Delega sull’esame di stato

esame-di-maturitàAll’interno del decreto legislativo n. 384 vi è la riforma dell’Esame di Stato previsto alla fine del secondo ciclo di istruzione. Riportiamo una breve scheda su che cosa cambia rispetto ad oggi.

  Ora Con la riforma
Credito scolastico (dalla media degli ultimi tre anni) p.ti 25 p.ti 40 (rispettivamente 12, 13, 15)
Prima prova p.ti 15 p.ti 20
Seconda prova p.ti 15 p.ti 20
Terza prova p.ti 15 Eliminata
Colloquio p.ti 30 p.ti 20
Percorso interdisciplinare Scelto dallo studente, apre il colloquio Eliminato
Esposizione esperienza alternanza scuola-lavoro Nulla Relazione o elaborato. Lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro è requisito necessario per l’ammissione. L’attività è registrata nel curriculum dello studente
Prova INVALSI Non si svolge nell’ultimo anno Si svolge in periodo dell’anno diverso dall’esame e verte su italiano, inglese, matematica; è requisito necessario all’ammissione all’esame. I risultati possono essere impiegati dalle università per il riconoscimento del raggiungimento di livello nelle discipline su cui vertono i test. I risultati sono registrati nel curriculum dello studente
Ammissione Necessaria la sufficienza in tutte le materia Necessaria la media del 6, cui concorre anche il voto di condotta; intervengono anche i voti in religione o materia alternativa e, se determinanti, costituiscono giudizio da verbalizzare
Commissione Presidente e tre commissari esterni; tre commissari interni Non varia

Alcune osservazioni. L’andamento dell’esame in sé ha un peso minore rispetto a come è adesso: se infatti ora il rapporto è 75 punti esame / 25 punti credito scolastico, con la delega sarà 60 punti esame / 40 punti credito scolastico. Se ciò, da un lato, valorizza il percorso dello studente, che oggi invece può essere almeno in parte pregiudicato dalle prove d’esame, dall’altro sminuisce il valore di quest’ultimo: ciò può significare ridurre il peso delle materie non di indirizzo che sono però presenti nell’esame e, soprattutto, aprire la strada alla progressiva perdita di valore – nel futuro anche valore legale – del titolo di studio.

L’esame ne risulta complessivamente semplificato, dal momento che è soppressa la terza prova.

Si dà valore a un’esperienza come l’alternanza scuola lavoro che, già fortemente discutibile in sé, sta mostrando nella sua attuazione pratica nelle scuole limiti evidentissimi, tali che diventa difficile anche immaginare come possa essere valutata nell’esame di Stato. Così recita l’art. 14.2: In relazione al profilo educativo, culturale e professionale specifico di ogni indirizzo di studi, l’esame di Stato tiene conto anche della partecipazione alle attività di alternanza scuola-lavoro, dello sviluppo delle competenze digitali e del curriculum individuale, di cui all’articolo l, comma 7 della legge 14 luglio 2015, n. 107. La partecipazione all’alternanza diviene anche un requisito necessario all’ammissione all’esame e viene registrata nel curriculum dello studente di cui all’art. 23.

Sono introdotte, a dispetto del forte dibattito e delle proteste che ne hanno da sempre accompagnato la somministrazione, le prove INVALSI il cui svolgimento, pur non facendo parte diretta dell’esame, costituisce uno dei requisiti necessari all’ammissione. Gli esiti sono registrati nel curriculum dello studente di cui all’art. 23 e possono essere impiegati dalle Università per riconoscere, ad esempio, il livello raggiunto e certificabile nella lingua straniera (inglese).

All’esame si viene ammessi con la media del 6, non con il 6 in tutte le materie, come ora. Se è vero che ciò determinava la tendenza a portare alla sufficienza in tutte le discipline gli studenti che si intendeva ammettere, lo è anche che, con la riforma, si semplifica l’accesso agli esami e si dà valore al voto di condotta, nonché a quello di religione o materia alternativa cui l’art. 15,2d riconosce anche la possibilità di essere determinante, nel qual caso ciò deve essere messo a verbale.

2 pensieri su “Delega sull’esame di stato

  1. Grazie mille! Avete fatto un grande lavoro!
    In che senso le prove invalsi sono “requisito necessario all’ammissione”? Cosa succede se, ad esempio, uno studente non è presente il giorno della prova? Sessione malati invalsi? In questo modo obbligano gli studenti a farle, non c’è che dire, furbi sono furbi…
    Vi abbraccio tutti e grazie del lavoro che continuate a fare!
    Renata

  2. Me lo sono chiesto anche io. Questa procedura a regime aprirà sicuramente dei contenziosi. E’ stata studiata per evitare il boicottaggio delle prove da parte degli studenti, ma colpirà anche coloro che per motivi di salute non potranno essere presenti quel giorno. Sessioni malati può essere che ci penseranno a farle, ma verrebbe meno la prova unitaria per tutti e tutte.
    saluti, Marco

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