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Coordinamento delle scuole del VII Municipio e Cinecittà Bene Comune

cinecittabenecomuneLa nascita del Coordinamento delle scuole del VII Municipio è il frutto di un impegno in difesa della scuola pubblica statale iniziato con l’opposizione alle politiche dei tagli di risorse e di stravolgimento della scuola della Costituzione che si ripetono ormai da troppi anni. Questo coordinamento ha quindi una storia che l’ha visto protagonista insieme ai docenti, ai sindacati, agli studenti ,ai genitori, ai lavoratori di altri settori ai precari e ai disoccupati, delle lotte nel territorio, per chiedere con decisione quelle scelte politiche che diano un segnale di cambiamento rispetto a quelle fin’ora attuate dai vari governi per la scuola. Con la proposta della riforma di Renzi, chiamata “La buona scuola”, si è aggiunto al coordinamento anche il contributo prezioso degli Autoconvocati della scuola, di cui fanno parte molti docenti delle scuole del nostro territorio, il loro lavoro di studio riguardo alla riforma, al ruolo dell’INVALSI ed al RAV, ha permesso una conoscenza approfondita delle politiche scolastiche attuali e la possibilità di intraprendere iniziative di opposizione.

Le due ultime assemblee pubbliche del 27 maggio presso la Sala Rossa del VII Municipio e del 4 giugno a Largo Appio Claudio sono state un importante momento di confronto ed informazione per il mondo della scuola del nostro territorio. Dopo mesi di assemblee, il 4 giugno a Largo Appio Claudio abbiamo incontrato direttamente i cittadini per continuare a diffondere l’opposizione al Ddl Renzi, “La buona scuola”, consapevoli che sia indispensabile costruire una realtà che coinvolga non più solo il personale della scuola ma i cittadini tutti ed in primis i genitori, che continuano purtroppo ad essere al centro di una disinformazione gestita ad arte dai grandi mezzi di comunicazione. Stiamo contribuendo alla “resistenza” contro questa riforma, nata nelle chiuse stanze del governo e lontana anni luce dalla realtà e dalle esigenze delle nostre scuole, partecipando oltre che ai cortei anche a forme di lotta inedite per il personale della scuola: assemblee territoriali, flash mob, volantinaggi davanti alle scuole e per le strade, uso dei social network, sciopero della fame. I due elementi fondamentali che accompagnano noi docenti in queste forme di resistenza sono la consapevolezza d’essere la molla propulsiva del reale miglioramento della scuola e quindi della società, ed inoltre quello d’aver scoperto di essere la base per un reale riavvicinamento alla politica, riconquistando un ruolo da protagonisti critici e non più solo da soggetti deleganti. Dagli interventi degli studenti e dei docenti, durante l’ultima assemblea a Largo Appio Claudio, è emersa la forte esigenza di opporsi allo stravolgimento della scuola che è scritto in questa inemendabile riforma, e all’arroganza di un governo convinto di potersi sbarazzare sbrigativamente dei risultati delle lotte che hanno reso la nostra scuola all’avanguardia nel mondo, ma anche e principalmente della scuola come organo costituzionale quindi come la principale istituzione attraverso la quale si realizza la missione della Repubblica: “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Il totale disinteresse dell’attuale governo verso la manifesta contrarietà dei docenti alla riforma ne evidenzia la posizione antidemocratica che gli ha permesso fino ad ora di continuare imperterrito in un cammino di riforme che stanno solo abbattendo i diritti dei cittadini e svilendo progressivamente il ruolo della politica costringendola ad un percorso di mera esecutrice dei dictat della finanza e dell‘Europa.

Ciò che si muove nel mondo della scuola è la consapevolezza d’essere chiamati ora alla difesa della scuola della Repubblica e della Costituzione come importante tassello in un paese che voglia definirsi democratico, l’incostituzionalità di alcuni articoli della riforma, riconosciuta dalla Commissione del Senato, ha dato ragione al mondo della scuola in lotta. Ma questa, riforma disegnata apposta per annullare l’impianto democratico della nostra scuola e il ruolo dei sindacati, ne stravolge anche l’importanza per il futuro del paese, indebolendola progressivamente fino a renderla vassalla dei contributi privati e creando un impianto che porterà in breve alla mercificazione dei saperi. La scuola si avvierà con questa riforma alla privatizzazione, a completare il quadro con quella di altri servizi, acuendo gli effetti dell’attuale crisi economica soprattutto per quelle fasce di popolazione che già pagano con la disoccupazione ,il precariato e l’assenza di opportunità di un lavoro .

La consapevolezza ,fra noi docenti, d’essere fra quei cittadini che hanno potuto studiare grazie a quelle politiche cha hanno reso la scuola pubblica statale la scuola del diritto allo studio per tutti , quindi anche ai figli degli operai, ci spinge ora a difendere ancora quel tipo di scuola ed a chiedere che invece d’essere abbandonata ad una privatizzazione che la svuoterebbe di risorse e di valori, venga difesa ed aiutata a svolgere un ruolo che è sancito dalla Costituzione e che in modo particolare in questo momento storico è l’unico volano di ripresa e di cambiamento in una società nella quale con sempre maggior fatica si riesce a intravvedere uno spiraglio di luce nel buio del malaffare, dell’individualismo e della mancanza di valori condivisi per il bene comune. Gli studenti intervenuti alle assemblee, rappresentanti di Link e Unione degli studenti hanno sottolineato le disastrose conseguenze dei tagli sull’università e gli istituti superiori, gravi situazioni di abbandono che si amplificheranno a dismisura e alle quali si aggiungerà un impianto autoritario. Gli incontri tra docenti per organizzare iniziative pubbliche si sono svolti nella biblioteca comunale “Raffaello” , la scelta di questo spazio non è stata casuale ma motivata dalla necessità di creare percorsi comuni di lotta in difesa della scuola e della cultura nel nostro territorio e dalla consapevolezza del destino che accomuna queste realtà destinate al progressivo impoverimento e smantellamento,a causa di scelte politiche sbagliate ed oscurantiste.

Dalla ricchezza degli interventi dei docenti, degli studenti, dei genitori,che hanno partecipato alle assemblee, è nata la decisione di costruire un tavolo aperto sulla scuola e di realizzare altre iniziative , perché la scuola “di tutti” che con coraggio e nonostante le difficoltà continua, nei territori delle periferie urbane e nelle zone più povere del Paese, ad essere il centro della diffusione della cultura, della conoscenza, della solidarietà, dell’uguaglianza fra i cittadini, la “nostra scuola”, deve essere difesa da tutti.

Il Ddl Renzi è inemendabile e continueremo a chiederne il ritiro insieme allo stralcio, attraverso decreto ,delle assunzioni di tutti i colleghi precari. Chiediamo l’apertura di un reale confronto che porti alla discussione delle proposte fatte dal mondo della scuola e dai cittadini, iniziando dalla calendarizzazione nei lavori delle Camere della Legge di Iniziativa Popolare “La buona scuola per la Repubblica”.

La scuola è nostra e la difenderemo con la lotta.

Coordinamento delle scuole del VII Municipio e Cinecittà Bene Comune