Chi sono gli educatori e benefattori…

lavoro minorile

LEGGE 107 – Alternanza Scuola Lavoro

 

 

CHI SONO GLI EDUCATORI E BENEFATTORI
CHE ACCOGLIERANNO GLI STUDENTI PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO DELL’ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

Premessa

Nella legislazione, nella normativa, le imprese hanno assunto da tempo il ruolo di modello della società futura. Modello sia nel senso valoriale generale: il merito al comando, la gerarchia intoccabile, la competitività, l’economia al vertice, il profitto come principio ordinatore salvifico. Ma anche modello quotidiano di comportamento, i tempi, i modi, i perché, la gestione. Individui, gruppi, comunità devono ispirarsi all’impresa per risolvere i loro problemi per acquisire modelli positivi e risolutivi. Mano a mano che i diritti, la certezza del diritto, la regolamentazione, la solidarietà, l’uguaglianza, il lavoro di gruppo, la collegialità, la cooperazione vengono messi al margine ed eliminati, l’impresa e il mercato dilagano e diventano i modelli di riferimento della classe politica dominante e legiferante.

I nuovi protagonisti

In questi testi vorremmo documentare chi sono realmente, cosa fanno, come si comportano i nuovi protagonisti che ci dettano le regole e ci impongono, spesso con la forza e la violenza, i comportamenti, i valori, i fini, perché e come spendere la vita dei cittadini, dei giovani, degli esseri umani che restano e resteranno al di fuori e lontani dalla gestione del potere.

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro)

Spunto di questo testo è la relazione annuale che il presidente dell’Istituto presenta ogni anno al Parlamento. L’ultima disponibile è quella del luglio 2015 che riporta i dati del 2014; è da questa relazione che sono tratti i dati che presenteremo. In questo inizio di discorso ci limitiamo a prendere in considerazione la documentazione relativa ai “bambini che lavorano”, non quindi i “minori” di 18 anni, ma i bambini e ragazzini quelli che avevano fino a 14 anni e che avrebbero dovuto trovarsi a scuola, visto che l’obbligo scolastico è legislativamente fino a 16 anni. I recenti governi, manovrando sull’apprendistato e la formazione professionale, hanno dato modo alle imprese di poter fruire del lavoro dei 15/16enni, ma non c’è niente che giustifichi il lavoro per i bambini fino a 14 anni.

Bambini a lavoro bambini incidentati

alternanza_1La tabella pubblicata qui sopra è tratta dalla pag. 15 della relazione citata e illustra i dati del quinquennio 2010/2014, ultimo anno per il quale si dispone di dati. Come si vede chiaramente nella prima riga i dati dei bambini al lavoro fino a 14 anni è sostanzialmente stabile. Ma le variazioni nel quinquennio, anche se minime, sono significative, Infatti mentre il numero assoluto passa da 66.164 nel 2010 a 60.419 nel 2014 con un calo di quasi 5.000 incidenti in meno, in realtà si può ben dire che questa diminuzione di incidenti è l’esito della diminuzione dei lavoratori occupati. Infatti, a questa diminuzione fa riscontro un aumento significativo in percentuale che passa dal 7,59% al 9,11% con una crescita dell’1,5% degli incidenti occorsi ai bambini a lavoro rispetto alla generalità degli incidenti ai lavoratori tutti.

Quanti sono i bambini morti tra quelli incidentati sul lavoro

A pag. 23 della stessa relazione, la tabella B2.5 “esito mortale per classe di età e anno di accadimento”, la prima riga ci dice che alcuni bambini sono morti, sul lavoro: In altre tabelle, risultano, nel solo anno 2014, 807 bambini con esiti di menomazioni, con gradi di menomazione che vanno da 1 a 15. Nella relazione non si dà ragione dei diversi gradi di menomazione. Non abbiamo dati su quanti siano i bambini fino a 14 che lavorano, qualcuno ne ha stimato 260 mila1 . Non è una cifra esatta ma indica bene quale sia l’ordine di grandezza del numero dei bambini al lavoro. Un numero scandaloso da vergogna da non dormirci la notte e invece sono almeno 5 anni che si protrae e cresce.

