Mozione Assemblea autoconvocata dei Docenti del Liceo Tommaso Campanella di Lamezia Terme: No al Piano Scuola di Renzi, #megliolaLIP

striscione1Nel febbraio 2014, non appena insediata al Miur, Stefania Giannini ha da subito sottolineato come la scuola sia da tempo una spesa e non un investimento del paese e che la governance della scuola va dunque rivista, così come il Testo Unico del 1994.
Il profilo della scuola che emerge dalle Linee programmatiche, diffuse dal Miur nel marzo 2014, è tutt’altro che confortante: nuove e ancora poco chiare norme di reclutamento, maggiore apertura alle scuole private, rafforzamento del concetto aziendalistico della scuola, inserimento dell’alternanza scuola-lavoro, etc..
In quest’ottica, “La Buona Scuola” presentata da Renzi appare come il naturale prodotto di tale visione.

Ciò è particolarmente evidente se si guarda all’identikit del docente meritevole in esso tratteggiato: colui che, oltre all’orario canonico di servizio, svolgerà corsi di recupero, di approfondimento, sarà disponibile a sostituire i docenti assenti, senza alcuna retribuzione aggiuntiva.

La quantità di tempo dedicata a permanere a scuola è condizione necessaria per essere considerato tra i papabili meritevoli e creare una competizione al ribasso, fatta di disponibilità a svolgere le mansioni più disparate.

