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Mozione del collegio docenti dell’I.C. Corradini di Roma

document-40600_640I docenti dell’ I.C. P.M. Corradini riuniti in Collegio Docenti il 25/06/2020 in piattaforma via web, dopo un confronto sulle modalità con cui la didattica ha funzionato in questa fase di emergenza sanitaria, esprimono le seguenti considerazioni e richieste:

  • Nonostante i nostri sforzi e i parziali risultati che pure abbiamo raggiunto, abbiamo sperimentato in questi mesi i forti limiti di questa “distanza” nella relazione educativa, che l’hanno resa meno inclusiva e meno efficace. Siamo quindi in grado di affermare oggi che una “didattica a distanza” non può esistere al di fuori dell’emergenza che abbiamo vissuto.

  • Esprimiamo il nostro pieno dissenso, in assenza di eventuali ulteriori drammatiche situazioni che costringano a provvedimenti di chiusura straordinaria, verso qualsiasi ipotesi di trasformare la DaD come sostitutiva o di supporto alla didattica in presenza. Al contrario, è venuto il momento di affrontare le emergenze che esistevano nell’istruzione ben prima del Covid19 e che quest’epidemia non ha fatto altro che mettere sotto i riflettori: le classi sovraffollate, la mancanza di spazi per l’istruzione, la sicurezza delle nostre scuole, la precarietà di una larga fetta del personale scolastico. Crediamo che affrontando questi problemi si possa andare nella direzione di garantire il diritto all’istruzione, quella vera, fatta in presenza, ai nostri studenti e studentesse.

  • Chiediamo con forza quindi un ritorno alla didattica in presenza in sicurezza per alunni, docenti, ata e dirigenti.

  • Chiediamo che da subito il governo ponga in essere investimenti straordinari ed ingenti, invertendo la rotta delle politiche di tagli sull’istruzione pubblica degli ultimi trent’anni. Il numero di alunni per ciascuna classe deve essere ridotto, consentendo sia un maggiore distanziamento fisico all’interno delle aule, che una didattica più efficace e partecipativa. Gli spazi per fare scuola devono aumentare in modo da permettere un rientro a scuola in sicurezza. Da subito vanno trovati spazi pubblici e privati per il rientro a settembre e vanno messe in cantiere le necessarie opere di edilizia scolastica. Deve aumentare il personale scolastico, i docenti, gli assistenti tecnici e amministrativi, i collaboratori, prevedendo un piano straordinario che in deroga alle procedure ordinarie consenta rapidamente l’assunzione con contratto a tempo indeterminato alle tante e ai tanti da troppo tempo utilizzati con contratti precari.

  • Serve quindi una visione della scuola completamente opposta a quella “a distanza”, opposta a chi pensa ancora una volta di risparmiare sul diritto all’istruzione, tagliando gli orari di lezione (tanto poi si fa lezione “a distanza”), aumentando gli orari di lavoro (doppi turni, lavoro in classe e in remoto…). Serve una scuola vera, in presenza e in sicurezza, che richiede risorse per troppo tempo negate a questo settore. Come la sanità pubblica, l’istruzione pubblica va considerata un pilastro della convivenza civile e come tale va prioritariamente finanziata.