Chi comanda chi?

treelleA CHI SI SONO ISPIRATI RENZI E GIANNINI REDARRE IL LORO DOCUMENTO “LA BUONA SCUOLA” ?

La spudoratezza del potere è pari solo all’arroganza che manifesta.

Antico proverbio lucano

Mentre era in corso il sondaggio dei cittadini, l’associazione TreeLLLE ha espresso, nel mese di Novembre, in otto densissime pagine, una Memoria contenente il suo parere sul progetto LA BUONA SCUOLA formulato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro Giannini, su dettato confindustriale, come appare evidente dal documento che segnaliamo.

Chi non sa nulla di TreLLLe può leggerne i principi ispiratori e la missione nel sito: www.treellle.org/

Chi volesse scaricare il testo completo della Memoria, potrà utilizzare il file:

http://www.treellle.org/files/lll/Memoria%20buona%20scuola.pdf ;

Chi volesse conoscere cosa pensa il Gruppo NO Invalsi di TreeLLLe può cliccare su:

https://genitoreattivo.wordpress.com/2013/11/19/storia-di-una-sanzione-disciplinare-puntata-36/

In ogni caso, ecco la presentazione che l’associazione fa di sé stessa:
ENTI SOSTENITORI: Dalla sua costituzione ad oggi l’attività di TreeLLLe è stata principalmente sostenuta dalla Compagnia di San Paolo di Torino. Specifici progetti sono stati sostenuti dalle fondazioni Pietro Manodori di Reggio Emilia, Cassa di Risparmio in Bologna, Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Fondazione Roma (e Fondazione Roma Terzo Settore), Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.
ORGANI E FORUM: Presidente: Attilio Oliva; Comitato Operativo del Forum: Dario Antiseri, Luigi Berlinguer, Carlo Callieri, Maria Grazia Colombo, Carlo Dell’Aringa, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Domenico Fisichella, Attilio Oliva, Angelo Panebianco. Forum delle personalità e degli esperti: Luigi Abete, Guido Alpa, Dario Antiseri, Federico Butera, Carlo Callieri, Aldo Casali, Lorenzo Caselli, Elio Catania, Alessandro Cavalli, Innocenzo Cipolletta, Carlo Dell’Aringa, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Domenico Fisichella, Luciano Guerzoni, Mario Lodi, Roberto Maragliano, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Domenico Siniscalco, Giuseppe Varchetta, Umberto Veronesi.
Eminent Advisor: Tommaso Agasisti, Giulio Anselmi, Ernesto Auci, Guido Barilla, Enzo Carra, Ferruccio De Bortoli, Antonio Di Rosa, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Silvio Fortuna, Franco Frattini, Stefania Fuscagni, Lia Ghisani, Lucio Guasti, Ezio Mauro, Mario Mauro, Dario Missaglia, Luciano Modica, Gina Nieri, Andrea Ranieri, Giorgio Rembado, Gian Felice Rocca, Carlo Rossella, Fabio Roversi Monaco, Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giovanni Trainito, Giuseppe Valditara, Benedetto Vertecchi, Vincenzo Zani.; Assemblea dei soci fondatori e garanti: Fedele Confalonieri, Gian Carlo Lombardi, Luigi Maramotti, Pietro Marzotto, Attilio Oliva, Marco Tronchetti Provera. Segretario Assemblea: Guido Alpa.

Una miscellanea di padroni confindustriali, fondazioni, banche, con qualche foglia di fico a forte caratterizzazione intellettuale, Umberto Eco, Mario Lodi, Giuseppe De Rita, Tullio De Mauro fra gli altri, un ampio contorno di ex sindacalisti CGIL e politici ex PCI. Ovviamente non sono previste presenze dalla scuola reale, visto che gli scopi dell’associazione sono chiaramente quelli di dar voce alla direzione verticistica delle élites economico-finanziarie, quelle che presiedono al governo della scuola e del paese. Il dirigismo da parte del mondo che conta (ormai apprezzato anche dagli intellettuali già di sinistra…) emerge nell’apprezzamento manifestato nella Memoria al “decisore politico”, purché non si faccia fuorviare da tentazioni democratiche. Insomma, una riforma di questa portata – dicono fra le righe gli estensori della memoria – al di là della mossa populistica di stampo referendario, è, deve essere, un atto dell’esecutivo.

