Interventi all’Assemblea del 21/1

mafalda_non_molloPubblichiamo gli interventi, che ci sono giunti, fatti durante l’assemblea nazionale del 21/1/2017.

Intervento Bianca Laura Granato per conto dei Partigiani della Scuola Pubblica del  21-01-2017
Proposte:
-Necessità di una protesta efficace per richiedere l’abrogazione della legge 107/2015, impedire il varo delle deleghe e impedire assolutamente il varo di un testo unico da parte di  questa maggioranza parlamentare illegittima e pericolosa.
-Trovare una convergenza con i Confederali su una sola data per evitare fallimenti, anche a costo di rinegoziare la data. Purtroppo loro gestiscono le assemblee sindacali in orario di lavoro, hanno la maggioranza delle RSU, quindi vanno coinvolti.
-Bisogna redigere un documento al termine di questa assemblea da sottoporre a tutte le sigle sindacali, in cui si richiede a gran voce uno sciopero unitario con una manifestazione di piazza, in modo che tutte le sigle sindacali siano costrette ad assumersi le proprie responsabilità e a prendere posizione pubblica.
-Se i Confederali non accolgono la proposta, bisogna lavorare sul consenso di studenti e famiglie, visto che oggi il contributo volontario per frequentare le  scuole pubbliche è triplicato.
-Noi PSP comunque aderiremo a qualunque iniziativa di protesta converga su un’unica data che venga fuori dai lavori di questa assemblea.
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La “rete dei 65 movimenti per il sostegno” (composta da associazioni per la disabilità, famiglie, comitati di genitori, gruppi docenti, gruppi operatori, professionisti), dopo aver letto la delega consistente nello “Schema di Decreto Legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, comunemente conosciuta come “la delega sul sostegno”, chiede che sia immediatamente ritirata o, in subordine, totalmente emendata per tutelare il Diritto all’Istruzione degli alunni con disabilità. La rete concorda sull’urgenza di mobilitarsi, per dare una risposta tempestiva alle “leggi delega”, approvate dal Consiglio dei Ministri il 14 gennaio 2017. La rete intende aderire allo sciopero del 17 marzo indetto dai Sindacati di base (Cobas Unicoba e USB) per contrastare le leggi delega.
La necessità di questa risposta spontanea, proveniente dal basso – da chi la disabilità la vive nel quotidiano – ha portato in pochissimi giorni 50 movimenti, tra associazioni e comitati delle diverse categorie coinvolte, a volere unire le forze a Palermo il 28 e il 29 Gennaio prossimo, per elaborare un documento comune, con cui chiedere di emendare la nuova riforma sul sostegno. Successivamente la rete ha organizzato per il 24 febbraio un importante seminario di formazione a Roma, a cui sarà invitata la Ministra.
A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della Legge 107/2015 nessuna “legge delega” è stata resa nota agli addetta ai lavori. Non vi è stato alcun confronto con la base, rappresentata dai genitori degli studenti e dai lavoratori del comparto della scuola quali insegnanti, assistenti alla comunicazione, assistenti all’autonomia e igienico personali, gli ATA o gli stessi Dirigenti Scolastici. Noi respingiamo l’idea di scelte calate dall’alto e miriamo alla condivisione di decisioni che riguardano centinaia di migliaia di persone.
Riscontriamo come rete gravi e inaccettabili passi indietro per gli alunni con disabilità. Uno tra questi, ad esempio, è il negare loro il diritto di conseguire il diploma di licenza media sostenendo prove differenziate, introducendo, invece, il concetto di equipollenza, finora valido solo nella scuola secondaria di secondo grado.
Sorge il dubbio che sia stata fatta un po’ di confusione, poiché l’enunciato che troviamo nello “Schema di Decreto”, nella parte relativa all’Esame di Stato del Secondo Ciclo (già Esame di Maturità), risulta per i candidati con disabilità più aperto di quello del primo ciclo.
In sostanza, per il Secondo Ciclo si dice che le prove differenziate sono in ogni caso valide per il rilascio del diploma, mentre nel Primo esse hanno valore solo se equipollenti. Ma attualmente è proprio il contrario: è nel Secondo Ciclo che l’esame è valido per il diploma solo se eventuali prove personalizzate sono giudicate equipollenti dalla Commissione, mentre lo è sempre nel Primo. Questo, in effetti, fa ipotizzare che tutto sia dipeso da un’inversione in fase di redazione, anche se la probabilità di errori a questi livelli risulta alquanto strana.
In breve, questa delega mette in discussione i diritti e la dignità degli studenti disabili e indebolisce la Legge 104/1992; contemporaneamente, essa lede anche i diritti e la dignità dei docenti, che – già fortemente provati da una stagione caratterizzata da grande confusione e palesi discriminazioni insite nella Legge 107/2015 stessa – per anni si sono formati per questo lavoro e sono gli unici deputati a farlo.
Margherita Franzese

