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Lettera. Neppure gli ingegneri della Nasa e del Cern di Ginevra devono superare talmente tanti test e concorsi quanto gli insegnanti per essere assunti

cern3 Gentile Ministro Giannini, innanzitutto desidero presentarmi: sono un’insegnante precaria, abilitata tramite SSIS, che lavora nella scuola pubblica dal 2007. Dopo tanti anni di sconsiderate politiche di tagli alla scuola, ho deciso di scriverLe, stanca di tutti i soprusi perpetuati nei confronti di noi precari.

Leggo in questi giorni che anche Lei, ministro Giannini, ha intenzione di bandire un nuovo concorso, forse nel 2015. Suddetto concorso sarebbe utile se fosse bandito solo per le lassi di concorso le cui graduatorie ad esaurimento (GaE) siano esaurite, però ho paura che ciò non accadrà.

Sento sempre dire da esponenti di partiti politici di entrambi gli schieramenti che solo tramite concorso si può premiare la meritocrazia. Non sono assolutamente d’accordo con questa affermazione e gradirei spiegarLe il perché:

– in primis i concorsi in Italia sono stati e sono ancora poco limpidi, dando così spazio a raccomandati di ogni genere

– i docenti iscritti nelle GaE hanno già dimostrato il loro merito, chi tramite concorso nel ’99, chi con concorso riservato e chi tramite SSIS (come la sottoscritta). Noi “sissini”, nello specifico, abbiamo passato un test d’ingresso (scritto e orale) per accedere alla suddetta scuola di specializzazione, abbiamo frequentato corsi pomeridiani 4/5 giorni alla settimana per due anni e sostenuto diversi esami ed infine abbiamo superato un esame di stato per conseguire l’abilitazione all’insegnamento (tutto questo lavorando al mattino); se tutto questo non si chiama merito, vorrei sapere cosa sia! Ora non capisco perché d ovremmo dimostrare ancora la nostra preparazione affrontando l’ennesimo concorso.

Ovviamente, se venisse bandito il concorso solo per le graduatorie esaurite, si presenterebbe il problema degli abilitati tramite TFA o PAS. Gli stessi abilitati TFA e i futuri con i PAS hanno fatto richiesta di essere inclusi nelle GaE perché, a mio avviso e a parer loro, hanno anch’essi dimostrato più volte il loro merito (test accesso – non per i PAS -, esami del corso e esame finale. Sarebbe anche utile chiedersi come mai sono stati avviati percorso abilitanti in tutte le classi di concorso quando ce ne era bisogno solo per alcune. Facendo un esempio concreto, perché abilitare altri docenti nella mia classe di concorso (A346 – lingua e civiltà inglese nelle scuole secondarie superiori) quando nella provincia di Como nella suddetta GaE siamo in 97 e le scuole superiori sono 17 in tutta la provincia?

Mi dispiace trovarmi a pensare che l’avviamento di tali percorsi abilitanti sia solo una mossa populista e di propaganda politica voluta anche per rimpinguare le vuote casse universitarie visto che tali corsi costano in media 2000/2500 Euro.

Ritornando alla questione del concorso, è vero, potremmo non parteciparvi, ma così facendo potremmo essere superati da docenti abilitati con Tfa o Pas, mettendoci il doppio degli anni per entrare in ruolo (50% da concorso e 50% da GaE). Io ho 35 anni e sono 19° nella graduatoria di Como per la Classe di concorso A346 e le mie speranze di entrare di ruolo prima della pensione sembrano allontanarsi sempre di più!

Neppure gli ingegneri della Nasa e del Cern di Ginevra devono superare talmente tanti test e concorsi per essere assunti e sicuramente hanno uno stipendio più alto del nostro! Le ricordo, infatti, che a noi docenti si chiede un’altissima professionalità e preparazione (giustamente) a fronte di uno stipendio tra i più bassi in Europa! Inoltre noi precari non possiamo neppure godere degli scatti di anzianità finché non entriamo in ruolo percependo, perciò, sempre uno stipendio base.

In conclusione vorrei farLe presente che non abbiamo scelto noi di essere precari ma siamo vittime di una situazione che lo Stato italiano ha creato negli anni e non HA LA VOLONTA’ di risolvere. (anzi se nuovi concorsi verranno banditi si aggraverà!). Tutto questo in sfregio alle direttive europee che hanno chiesto all’Italia di assumere i precari della Pubblica Istruzione poiché lo Stato continua a fare uso e abuso di contratti a tempo determinato (il caso del precariato nella scuola è un isolato caso italiano, nessun’altra nazione dell’UE ha questo problema). Non è una contraddizione in essere obbligare i privati a non reiterare per più di due volte i contrati a tempo determinato mentre lo Stato può farlo?

Concludo portando all’attenzione uno degli argomenti più scottanti degli ultimi giorni: aumento del monte orario da 18 a 24 ore. Vorrei farLe presente che noi docenti lavoriamo 18 in classe e tutto il resto a casa (i pomeriggi prepariamo le lezioni e correggiamo compiti quando non siamo a scuola per riunioni, consigli di classe e scrutini). Sono ben altre le categorie che in Italia continuano a detenere scandalosi privilegi. Con 24 ore frontali ogni docente avrebbe 1,2,3 o addirittura 6 classi in più.

Nel mio caso ne avrei due in più e questo comporterebbe correggere, per ogni verifica, circa 60 compiti in più (ci sono in media 30 studenti per classe). Le assicuro che correggere compiti e verifiche comporta molto tempo, visto che quasi nessun docente somministra test a crocette e ascelta multipla. Alzando il monte ore di lezioni in classe a 24 ore si risolverebbe, amaramente ed ironicamente, il precariato! Verremmo tutti spazzati via, poiché le nostre ore verrebbero assorbite dai docenti di ruolo. Saremmo tutti disoccupati (da quando l’aumento della disoccupazione giova alla ripresa economica???).

Purtroppo devo constatare che in Italia si ledono e si tolgono diritti a chi già non li ha o ne ha pochi. Spero vivamente che i suoi collaboratori Le girino questa mia mail.

Distinti saluti
inviato da Lucia Astrid Brusa –