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Per una manifestazione unitaria del mondo della scuola

imagesA fine febbraio il Governo Renzi si appresterà a promulgare i decreti legge con i quali intende dare attuazione concreta alla proposta di controriforma scolastica presentata all’opinione pubblica con lo pseudonimo di “buona scuola”. Dopo la sconfitta subita con le consultazioni, nelle quali la stragrande maggioranza degli istituti ha bocciato le proposte del Governo incentrate su una miope competizione di tutti contro tutti, il Governo vuole tornare alla carica, fingendo di mostrare efficienza e rigore, rispetto dei termini, riproponendoci le solite ricette del passato incentrate su merito, valutazione e gerarchia. Anche se non conosciamo ancora nel dettaglio le proposte concrete con le quali il Governo intende operare, dalle molteplici indiscrezioni emerge chiaramente la tendenza a riproporre le solite parole d’ordine, come se la consultazione non fosse avvenuta, come se non fosse in discussione una proposta di legge d’iniziativa popolare- la lip- incentrata sulla valorizzazione della collegialità, della democrazia nelle scuole e soprattutto sull’aderenza sostanziale e non solo formale ai principi della nostra carta costituzionale.

Come lavoratori autoconvocati scuola non possiamo accettare un atteggiamento antidemocratico ed indifferente, di fatto, alle richieste di cui il mondo della scuola ha bisogno, non possiamo lasciar operare un Governo che ha dimostrato chiaramente di non ascoltare in alcun modo le innumerevoli voci critiche che provengono da tutte le componenti del mondo della formazione, dobbiamo rilanciare un percorso di mobilitazione che, riprendendo il senso profondo e lo spirito delle mozioni firmate dai collegi e dalle mobilitazioni studentesche, miri a contrastare ogni forma di ulteriore gerarchizzazione nella scuola e di frammentazione dei lavoratori e che rilanci le nostre proposte di valorizzazione  del ruolo dei lavoratori e di costruzione democratica e partecipativa del mondo dell’istruzione.

Se per un verso non possiamo accettare che decine di migliaia di precari di seconda e terza fascia vengono estromessi del tutto dal mondo della scuola dopo aver prestato servizio per anni, dall’altro contrastiamo il clima d’intimidazione con il quale il Governo intende gestire il tema delle assunzioni, imponendo dei sacrifici durissimi ai neoassunti come se questi non avessero già lavorato negli istituti per decine di anni e non si fossero meritata l’assunzione a costo di enormi sacrifici.
Naturalmente oltre difendere la scuola pubblica dalle iniziative del Governo Renzi in attuazione della “Pessima Scuola” rimangono tutte le iniziative e le lotte per:
1)    Sgombrare la scuola dai distruttivi esiti della controriforma Gelmini:a) ripristino dell’orario originale del tempo scuola degli Istituti Professionali e Tecnici (fino al 25% di tagli al tempo scuola) e la possibilità delle sperimentazioni nei licei a partire dal Piano Nazionale di Informatica, b)ripristino del Tempo Pieno nella scuola elementare (degradato ad un vergognoso spezzatino orario) con l’organico di due insegnanti per classe e compresenza, c) ripristino e adeguamento degli organici degli ATA (sia Coll.Scolastici che personale Amministrativo), d) attribuzione  degli organici perché possano realizzarsi la Continuità Didattica e la copertura delle supplenze, e) assunzione a Tempo Indeterminato per la copertura di tutti i posti vacanti e il ripristino del Tempo Scuola tagliato dalla Gelmini.
2)    Finanziamento alla scuola pubblica al 6% del PIL per: a) La manutenzione e messa in sicurezza di tutte le scuole, b) Finanziamento statale integrale delle spese di funzionamento per le scuole, c) chiamata sin dal primo giorno di assenza dei supplenti per la scuola dell’infanzia ed elementare, d) funzionamento dei laboratori e biblioteche scolastici.
3)    Ripristinare il numero degli alunni massimo per Istituzioni scolastiche e per le classi: a) rispettare il carattere educativo delle scuole con un numero di alunni non superiore a 600, b) garantire la possibilità di una significativa relazione educativa nelle classi ripristinando, senza deroghe il numero massimo di alunni per classe, 25 alunni, e 20 in presenza di alunni disabili, c) rispettare le specificità, l’identità, gli indirizzi delle scuole e l’età degli alunni rispettando la vocazione educativa delle scuole senza trasformarle né in unità amministrative né in aziende. Ripristino della democrazia scolastica: a) valorizzando il ruolo degli Organi Collegiali, b) Condizionando l’attività dei Dirigenti al rispetto della libertà d’insegnamento dei Docenti, e all’autonomia professionale espressa negli organi collegiali, c) ripristinando la elettività, da parte dei Collegi dei Docenti, dei collaboratori dei Dirigenti.
Come lavoratori autoconvocati individuiamo nella seconda metà di marzo il momento adatto per svolgere una manifestazione nazionale da costruire scuola per scuola con un percorso assembleare che veda la più larga e condivisa partecipazione, una proposta che vogliamo presentare a tutti i lavoratori ai sindacati e a tutte le associazioni studentesche nella profonda convinzione che le proposte del Governo Renzi, oltre a dequalificare il ruolo dell’istruzione considerato nel suo complesso, tendono a demolire, nella sostanza, i diritti fondamentali di chi nella scuola ci lavora
Lavoratori autoconvocati della scuola