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Mozione Liceo Socrate di Roma

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Il Collegio dei docenti del Liceo Statale Socrate, riunitosi in data 3 giugno 2020, dopo un confronto sulle modalità con cui la didattica a distanza ha funzionato in questa fase di emergenza sanitaria, esprime le seguenti considerazioni e richieste:

1. Subito dopo l’annuncio della sospensione della didattica del 4 marzo scorso, la gran parte dei docenti ha attivato spontaneamente modalità di contatto con i propri studenti per continuare a fornire spunti di riflessione e stimoli culturali ed evitare il disgregarsi della comunità scolastica in una fase drammatica come questa. Nei primi giorni è stata infatti organizzata una didattica di emergenza, attuata attraverso una pluralità di mezzi informatici dalla grande maggioranza del corpo docente, poi uniformata in un’unica piattaforma istituzionale. Molte/i hanno dovuto formarsi allo scopo, tutti hanno visto di fatto aumentare il proprio carico di lavoro, spesso solo procedurale e burocratico, rispetto alla tradizionale attività didattica, con il venir meno de facto della separazione tra il tempo privato e quello lavorativo.

2. Nonostante i nostri sforzi e i parziali risultati raggiunti, si sono sperimentati in questi mesi i forti limiti di questa distanza nella relazione educativa. Sono limiti sostanziali che rendono l’azione didattica di gran lunga meno inclusiva e meno efficace. Siamo quindi in grado di affermare oggi che una “didattica a distanza” non può esistere al di fuori dell’emergenza che abbiamo vissuto.

3. Esprimiamo quindi preoccupazione per l’intervento normativo messo in atto e programmato sulla “didattica a distanza”, che nel frattempo è diventata un’attività obbligatoria, su cui si continuano a stanziare finanziamenti e che sembra l’unica modalità con cui il Ministero pensa di poter gestire anche l’avvio del prossimo anno scolastico. E’ venuto il momento di affrontare le emergenze che esistevano nel sistema dell’istruzione ben prima del Covid19 e che quest’epidemia non ha fatto altro che mettere sotto i riflettori: le classi sovraffollate, la mancanza di spazi, la sicurezza delle nostre scuole, la precarietà di una larga fetta del personale scolastico. Crediamo che solo affrontando questi problemi si possa perseguire e garantire il diritto all’istruzione, quella vera, fatta in presenza, ai nostri studenti e studentesse.

4. Chiediamo che il governo stanzi con urgenza investimenti straordinari e significativi, invertendo la rotta delle politiche di tagli all’istruzione pubblica degli ultimi trent’anni. Il numero di alunni per ciascuna classe deve essere ridotto, consentendo sia un maggiore distanziamento fisico all’interno delle aule, sia una didattica più efficace e partecipativa. Gli spazi per la scuola devono aumentare in modo da permettere un rientro in sicurezza. Vanno trovati spazi pubblici e privati per il rientro a settembre e vanno messe in cantiere le necessarie opere di edilizia scolastica. Devono aumentare il personale scolastico, i docenti, gli assistenti tecnici e amministrativi, i collaboratori, prevedendo un piano straordinario di assunzioni e garantendo un contratto a tempo indeterminato alle tante e ai tanti da troppo tempo con contratti precari.

5. Serve quindi una visione della scuola completamente opposta a quella a distanza, opposta cioè alla prospettiva volta al risparmio sul diritto all’istruzione, al taglio degli orari di lezione, all’aumento dei carichi e degli orari di lavoro (doppi turni, lavoro in classe e in remoto…).Serve una scuola vera, in presenza e in sicurezza, che richiede risorse per troppo tempo negate a questo settore. Come la sanità pubblica, l’istruzione pubblica è un pilastro della convivenza civile e come tale va prioritariamente finanziata.