Sarà perchè…

invalsi-buratino_zpsybgeu6egSarà perché mi hanno spesso chiamato “bocca di ciavatta”? Perché mi piace tutto. Almeno che non sia quella specie di plastica che mettono a volte sulle pizze a Roma e la chiamano mozzarella: ciancichi, la riciancichi e non riesci a deglutirla. Ma proprio tutto il resto mi piace, anche le cose che da bambino non sopportavo, come il baccalà in umido con le patate, il cavolfiore lesso condito con olio e limone, la zuppa di ceci…Adesso, da quella bocca di “ciavatta” che sono diventato, solo a scriverle queste parole mi viene l’acquolina in bocca.

    O forse sarà perché non ho mai disdegnato i riti e le tradizioni? Mi piace moltissimo,  soprattutto discuterne, la Costituzione della Repubblica che è vecchia di settanta anni, e aspetto sempre invano che qualcuno me ne faccia conoscere un difetto da condividere. E a volte va a finire che ne scopro un aspetto nuovo ed eccezionale. Mi piace fare i cortei per manifestare le nostre idee, quelle di chi in corteo ci sta, con gli striscioni, le bandiere, i volantini, gli slogan, addirittura a volte le canzoni che delle idee sono forse l’espressione più compiuta e corale. Un rito, trito e ritrito, diceva qualcuno.

    Ecco mi piace molto assistere alla preparazione delle giornate NoINVALSI alla scuola “Ferraiaroni”, o come ancora è conosciuta a Roma Iqbal Mashi, assistere alla nascita di un rito laico che più laico non si può. La socialità e l’intelligenza collettiva per indire e preparare un’assemblea di genitori e insegnanti aperta al quartiere, alla città. Chi prepara il volantino, chi l’invito, chi i pasticci da mangiare? Un rito laico per il trionfo della razionalità, l’intelligenza, provare il convincimento, la persuasione, il fallimento, la riuscita.

   Così da anni, tre o quattro, ho la fortuna di assistere alla nascita e consolidamento di una tradizione, un rito, una identità sociale.

   Chissà se avranno la forza di resistere quando questa generazione di splendidi genitori saranno promossi ad un altro ordine di studi. Me lo auguro e mi auguro che questo lavorio si moltiplichi qualche altra scuola della città si affianchi e crei i suoi riti e le sue tradizioni, la sua identità.

   Ecco come, leggi sotto, si sta materializzando questo rito nell’anno 2016 per testimoniare, ancora una volta la vittoria dell’intelligenza, contro l’ottusità del potere, la sua prepotenza, le sue angherie…perché questo sono essenzialmente l’INVALSI e i suoi mandanti.

Piero del Gruppo NoINVALSI