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Intervento di Renato Caputo, lavoratori autoconvocati della scuola, all’assemblea nazionale della scuola del 21/1/2017

La 107 ha avuto il grande merito di aver favorito di resuscitare un grande movimento di lotta. Quest’ultimo è stato eccezionalmente unitario, grazie a una forte spinta dal basso, che ha portato a un riuscitissimo sciopero e al blocco degli scrutini.

Questo movimento ha inferto un duro colpo al governo Renzi che, da quel momento, è passato da una sconfitta elettorale all’altra. Lo stesso Renzi era sul punto di fare dietrofront, ma è stato spinto ad andare avanti dai poteri forti.

A questo punto è mancata la volontà e la capacità dei sindacati di generalizzare la lotta contro le misure antiliberiste e antiliberali del governo Renzi, a partire dal Jobs act. Così il movimento è riuscito a bloccare alcuni degli aspetti più negativi della controriforma governativa, a partire dalla cancellazione degli scatti di anzianità, ma non ha potuto impedire che la 107 divenisse legge.

La netta sconfitta del 4 dicembre, nel plebiscito voluto dal governo sulle sue riforme liberiste, non è stato sfruttato a dovere dai sindacati e partiti all’opposizione per rilanciare un grande movimento contro il governo e le sue politiche antipopolari.

Ciò ha lasciato spazio a quelle burocrazie sindacali che hanno cercato di rilanciare un’impossibile concertazione, vista la mancata volontà di mobilitare i lavoratori. Si è finito così con il tradire lo spirito del movimento sorto sulla parola d’ordine della cancellazione della 107, considerata la sua inemendabilità. Anzi, i nuovi accordi concertati hanno mirato a rendere accettabile la 107 rinviando di un anno le sue misure più devastanti.

Perciò è essenziale rilanciare un coordinamento nazionale di lotta per la cancellazione della 107, che spinga di nuovo dal basso per uno sciopero unitario contro la 107, con una piattaforma avanzata per il rinnovo del contratto.

Da questo punto di vista, lo sciopero indetto da alcuni sindacati di base per il 17 marzo è lodevole nella sostanza, ma molto discutibile nella forma, visto che è stato indetto a due giorni dall’assemblea nazionale e lanciato appena 9 giorni dopo dello sciopero contro la violenza sulle donne dell’8 marzo.

Appare dunque necessario che i sindacati facciano un passo indietro e lancino insieme al movimento uno sciopero unitario per l’8 marzo, per cominciare a unire le lotte, tanto più che nella scuola lavorano moltissime donne. Tanto più che, allo stato attuale, troppi pochi lavoratori comprenderebbero la necessità di partecipare a due scioperi a così pochi giorni di distanza.

Tale sciopero dovrebbe essere il primo momento per mettere finalmente in piedi un movimento che porti a uno sciopero generale contro tutte le riforme liberiste del governo Renzi, dalla 107 al Jobs act.