Mozione Collegio dei Docenti del Liceo Giovanni Pascoli di Firenze

document-40600_640Il Collegio dei Docenti del Liceo Giovanni Pascoli di Firenze, in risposta all’invito del Governo, del MIUR e dell’USR (nota MIUR prot. n° 3043 del 2/10/2014; circolare USR prot. n° 25529 del 3/10/2014), a discutere sulla proposta di riforma “La buona scuola”, dopo un’attenta analisi esprime profonda preoccupazione per i seguenti aspetti:

1)    Il piano “La buona scuola” interviene su una serie di materie che sono oggi oggetto del CCNL o della Contrattazione Nazionale di II livello: progressioni stipendiali, mobilità del personale della scuola a livello regionale o locale, attribuzione incarichi aggiuntivi.

2)    La riforma non prevede investimenti nella scuola pubblica per cui tutte le novità inserite nella proposta verrebbero attuate a costo zero. La stabilizzazione dei precari, infatti, era stata, in precedenza, prevista dalla legge finanziaria del governo Prodi del 2007 e, in seguito, per non incorrere nelle sanzioni previste dalla direttiva dell’Unione Europea 1999/70/CE; non si tratta, dunque, di nuove assunzioni ma di docenti che già lavorano nella scuola.

3)    L’abolizione degli scatti di anzianità e l’accesso alle progressioni per il solo 66% del personale è penalizzante e mortificante per la totalità dei docenti; discutibile in quanto stabilisce a monte una soglia di meritevoli e una percentuale di personale che sarà esclusa da qualsiasi progressione di stipendio e problematica quanto all’individuazione di criteri di definizione di tale “merito”.

4)    Gli “scatti di competenza”, introdurranno una forte competizione tra docenti, mineranno la cooperazione e la collaborazione che sono invece fondamentali per stimolare la didattica e la creazione di un ambiente di lavoro coeso e positivo. I docenti, infatti, per essere compresi nel 66% dei “meritevoli”, saranno spinti ad accumulare “crediti”, e quindi oneri, oppure a chiedere il trasferimento in altra scuola, a danno della qualità dell’insegnamento e della continuità didattica.

 

5)    La proposta di riforma interviene in senso peggiorativo – come il vecchio DDL Aprea-Ghizzoni – sugli organi collegiali, riducendo il ruolo dei lavoratori e rafforzando quello del Dirigente Scolastico e dei soggetti privati, di cui è previsto l’ingresso anche nel Nucleo di Valutazione.

 

6)    L’istituzione dell’organico funzionale per reti di scuole rischia di trasformare una parte dei docenti che oggi lavorano nelle scuole con contratti fino al termine delle attività didattiche in “sostituti” del personale assente; la maggioranza delle nuove assunzioni non aggiungerà cattedre all’organico di diritto, mentre si creeranno bacini di docenti a disposizione di più scuole. Oggi i nuovi assunti, domani tutto il personale docente.

 

7)    I riferimenti contenuti nel piano “La buona scuola” alla possibilità per il  Dirigente di “creare la propria squadra con i docenti più adatti” sono molto preoccupanti, in quanto implicano un rafforzamento del ruolo e delle prerogative del Dirigente Scolastico nel reclutamento del personale e nell’utilizzo delle risorse professionali, prefigurando la chiamata diretta, con ricadute discrezionali sulla mobilità degli insegnanti e del personale ATA.

 

8)    L’assenza nel documento di governo di un qualsiasi riferimento al personale ATA, agli studenti e alle studentesse e alle loro famiglie come componente integrante, attiva e partecipe della vita scolastica.

 

9)      La dichiarazione di impossibilità da parte dello Stato, contenuta nel piano, di garantire i finanziamenti alla scuola pubblica e la definizione di forme di collaborazione con enti privati appare gravemente in contrasto con il mandato istituzionale che la Costituzione assegna alla scuola della Repubblica.

 

Il Collegio dei Docenti del liceo Giovanni Pascoli esprime quindi un parere negativo relativamente al Piano Scuola proposto dal Governo.

 

Inoltre il Collegio dei Docenti ritiene che per rilanciare e riqualificare l’istruzione pubblica statale occorrono risorse economiche aggiuntive, sottratte in questi ultimi anni da tutti i governi, per riportare la spesa dell’Italia in istruzione, formazione e ricerca ai livelli della media europea, cioè al 6%, come è espressamente richiesto dalla Legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola della Repubblica”, attualmente in discussione in Parlamento.

Firenze, 5 novembre 2014

Il Collegio dei Docenti del liceo Giovanni Pascoli

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