola

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Atto di Governo n. 379 – Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale e il raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale

Laboratorio_di_meccanica_thumb400x275L’atto parte dalla delega contenuta nella legge n. 107/2015, il cui comma 181, lett. d) prevede la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, attraverso:

– la ridefinizione degli indirizzi, delle articolazioni e delle opzioni dell’istruzione professionale;
– il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali anche attraverso una rimodulazione, a parità di tempo scolastico, dei quadri orari degli indirizzi, con particolare riferimento al primo biennio.

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Report assemblea 31 gennaio

mgafonoSi è convenuto nel giudizio positivo sull’assemblea nazionale del 21/1, che ha visto una buona partecipazione anche per il giusto momento in cui è stata convocata. Tuttavia, in quella sede, non si è riusciti a stabilire delle mobilitazioni unitarie necessarie contro il nuovo attacco del governo alla scuola. La nostra proposta di una manifestazione nazionale non è stata ripresa dagli interventi e sullo sciopero non si è raggiunta sintesi.

E’ stato evidenziato il diffuso malessere nelle scuole, con il personale che sente i nefasti effetti della legge 107, che si concretizzano in aumenti dei conflitti interni e dei carichi di lavoro. Si è ribadito di non insistere solo sulla contrarietà alle deleghe, ma di opporsi anche alla legge 107 e di portare avanti la lotta sul contratto nazionale, essendo giudicato l’accordo raggiunto del tutto insufficiente.

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No alle audizioni. Sì al ritiro immediato delle deleghe della Legge 107

costituzione_2Renzi (apparentemente) tace. Ma l’arroganza del Governo è rimasta intatta. Lo testimoniano le procedure applicate ai decreti legislativi previsti dalla legge 107, che già da sola ha devastato la Scuola della Costituzione, presentati senza alcun controllo democratico: nessun confronto con il mondo della scuola, con le associazioni, le forze politiche, i sindacati.

Il governo ha scelto piuttosto di forzare lo spirito dell’articolo 76 della Carta, che assegna all’Esecutivo la delega legislativa con un tempo limitato, e di usare un espediente della legge 107 per prorogare i termini di scadenza dell’esercizio della delega stessa.

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Comunicato assemblea nazionale 21-1-2017

mgafonoNel corso dell’assemblea si sono succeduti interventi di singoli lavoratori o genitori, e rappresentanti di varie realtà sindacali e di lotta in difesa della scuola pubblica, provenienti da diverse località italiane: Unicobas, Manifesto dei Cinquecento, Il Sindacato è un’altra cosa – opposizione in CGIL, Autoconvocati della scuola, Coordinamento Scuola della repubblica, Collettivo politico Galeano del Liceo Socrate, Cub, Coordinamento insegnanti e genitori contro la 107 di Cagliari, CPS Roma, Comitati LIP, Partigiani della Scuola Pubblica, USB, Cobas, CPS Napoli, Illuminitalia, Rifondazione Comunista, USI, Coordinamento docenti GAE, UDS, Cinecittà bene comune, Coordinamento Nazionale Docenti Fase C, Democrazia e lavoro area programmatica in CGIL.

Per quanto attiene ai contenuti degli interventi, tutti hanno posto in evidenza l’ostinazione del nuovo governo nel perseguire la linea del precedente, nonostante il risultato del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre; segno ne è l’approvazione, nell’ultimo C.d.M. delle 8 deleghe che vanno a completare la legge 107. Questo è stato uno degli elementi centrali nella discussione, che ne ha evidenziato gli aspetti di assoluta negatività, dal sostegno, alla fascia 0-6 anni, al nuovo Esame di Stato, all’istruzione professionale. Ne è emerso in maniera evidente come ci si trovi di fronte ad un’altra vera e propria riforma, anch’essa originata dal completo disprezzo delle istanze provenienti dal mondo della scuola e dal voto del referendum.

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Comunicato di solidarietà con la manifestazione dei lavoratori Almaviva

imagesL‘assemblea nazionale delle scuole svolta il 21 gennaio a Roma esprime la propria solidarietà ai lavoratori di Almaviva impegnati in  corteo contro i licenziamenti ed i ricatti dell’azienda, auspicando una convergenza nella lotta.
L’attacco al CCNL, il jobs act, e la buona scuola costituiscono lo stesso progetto di attacco padronale ai diritti dei lavoratori.

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Lettera Aperta al nuovo Ministro dell’Istruzione, On. Fedeli

unnamedEgregio Ministro,
ci indirizziamo a Lei nel momento in cui si insedia al MIUR, dopo che negli ultimi mesi la scuola ha vissuto una delle stagioni più gravi della sua storia. Questa situazione non è piovuta dal cielo, ma è il prodotto di una politica che va avanti da troppi anni e che è culminata nella Legge 107 approvata dal precedente governo Renzi. Mai si erano visti un’estate e un inizio d’anno così caotici, con un simile “balletto” nell’assegnazione delle cattedre, con simili ritardi, con classi che sono rimaste senza docenti per mesi o che li hanno cambiati più volte, spesso saltando del tutto le lezioni per intere discipline, con alunni disabili che, vergognosamente, ancora oggi non hanno il sostegno.  Continua a leggere

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Alternanza scuola-lavoro? Caro Renzi, si chiama sfruttamento minorile

mcdonaldNon mi stancherò di ribadirlo: la cosiddetta Buona scuola promossa da Matteo Renzi si pone come momento culminante e forse definitivo del processo di dissoluzione della scuola italiana; processo portato avanti, con folle tenacia, da anni di “riforme” della scuola da interscambiabili governi di centrodestra e di centrosinistra ugualmente proni al cospetto della tendenza post-1989 alla aziendalizzazione integrale del mondo della vita.

Proprio come la riforma della Costituzione distrugge la Carta costituzionale, proprio come la riforma del lavoro (pateticamente detta Jobs Act) distrugge i diritti del lavoro, così la riforma della scuola annienta definitivamente la scuola. Si chiama orwellianamente Buona scuola, si chiama dissoluzione della scuola o, se preferite, sua rottamazione. Da istituto etico di formazione di esseri umani completi, pensanti e consapevoli delle loro radici e prospettive (così era la scuola grandiosamente pensata da Giovanni Gentile), la scuola diventa così una semplice azienda capitalistica che eroga debiti e crediti ai consumatori di formazione.

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