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Controriforma della scuola

indexAutore: fabrizio salvatori

Merito, supplenti precari, scuole private, autonomia, istituti professionali, maturità. Sono i vari capitoli del pacchetto che il Governo varerà venerdì 29 sulla scuola. Tutti capitoli in perdita,soprattutto i primi due che prevedono un carico di lavoro maggiore per i docenti e migliaia di tagli per i precari. Maggiore spazio alle scuole private e maggiore presenza di soggetti imprenditoriali nelle scuole per il finanziamento dei laboratori. Sulle risorse da impiegare, poi, i nodi crescono. Del miliardo che Renzi dice di aver messo a disposizione, c’è il timore che la gran parte finirà all’edilizia scolastica. Il tutto con la benedizione di Comunione e Liberazione, che al meeting di Rimini ha ospitato l’intervento del ministro Giannini.

La Cgil, per bocca del segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo, si dice pronta al confronto, seppur con tanti “se e ma”. “Non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate”, dice Pantaleo. La Flc-Cgil mette le mani avanti e fa notare che “se linee di indirizzo sulla scuola dovessero corrispondere all’intervento del ministro Giannini al meeting di Comunione e Liberazione non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alle impostazioni fallimentari della ex ministra Gelmini”. “Non sono chiare – spiega Pantaleo – le risorse disponibili, non c’e’ alcun impegno per il rinnovo del contratto nazionale, si intende togliere salario a tutti con il superamento degli scatti per dare soldi a pochi utilizzando il vecchio progetto dell’Aprea, si vuole piegare la scuola pubblica alle logiche delle imprese e del mercato, si vogliono dare piu’ soldi alle scuole paritarie mentre le autonomie scolastiche sono senza risorse e tante famiglie non sono piu’ in grado di sostenere i costi per fare studiare i figli, non c’e’ alcun progetto per stabilizzare gli organici e riformare il reclutamento superando il precariato. Tutto questo viene fatto – osserva il sindacalista – senza alcun confronto ma attraverso interviste nella ricerca di consensi dei soliti interessi”. La Flc ricorda di aver avanzato, con il cantiere scuola, le sue proposte e dunque verifichera’ i punti di convergenza e le distanze.

“Per noi, i punti di partenza – sottolinea Pantaleo – devono essere: elevazione dell’obbligo scolastico a 18 anni, investimenti aggiuntivi, superamento del precariato, diritto allo studio e rinnovo del contratto nazionale. Lo scontro non e’ tra cambiamento e presunta conservazione dei sindacati ma tra idee diverse di innovazione e per parte nostra vogliamo continuare a realizzare i principi e i valori sanciti dalla Costituzione e percio’ siamo radicalmente contrari alla privatizzazione della scuola pubblica. Siamo pronti al confronto ma deve essere chiaro che non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate. La consultazione online la lasciamo al Governo, mentre dai primi di settembre – annuncia il leader della Flc – noi andremo a fare assemblee nelle scuole e nei territori per discutere con il personale della scuola, le associazioni, gli studenti e gli attori sociali e istituzionali dei territori, perche’ senza ampio consenso e senza democrazia non si puo’ cambiare il sistema di istruzione del nostro Paese”. Fortemente contrari al pacchetto anche la Rete nazionale degli studenti, che per il 10 ottobre ha già in programma una iniziativa in piazza. “Diremo ancora una volta – dichiara il portavoce nazionale Alberto Irone – che la scuola la viviamo noi studenti ed e’ quindi necessario il nostro ruolo nella stesura della riforma epocale della Scuola Pubblica. Non accettiamo piu’ false promesse sulle Rivoluzioni della Scuola, ci sembrano sempre di piu’ rincorse allo slogan senza una vera prospettiva e volonta’ di rivoluzione veramente e completamente la Scuola italiana.”

Va giù duro anche il segretario del Prc Paolo Ferrero, che parla di un piano, “secondo quanto anticipato dalla stampa”, ” semplicemente vergognoso”. Un testo, “in totale continuità con le pessime riforme degli ultimi anni”. “Non si possono più tollerare nuove regalie agli istituti privati – continua Ferrero – mentre la scuola pubblica, dopo i tagli degli ultimi anni, versa in condizioni drammatiche. Non solo, perchè, come la peggiore Gelmini, si continua a penalizzare gli insegnanti, sempre più precari: per “eliminare” i supplenti basterebbe stabilizzarli, assumendoli, visto che ce ne sarebbe bisogno. Nella scuola pubblica bisogna investire, non tagliare: fa impressione che le stesse critiche che muovevamo alla Gelmini oggi ci tocca rivolgerle a questo governo che doveva essere “il nuovo che avanza”. Saremo a fianco degli studenti che hanno giustamente già indetto le prime mobilitazioni contro questo piano”.