Esito mortale per classe di età e anno di accadimento

Anno di accadimento

2010

2011

2012

2013

2014

Fino a 14 anni

3-0,20%

2-0,14%

2-0,15%

3–0,25%

5–0,45%

Fonte:INAIL Relazione Annuale 2014, pag.23 Tab.B2.5

Prime considerazioni destinate agli studenti in regime di Scuola – Lavoro

I Numeri non dicono tutto ma già solo questi qualcosa indicano:

a) Ci sono migliaia di imprese, imprenditori, padroni che “occupano” decine di migliaia di bambini al disotto dei 15 anni in assoluta illegalità.

b) Di questi bambini, decine di migliaia incorrono in incidenti sul lavoro, il lavori che svolgono non devono essere proprio dei passatempi se così numerosi restano incidentati, i luoghi in cui lavoravano non dovevano proprio essere tanto sicuri.

c) Nelle denunce di incidenti cinque anno avuto esiti mortali: gli ambienti di lavoro nei quali erano sfruttati, a conferma del numero di incidenti, non dovevano assicurare poi tanta sicurezza.

d) Non dubitiamo del buon cuore di questi “donatori di lavoro” e che essi piangono lacrime amare alla vista dei bambini uccisi. Ma non abbiamo dubbi sul fatto che essi, siano anche genitori o familiari dei bambini, possano talvolta diventare, con diversi livelli di responsabilità, inconsapevoli assassini per conseguire il poco nobile fine di aumentare i loro profitti.

Rimangono non pochi gravi misteri

Chi dovesse leggere queste pagine potrebbe chiedere ai propri insegnanti di impegnarsi con gli studenti nella lettura della Relazione INAIL e di dedicare una parte del tempo scolastico ad indagare e scoprire qualcuno dei seguenti problemi cui la relazione non fa cenno:

  1. Quante denunce sono state fatte alle autorità giudiziarie per il “sospetto” dei reati compiuti dai datori di lavoro. Gli ispettori del lavoro agiscono nel corso delle ispezioni anche come ufficiali di polizia giudiziaria, denunciare i reati dei padroni dovrebbe essere un loro compito perentorio;

  2. dove erano, nel tempo che trascorre, l’INAIL e i relativi ispettori mentre venivano assunti centinaia di migliaia di bambini e bambine, decine di migliaia si infortunavano, alcuni morivano?

  3. Cosa hanno fatto negli ultimi anni i Parlamentari cui è stata consegnata la relazione a Luglio del 2015? Cosa ha fatto la signora Boldrini, presidente della camera dei Deputati, quando ha letto la relazione? Cosa ha fatto il magistrato della Corte dei Conti espressamente incaricato della vigilanza sull’INAIL? E così via per qualche migliaia di cittadini che hanno compiti in materia?

 Piccole e grandi e miserabili omissioni

Non c’è dubbio che perché questi numeri si realizzino devono esserci grandi complicità con settori dello Stato che non assolvono ai loro doveri di vigilanza. Ma per approfondire le nostre conoscenze servirebbe un po’ di trasparenza che per la pubblica amministrazione non è un optional, è un preciso dovere stabilito per legge. Per esempio cosa è questa istruttoria, in che consiste, da chi viene fatta, con quali responsabilità? Infatti, ciascuna di queste denunce di incidenti sul lavoro è oggetto di una istruttoria al termine della quale l’esito può essere: positivo, negativo, franchigia, o protrarsi dell’istruttoria. L’istruttoria però, per chi legge la Relazione, non si sa in che cosa consista, ma i suoi esiti sono miracolosi. Degli oltre 60.000 casi di bambini incidentati alla fine dell’istruttoria ne sono rimasti soltanto 31.000. Dei 5 bambini morti non ne è rimasta traccia dopo la istruttoria (4 negativa, 1 in istruttoria). Nel rapporto si cita come “Persona non tutelata” o Attività non tutelata”, motivazioni valide per respingere la pratica, cioè sarebbero state commesse irregolarità amministrative. Quante saranno stati gli esiti a processo? Magari non ci sarà stato neanche un indennizzo, agli infortunati o alle famiglie dei bambini deceduti. I dubbi possono essere molti, l’incidente è stato liquidato con una regalia ai genitori? Gli istruttori hanno scoperto che il bambino era distratto… non era colpa del lavoro? Il padrone ha fatto ammenda con una elargizione alla Parrocchia (detraibile dalle tasse)? Il bambino si è incidentato durante una partita di pallone? Quest’ultima è l’ipotesi più improbabile… ma perché i cittadini non debbono sapere?