Non è dunque sorprendente la spudoratezza con la quale TreeLLLe sostiene e rilancia tutto il peggio del contenuto de LA BUONA SCUOLA. Nelle tre righe dell’incipit del testo si legge che TreeLLLE “Ritiene però utile soffermarsi in questa sede su alcuni aspetti, quelli sui quali più si è esercitata in passato la sua ricerca e riflessione. “.

Non è millanteria visto che, dal 2001 data di nascita dell’associazione, i concetti-chiave della Memoria sono stati supportati con forza e dovizia di mezzi: pubblicazioni, seminari, incontri nazionali e internazionali. “Ricerca e riflessione” che sono state il dettato de La Buona Scuola. Il nodo fra la parte economico-contrattuale e il Sistema di Valutazione è addirittura accentuato: è “l’aspetto da non dimenticare”, ammonisce l’associazione.

Noi del Gruppo NoINVALSI, pensiamo che la Memoria debba essere oggetto di una lettura molto attenta, di discussione nei posti di lavoro, nei gruppi, di prese di posizione decise, quanto e più di ciò che è avvenuto con il “Movimento delle delibere”. Crediamo vada data molta attenzione all’uso spregiudicato dei numeri (investimenti, rapporto alunni/docenti, dati sull’assenteismo), alle indicazioni su aspetti organizzativi e didattici, come il tempo pieno che diventa, alle superiori, un doposcuola forzato, sulla necessaria riforma della formazione professionale (quale, come?), sulla certificazione delle competenze non a caso unita alla revisione, stile INVALSI si presume, dell’esame di maturità.

Ma c’è molto altro in queste otto pagine: per questo invitiamo tutti a riprendere con lena la “critica pubblica” cui abbiamo sottoposto “LA BUONA SCUOLA” di Renzi, cogliendo i nessi profondi con la MEMORIA confindustriale, mercatista, neoliberista.

Non dobbiamo sottovalutare il legame fra questo impianto ideologico e il contenuto del quadro di riferimento teorico che introduce il recente Rapporto di Autovalutazione. L’auto-regolazione organizzata dall’alto che lì si prefigura è funzionale al disegno di una scuola pubblica svilita dalla sua funzione costituzionale, legata esclusivamente ai processi di “customer satisfaction”. Azienda privatizzata, clienti, mercato, messa in produzione del lavoro intellettuale: il sogno del capitalismo buono e meritocratico alla Berlinguer sta per essere completato.

 

MEMORIA SU “LA BUONA SCUOLA” Novembre 2014

 

Il documento sulla “buona scuola” è molto ricco di stimoli e proposte su diversi argomenti. TreeLLLe lo apprezza nel Complesso ed intende appoggiarlo in ogni sede pubblica.

Ritiene però utile soffermarsi in questa sede su alcuni aspetti, quelli sui quali più si è esercitata in passato la sua ricerca e riflessione. “

Questo è l’incipit della “memoria” predisposta e pubblicata dall’associazione Trellle sul documento di Renzi – Giannini “LA BUONA SCUOLA”.

La memoria si sviluppa in un totale di otto pagine di cui , per ragioni di spazio, riportiamo solo le ultime due, molto significative.

Temi di marcata condivisione (su cui non cedere)

V – Il nuovo modello proposto per la progressione economica dei docenti

Si esprime apprezzamento per la soluzione indicata nel documento. In particolare, TreeLLLe trova positivi i seguenti aspetti:

–‐ che si ponga fine alla progressione economica per anzianità;

–‐ che l’avanzamento avvenga per effetto di una valutazione olistica del lavoro del docente;

–‐ che venga esclusa in partenza la possibilità di miglioramenti “a pioggia” (bene riconoscere gli scatti di competenza

solo al 66% degli insegnanti di ogni scuola);

–‐ che la valutazione sia “contestuale” cioè condotta all’interno della scuola, da chi “conosce” i docenti.

Ritiene opportuno sottolineare che i “crediti didattici” dovrebbero essere attribuiti sulla base di criteri prevalentemente

reputazionali e di customer satisfaction, opportunamente filtrati attraverso il giudizio del nucleo di valutazione (dirigente+mentor+esterno). Data l’estrema difficoltà di individuare in questa materia criteri “oggettivi”, si dovrebbe

privilegiare al massimo l’esercizio ragionato della “intersoggettività” quale si può realizzare all’interno del nucleo.