Saranno premiati i docenti che non amano la didattica, ma amano “fare altro” con il bene placito del Dirigente Scolastico.
Ai fini stipendiali si torna al conservatorismo delle scuole (docenti-valutatori, docenti-mentor), ma chi valuterà ancora non è dato sapersi.
La “Buona Scuola”, con una serie di nuove agevolazioni per i privati (school bonus, school guarantee, crowdfunding) e soprattutto con modifiche sostanziali del modo di essere del singolo istituto scolastico, diventerà una scuola-azienda a tutti gli effetti…!!
Pertanto, l’assemblea autoconvocata dei docenti del Liceo “Tommaso Campanella” di Lamezia Terme, dopo un’attenta analisi della proposta di riforma “La buona scuola”, esprime profonda preoccupazione evidenziando i seguenti punti critici:
• Il piano “La buona scuola” interviene su una serie di materie che sono oggi oggetto del CCNL o della Contrattazione Nazionale di II livello: progressioni stipendiali, mobilità del personale della scuola a livello regionale o locale, attribuzione incarichi aggiuntivi.
• La riforma non prevede investimenti nella scuola pubblica, in quanto l’unica spesa prevista, l’assunzione dei precari, imposta dalla comunità europea pronta a pesanti sanzioni, , è evidentemente finanziata con tagli di spesa in altri settori (blocco contratti, taglio della progressione economica fino al 2018 almeno, taglio delle supplenze brevi). È prevista la stabilizzazione dei soli precari inseriti nelle GAE (graduatorie ad esaurimento) e dei vincitori di concorso 2012, escludendo, di fatto, tutti gli altri.
• L’abolizione degli scatti di anzianità e l’accesso alle progressioni per il solo 66% ( solo due docenti su tre saranno “premiati”) del personale è penalizzante e mortificante per la totalità dei docenti; discutibile in quanto stabilisce a monte una soglia di meritevoli e una percentuale di personale che sarà esclusa da qualsiasi progressione di stipendio. Nessun riferimento inoltre al rinnovo del contratto bloccato dal 2009 e fino al 2015, il che indica chiaramente che questo Governo intende procedere alla decontrattualizzazione del rapporto di lavoro.
• Gli “scatti di competenza”, introdurranno una forte competizione tra docenti, mineranno la cooperazione e la collaborazione che sono invece fondamentali per stimolare la didattica e la creazione di un ambiente di lavoro sereno e solidale. I docenti, infatti, per essere compresi nel 66% dei “meritevoli”, saranno spinti ad accumulare “crediti”, formatici, didattici e professionali, e quindi oneri, oppure a chiedere il trasferimento in altra scuola, a danno della qualità dell’insegnamento e della continuità didattica. Tale accumulo di crediti comporterà costi e spese aggiuntive per frequentare corsi e master, alimentando un mercato dove a guadagnare saranno privati e organizzatori vari.
• La proposta di riforma interviene in senso peggiorativo – come il vecchio DDL Aprea-Ghizzoni – sugli organi collegiali, svuotandoli e rafforzando il ruolo del Dirigente Scolastico e dei soggetti privati, di cui è previsto l’ingresso anche nel Nucleo di Valutazione.
• L’istituzione dell’organico funzionale per reti di scuole rischia di trasformare una parte dei docenti che oggi lavorano nelle scuole con contratti fino al termine delle attività didattiche, in “sostituti” del personale assente; la maggioranza delle nuove assunzioni non aggiungerà cattedre all’organico di diritto, mentre si creeranno bacini di docenti a disposizione di più scuole. Oggi i nuovi assunti, domani tutto il personale docente. Per i nuovi assunti si applicherà peraltro il contratto a tutele crescenti
• I riferimenti contenuti nel piano “La buona scuola” sulla possibilità per il Dirigente di “creare la propria squadra con i docenti più adatti” sono molto preoccupanti, in quanto implicano un rafforzamento del ruolo e delle prerogative del Dirigente Scolastico nel reclutamento del personale e nell’utilizzo delle risorse professionali, prefigurando la chiamata diretta, con ricadute discrezionali sulla mobilità degli insegnanti e del personale ATA.
• La riproposizione, secondo il progetto Aprea-Ghizzoni, della scuola-fondazione, quindi l’entrata di risorse private per contributi alla scuola statale. L’ingresso del privato (fondazioni, imprese, associazioni, ecc.) chiederà alla libertà culturale di assoggettarsi alle esigenze di mercato ed alla cultura di chi paga;
• Per la prima volta (p. 66 “il sistema di valutazione sarà operativo dal prossimo anno per tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie”) la scuola paritaria viene promossa al rango di scuola pubblica. Il Collegio dei Docenti esprime quindi , relativamente ai punti di cui sopra del Piano Renzi- Giannini,il proprio parere negativo
Inoltre il Collegio dei Docenti chiede:
- che la scuola pubblica sia finanziata con risorse pubbliche;
- che l’autonomia e la governance delle scuole rimangano collegiali;
- l’assunzione immediata, già dal corrente anno scolastico di tutti
gli insegnanti precari;
- il rinnovo dei contratti e la restituzione degli scatti di anzianità;
- il miglioramento delle strutture scolastiche e la loro messa in sicurezza;
- che venga risolta, una volta per tutte e in maniera positiva, la
questione rimasta irrisolta dalla legge Fornero, quella degli ormai famosi Quota 96, i 4mila docenti e il personale ATA, che per un errore tecnico non hanno ottenuto il diritto alla pensione.
I docenti ritengono, inoltre, che per rilanciare e riqualificare l’istruzione pubblica statale occorrono risorse economiche aggiuntive, sottratte in questi ultimi anni da tutti i governi, per riportare la spesa dell’Italia in istruzione, formazione e ricerca ai livelli della media europea, cioè al 6% del PIL, come è espressamente richiesto dalla legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola della Repubblica”, sottoscritta da centomila cittadini, diventata disegno di legge, attualmente depositato in Parlamento e pronto per essere discusso, se si volesse veramente ascoltare chi nella scuola vive e lavora e non piuttosto fare propaganda con una consultazione online dagli esiti precostituiti, per imporre un piano improntato ai tagli e all’ingresso dei privati, quest’ultimo in contrasto con il dettato costituzionale.
Mozione approvata all’unanimità dall’assemblea dei docenti dei Liceo “Tommaso Campanella” di Lamezia Terme l’11 novembre 2014