Crea sito

Mozione Liceo Classico Francesco Vivona di Roma

document-40600_640Votata a maggioranza, con 2 contrari e 4 astenuti

Roma, 15 dicembre 2014

  1. Il piano ‘La buona scuola’ interviene su una serie di materie che sono oggi oggetto del CCNL o della Contrattazione Nazionale di II livello: progressioni stipendiali, mobilità del personale della scuola a livello regionale o locale, attribuzione incarichi aggiuntivi.

  1. La riforma non prevede investimenti nella scuola pubblica, in quanto l’unica spesa prevista, l’assunzione dei precari, imposta dalla comunità europea, è evidentemente finanziata con tagli di spesa in altri settori (blocco contratti, taglio della progressione economica fino al 2018 almeno, taglio delle supplenze brevi). È prevista la stabilizzazione dei soli precari inseriti nelle GAE (graduatorie ad esaurimento) e dei vincitori di concorso 2012, escludendo, di fatto, tutti gli altri, che spesso da anni sono impegnati nella scuola.

  2. L’abolizione degli scatti di anzianità e l’accesso alle progressioni per il solo 66% del personale è penalizzante e mortificante per la totalità dei docenti; discutibile in quanto stabilisce a monte una soglia di meritevoli e una percentuale di personale che sarà esclusa da qualsiasi progressione di stipendio.

  3. Gli ‘scatti di competenza’, introdurranno una forte competizione tra docenti, mineranno la cooperazione e la collaborazione che sono invece fondamentali per stimolare la didattica e la creazione di un ambiente di lavoro coeso e positivo. I docenti, infatti, per essere compresi nel 66% dei ‘meritevoli’, saranno spinti ad accumulare ‘crediti’, e quindi oneri, oppure a chiedere il trasferimento in altra scuola, a danno della qualità dell’insegnamento e della continuità didattica.

  4. Chiamano “organico funzionale” un serbatoio cui le reti di scuole potranno – attraverso la chiamata diretta del dirigente – cooptare docenti anche al di fuori delle loro abilitazioni specifiche per sostituzioni, progetti, sostegno, lotta alla dispersione ecc. L’istituzione dell’organico funzionale per reti di scuole rischia di trasformare una parte dei docenti che oggi lavorano nelle scuole con contratti fino al termine delle attività didattiche in ‘sostituti’ del personale assente; la maggioranza delle nuove assunzioni non aggiungerà cattedre all’organico di diritto, mentre si creeranno bacini di docenti a disposizione di più scuole. Oggi i nuovi assunti, domani tutto il personale docente.

  5. La proposta di riforma interviene in senso peggiorativo ‘ come il vecchio DDL Aprea-Ghizzoni ‘ sugli organi collegiali, riducendo il ruolo dei lavoratori e rafforzando quello del Dirigente Scolastico e dei soggetti privati, di cui è previsto l’ingresso anche nel Nucleo di Valutazione, peraltro individuato tramite direttiva 11 del 18 settembre, nonostante “l’ascolto” nelle scuole non fosse stato compiuto. Pertanto il Sistema Nazionale di Valutazione è stato introdotto surrettiziamente nel corso della “consultazione”

  6. I riferimenti contenuti nel piano ‘La buona scuola’ sulla possibilità per il Dirigente di ‘creare la propria squadra con i docenti più adatti’ sono molto preoccupanti, in quanto implicano un rafforzamento del ruolo e delle prerogative del Dirigente Scolastico nel reclutamento del personale e nell’utilizzo delle risorse professionali, prefigurando la chiamata diretta, con ricadute discrezionali sulla mobilità degli insegnanti e del personale ATA.

  7. La riproposizione, secondo il progetto Aprea-Ghizzoni, della scuola-fondazione, quindi l’entrata di risorse private per contributi alla scuola statale. L’ingresso del privato (fondazioni, imprese, associazioni, ecc.) chiederà alla libertà culturale di assoggettarsi alle esigenze di mercato ed alla cultura di chi paga; ma, elemento ben più significativo, è la potenziale insidia – attraverso l’intervento dei privati – del principio della libertà di insegnamento, previsto dal comma 1 dell’art 33 della Costituzione; e del principio dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, dal momento che un’inopinabile entrata dei privati non interesserebbe tutte le scuole del territorio nazionale e tutte alle stesse condizioni.

  8. Per la prima volta (p. 66 ‘il sistema di valutazione sarà operativo dal prossimo anno per tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie’) la scuola paritaria viene promossa al rango di scuola pubblica.

  9. Il Collegio dei Docenti esprime quindi un parere negativo relativamente al Piano Scuola proposto dal Governo. Inoltre il Collegio dei Docenti chiede

    • che la scuola pubblica sia finanziata con risorse pubbliche;
      – che l’autonomia e la governance delle scuole rimangano collegiali;
      – l’assunzione immediata, già dal corrente anno scolastico di tutti gli insegnanti precari;
      – il rinnovo dei contratti e la restituzione degli scatti di anzianità;

    • il miglioramento delle strutture scolastiche e la loro messa in sicurezza;

    • che lo Stato si impegni per rendere omogenei i livelli delle prestazioni dei docenti, attraverso mirate azioni di formazione, per garantire a tutti gli studenti analoghi diritti e un sistema scolastico nazionale statale che assolva al mandato che la Costituzione affida alla scuola. In questo senso, che si sanino le sperequazioni tra istituto ed istituto, tra orientamento ed orientamento della scuola superiore, piuttosto che creare un sistema nazionale che veda al proprio interno scuole a marce sempre più diverse e diversificate.