Le lezioni dalla realtà: Raccomandazioni

E’ nostra intenzione, con questa denuncia, anche allertare i molti genitori, studenti, insegnanti che si soni fatti sedurre dalla “pessima legge” Renzi sulla scuola, allertarli sulla realtà di ciò che li aspetta con il nuovo regime dell’Alternanza scuola lavoro. Non pochi degli studenti, genitori, insegnanti con cui abbiamo parlato, ritengono l’Alternanza Scuola Lavoro un aspetto positivo della “pessima Scuola” renzista; qualcuno arriva a pensare che questa connessione renderà più facile un inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Per un’attenta e puntuale smentita di questa favola assolutamente falsa rimandiamo all’ottimo documento “L’alternanza scuola lavoro, ovvero perché la riforma della scuola riguarda tutti noi” redatto e diffuso dal collettivo di giovani precari, autodefinitisi “CLASH CITY WORKERS” scaricabile dal loro sito: www.claschcityworkers.org2

La nostra denuncia ha quindi ha anche lo scopo di “istruire” genitori, studenti ed insegnanti, sulla natura degli ospiti che li stanno aspettando sui luoghi di lavoro, ospiti, non gli altri lavoratori, ma i datori di lavoro, imprenditori, che certo non saranno tutti uguali ma che, in ogni caso, sono caratterizzati fortemente da questa vicenda permanente del lavoro svolto dai bambini con il seguito di 60.000 piccoli incidentati e 3/5 morti l’anno.

L’altra considerazione urgente è che l’esperienza scuola-lavoro era già possibile da decenni su base volontaria, la “controriforma” l’ha resa obbligatoria il che fa un’enorme differenza. Fino all’anno scorso per accedere al lavoro bisognava che esso fosse conosciuto e desiderabile per gli studenti. Passava per il vaglio degli Organi collegiali della scuola e per la valutazione educativa degli insegnanti. Ora, con l’obbligatorietà, questi passaggi sono saltati il lavoro coatto dovrà comunque essere pietito dalle scuole e studenti, diventa un’arma formidabile in mano ai padroni per imporre la subalternità da loro ricercata, relegare gli studenti a funzioni banali e non qualificate che facciano risparmiare loro qualche migliaio di euro per non assumere lavoratori delle qualifiche più basse, perche a ciò saranno addetti i forzati del lavoro: mansioni esecutive che non richiedano spese né risorse per l’insegnamento, senza alcun contenuto di apprendimento né culturale. Le imprese, da ultimo, godranno di un finanziamento statale di 200 milioni per il primo anno di attuazione, che dopo anni di renitenza all’accoglienza degli studenti, oggi si stanno trasformando in una greppia affollata di ansiosi e famelici “benefattori”.

Fulvio e Piero Pensionati Cobas di Roma

 

1 “Duecentosessantamila. È il numero dei lavoratori minorenni in Italia, il 5,2% dei ragazzi tra i 14 e i 15 anni. E circa 30mila di loro sono a rischio sfruttamento. Sono i dati di Game over – Indagine sul lavoro minorile in Italia, secondo cui la maggior parte dei ragazzi italiani fa la sua prima esperienza di lavoro dopo i 13 anni (72%). E solo il 5% è straniero. Al crescere dell’età aumenta la quota di chi lavora: l’incidenza è minima prima degli 11 anni (0,3%), vicina al 3% tra gli 11-13enni e ha un picco tra i 14 e i 15 anni (il 18,4%).” 2 su 3 lavoravano in attività familiari o parentali, il resto in attività lavorative vere e proprie principalmente nel turismo, commercio e artigianato, in minima parte in agricoltura come dipendente (in agricoltura si sommano quindi il “sostegno ad attività familiari “ e il lavoro dipendente, vedi http://www.linkiesta.it/it/article/2013/09/04/i-260mila-minori-under-16-che-lavorano-in-italia/16191/. Vedi anchelo studio dell’Associazione B.Trentin (dati del 2013): http://www.fondazionedivittorio.it/it/game-over-indagine-sul-lavoro-minorile-italia.

2 http://clashcityworkers.org/documenti/analisi/2225-alternanza-scuola-lavoro.html

 

Volantino: LEGGE 107.piero e Fulvio