Piattaforma per il rinnovo del CCNL Scuola

index

  • Aumento di 300€ mensili lordi per tutte e tutti, indipendentemente dall’inquadramento (Ata, docenti), dall’ordine di scuola e dall’anzianità. Questa cifra corrisponde più o meno a quanto è stato perso in termini di potere d’acquisto nel periodo di vacanza contrattuale (è stato calcolato che in media i lavoratori hanno perso 180€ netti al mese).
  • L’aggiornamento professionale deve essere fatto in orario di servizio e deve essere affidato alla libera scelta individuale dei docenti. Se fatto fuori dall’orario di servizio deve essere retribuito. Bisogna attivare convenzioni con le università pubblica per dare la possibilità ai docenti di accedere gratuitamente ai percorsi formativi universitari. Andrebbe prevista la possibilità per i docenti di avere un anno sabbatico di tanto in tanto per dedicarsi agli studi. I dipartimenti vanno coinvolti nell’organizzazione di iniziative di autoformazione sui contenuti di ciascuna area disciplinare.

  • Il bonus di merito va cancellato e le risorse ad esso dedicate vanno cumulate con il Fis, in modo che siano distribuite ai lavoratori e alle lavoratrici attraverso la contrattazione d’istituto. Va difesa la progressione stipendiale tramite gli scatti di anzianità.
  • I diritti e gli stipendi dei lavoratori e lavoratrici a tempo determinato devono essere totalmente parificati a quelli a tempo indeterminato. Parliamo di permessi, ferie, diritti sindacali ecc. Inoltre va prevista la riapertura delle graduatorie permanenti e l’assunzione a tempo indeterminato dopo 36 mesi di lavoro con contratti precari.
  • Vanno ristabiliti una volta per tutte criteri oggettivi per la mobilità del personale della scuola, come erano prima dell’entrata in vigore della legge 107. No alla chiamata diretta, anche in forme mascherate.
  • Le ore di potenziamento vanno equamente distribuite tra i docenti di ciascun istituto e utilizzate per compresenze e progetti di potenziamento didattico, non per tappare i buchi della mancata assunzione dei supplenti, che invece vanno chiamati dalle graduatorie. L’organico dell’autonomia deve essere gestito in sede di contrattazione di istituto e non arbitrariamente dai dirigenti o dalle reti di ambito, che invece ad oggi stanno svuotando il ruolo delle Rsu di istituto.
  • Il contratto non può essere rinnovato senza mettere in discussione quanto previsto dalle leggi promosse da Brunetta e Madia sulla PA e la legge 107. Costruiamo l’unità con gli altri comparti pubblici per una lotta comune per la difesa del contratto collettivo nazionale.