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Comunicato presidio 17 maggio

iononcistoIn occasione del sit–in e banchetto referendario che abbiamo organizzato come Autoconvocati ieri 17 maggio, una nostra delegazione è stata ricevuta da uno dei responsabili dell’ufficio relazioni sindacali del MIUR. Gli abbiamo chiesto di riferirci sullo stato della sequenza contrattuale, cioè la prosecuzione delle contrattazioni che le organizzazioni sindacali avevano pattuito nel momento in cui avevano siglato l’accordo sulla mobilità. Il sit–in era stato indetto proprio per farci sentire su questo passaggio delicatissimo, dal momento che riguarda le modalità del futuro reclutamento dagli ambiti territoriali.

Il funzionario ci ha detto chiaramente che al momento la contrattazione è sospesa, poiché nessuna ipotesi di intesa è stata trovata: il MIUR vuole andare avanti con quanto previsto dalla Legge 107, cioè che, una volta creati gli ambiti, i nuovi incarichi, triennali, vengano assegnati dai dirigenti scolastici senza l’esplicitazione di criteri oggettivi, come quelli delle graduatorie, che era poi la proposta di intesa dei sindacati. Ha ribadito che le deroghe ottenute sulla mobilità, cioè la possibilità [ma solo per alcuni], di ottenere la titolarità su scuola, hanno riguardato alcune specifiche situazioni che è stato possibile inquadrare nella vecchia normativa, rientrando già le fasi B e C della mobilità in quella nuova. Insomma, l’amministrazione vuole che dal prossimo 1 Settembre i nuovi incarichi dagli ambiti passino attraverso la scelta diretta dei D.S. Secondo il funzionario questa posizione è stata rifiutata dai sindacati, i quali, come detto, propongono l’individuazione di criteri oggettivi come anzianità e titoli.

Bloccata la contrattazione, i sindacati – ci ha detto – sono passati dal tavolo tecnico al tentativo di un passaggio in sede politica, con la Sentenza della Corte Costituzionale attesa in questi giorni che potrebbe ancora modificare radicalmente il quadro.

L’unico spazio possibile di contrattazione in sede tecnica rimane su quegli strumenti, come le assegnazioni provvisorie, già esistenti e utilizzabili per sanare specifiche situazioni di disagio.

Da lì la discussione si è spostata su come l’Amministrazione intenda vivere questa fase che produrrà evidentemente anche un forte contenzioso giuridico, sul ruolo dell’INVALSI, sul sistema clientelare che si va creando. Rispetto a tutto questo, pur in mezzo ad alcune ammissioni, rimane chiara la posizione di volere andare avanti in ogni caso.

Di fronte a questa impostazione, che di sicuro non ci lascia sorpresi, risulta chiaro come ancora una volta il Governo Renzi faccia cadere qualsiasi illusione su possibilità di accordi o aggiustamenti. Se continuiamo a denunciare la debolezza dell’azione dei sindacati confederali lungo tutto il corso di questo anno scolastico e la tardività dello sciopero del 20, pensiamo che non ci sia comunque alternativa a praticare la mobilitazione e il conflitto in tutte le sue forme. Abbiamo scioperato il 5 maggio e il 12, come Autoconvocati lo faremo anche il 20 ed altre forme di lotte proporremo noi stessi. Continueremo inoltre a sostenere il percorso referendario. Il quadro è ormai inequivocabilmente chiaro: la 107 ha cambiato la scuola, la chiamata diretta vuole riprodurre anche nel nostro mondo i meccanismi dirigisti e autoritari che caratterizzano il Governo. Sarà anche fondamentale farlo comprendere con ogni strumento ai nostri colleghi che ancora si illudono.

Dal 1 settembre vecchi e nuovi saremo tutti organico dell’autonomia e siamo su uno crinale sdrucciolevole che porta dritti dritti agli ambiti territoriali e alla chiamata diretta.

Come dire: o adesso, o scrivetevi un bel curriculum!