Si apprezza altresì:

–‐che le funzioni aggiuntive di middle management vengano attribuite dal dirigente e siano di durata temporanea e

remunerata;

–‐che le funzioni di mentor vengano assegnate dal nucleo di valutazione e siano anch’esse temporanee e remunerate

significativamente.

Si vuole sottolineare ancora come attraverso l’esercizio di funzioni organizzative intermedie e di funzioni di mentor sia

lecito attendersi il maturare di una élite professionale cui dovrebbe essere riservato, in prospettiva, l’accesso ai concorsi

per il reclutamento dei dirigenti scolastici.

VI – Rafforzamento dei poteri dei dirigenti

Anche qui il documento va nella giusta direzione, attribuendo ai dirigenti scolastici maggiori responsabilità e maggiori poteri. Si apprezza in particolare:

–‐ la possibilità di chiamata diretta dei docenti (che però andrebbe estesa anche alle materie curricolari e non solo alle

Attività aggiuntive);

–‐ il coinvolgimento diretto nella valutazione del personale docente, attraverso il nucleo;

–‐ la titolarità nell’attribuzione delle funzioni aggiuntive.

TreeLLLe considera necessario che a maggiori poteri corrisponda una maggiore attenzione nell’individuazione e nell’assunzione delle persone cui affidarli (nuova modalità di reclutamento). Vede quindi con favore l’impegno a riscrivere coerentemente il profilo professionale dei dirigenti; propone che l’accesso ai concorsi venga ristretto a coloro che hanno già dato buona prova di sé nell’esercizio delle funzioni di mentor e delle altre funzioni organizzative interne alle scuole; considera indispensabile che il reclutamento avvenga a livello nazionale; auspica che dopo il concorso e prima dell’effettivo affidamento di un incarico vi sia un adeguato periodo di “praticantato” (almeno un anno) come aggiunto di un dirigente esperto, sul modello di

Quanto avviene, per esempio, in Francia. E, naturalmente, che vi sia un sistema credibile e permanente di valutazione

Della loro attività, collegato in modo significativo alla retribuzione accessoria.

VII – Altri aspetti del documento sui quali si esprime condivisione

Gli aspetti fin qui esaminati sono quelli che TreeLLLe considera come particolarmente strategici. Senza entrare nel

Dettaglio di ciascuno di essi, si ritiene di citare come meritevoli di apprezzamento almeno i seguenti:

–‐ che venga superata l’abilitazione secondo il modello fin qui praticato e si creino lauree specialistiche con tirocinio

A scuola (a numero chiuso);

–‐ che venga introdotto l’obbligo della formazione in servizio, definita a livello di istituto (in collaborazione fra il

dirigente ed i mentor);

–‐ che venga istituita e resa pubblica l’anagrafe nazionale delle competenze dei docenti;

–‐ che siano ripensati gli organi collegiali per renderli più agili ed efficaci;

–‐ che il Sistema Nazionale di Valutazione si estenda anche alle scuole paritarie, per offrire ai cittadini trasparenza e

Garanzie di qualità. Non si può fare a meno di notare come, a misura che si estende l’area dei doveri, acquisti sempre

maggior rilevanza la questione di un’effettiva parità di diritti e quindi di un congruo approccio al problema del sostegno

economico delle paritarie (che riguardano ormai solo il 5% degli studenti e sono in via di sparizione: il vero rischio della

scuola italiana non è la privatizzazione ma un monopolio statale del servizio);

–‐ che si preveda l’apertura delle scuole oltre le ore curricolari, anche per favorire i loro rapporti con il territorio ed il

Terzo settore;

–‐ che si pensi di estendere la banda larga veloce a tutte ,le scuole;

–‐ che si punti a favorire l’acquisto diretto da parte delle famiglie di dispositivi tecnologici di proprietà degli studenti,

per sviluppare l’uso capillare delle nuove tecnologie nella didattica;

–‐ che si preveda l’introduzione di 200 ore di alternanza scuola–‐lavoro obbligatoria negli ultimi tre anni degli Istituti

Tecnici e Professionali;

–‐ che si programmi di sviluppare i laboratori delle scuole ed il loro utilizzo;

–‐ che si pensi di incentivare l’afflusso di risorse dal privato (anche con l’istituzione di fondazioni).

Gruppo NoINVALSI, Roma