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La relatrice della “Buona scuola” a Cinecittà

maria-cosciaLunedì 13 luglio eravamo in tant* all’assemblea pubblica organizzata dalla sezione (si chiamano ancora così?…) del PD di Via Chiovenda a Cinecittà; il tema era “La buona scuola” di Renzi, con la partecipazione della relatrice della legge, la senatrice Maria Coscia. Una trentina tra docenti e studenti presenti nella piccola sala, anche alcune docenti in rappresentanza dei nidi e materne comunali, più preoccupate di sottolineare la propria capacità professionale circa la conoscenza della psicologia dell’età evolutiva che di discutere  della riforma, forse per un dovere di riconoscenza verso la senatrice, artefice di scelte oculate per le scuole comunali e i nidi, quando era consigliera presso il comune di Roma. Presenti, naturalmente, anche alcuni iscritti della sezione,consiglieri del PD e il presidente del Consiglio Municipale del VII Municipio .

Alle pareti della sala manifesti di tempi molto lontani per gli attuali iscritti , non  per il tempo che li separa ma per l’enorme differenza di impostazione politica, raccontavano di lotte all’ingiustizia e di proposte per una società migliore per tutti…  Essendo cresciuta a Cinecittà posso dire d’aver  seguito da vicino la storia di quella sede  e di altre, e delle persone che lì organizzavano dibattiti, assemblee e la Festa dell’Unità, che nel territorio era momento di svago ma anche di dibattito politico, di proposta culturale. Erano altri tempi, i dibattitti erano all’ordine del giorno in tutte le sedi democratiche in cui si ragionava insieme di tematiche importanti che riguardavano la vita di tutte e di tutti : la condizione della donna, la pace, il disarmo, il nucleare, la tutela dell’ambiente,… Si moltiplicavano nei quartieri romani i comitati per la pace e il disarmo, i collettivi femministi, i comitati di quartiere, ed è insieme a queste realtà che si sviluppava spesso un impegno condiviso con quelle che allora erano le sezioni del P.C.I.. Sognavamo insieme, ai tempi del meraviglioso assessore alla cultura del comune di Roma , Renato Nicolini,  dei sindaci Argan e Petroselli, il miglioramento della qualità della vita nei nostri quartieri-dormitorio, tentavamo di dar vita ai nostri sogni attraverso l’impegno costante e attento alle esigenze del territorio in cui vivevamo. Avevamo capito bene tutti già da allora che “la cultura fa paura” e che  potesse essere l’unico antidoto al sonno delle coscienze.Lottavamo per fare in modo che le periferie divenissero i luoghi della ricerca culturale, della creatività, di una politica con i cittadini e per i cittadini tutti.  Altri tempi, erano ancora in vita i politici che  avevano vissuto la lotta partigiana ed avevano a cuore il destino dei lavoratori e delle giovani generazioni e la politica era vissuta da molti cittadini concretamente, nei quartieri, nei luoghi di lavoro. Nella nostra bella città, ora schiacciata da anni di malgoverno, dallo scandalo di mafia-capitale, con una politica chiusa nelle stanze istituzionali e in grado di colloquiare coi cittadini solo attraverso inutili messaggi pubblicitari lanciati dai mezzi di comunicazione, ci ritroviamo finalmente ad assistere al lento declino del Partito Democratico, che non ha mai avuto nulla in comune con quello che era una volta il partito dei lavoratori. Nella sezione di Via Chiovenda si è resa evidente la lontananza siderale tra la popolazione e la politica istituzionale, che solo ora e in alcuni casi, grazie anche al forte movimento contro la riforma della scuola, muove i primi timidi passi per un riavvicinamento alla base. In quella sede ci siamo ritrovati a difendere il destino della scuola della Repubblica e della Costituzione, contro la totale chiusura di chi continua, nonostante l’ormai palese contrarietà del mondo della scuola, ad imporre una legge scritta principalmente  per abbattere ciò che di buono ancora resiste nella nostra scuola e qualsiasi altra istanza di rinnovamento dal basso.L’assenza dei rappresentanti del PD alle ripetute assemblee sulla riforma, organizzate nel nostro territorio da Cinecittà Bene Comune, gli Autoconvocati della scuola e i sindacati, ha evidenziato il  loro totale disinteresse verso un confronto diretto col mondo della scuola . Alcuni dei docenti hanno dichiarato di abbandonare l’iscrizione al PD, non solo a causa della riforma ma anche  perchè ormai da tempo non è un partito che rappresenta le fascie più deboli della popolazione e dimostra di non essere in grado di trovare risposte coraggiose contro le imposizioni europee e della finanza. Durante l’assemblea noi docenti abbiamo dimostrato, insieme agli studenti, non solo una volontà di opposizione a scelte sbagliate , ma anche la consapevolezza che un modo nuovo di fare politica debba ripartire dalle realtà dei territori , dai cittadini, per farle  riacquistare credibilità,un senso e un valore.  Tra le tante  critiche che gli scritti al PD ci hanno lanciato con veemenza non potevano mancare quelle che ci accusavano di “non essere al passo coi tempi”,”d’aver partecipato all’assemblea per  fare politica” ( un insegnante precario ha risposto che un’affermazione del genere ricordava più il ventennio fascista che un partito democratico), di far parte di un sindacato, la CGIL, che  ormai “va dietro ai COBAS”,   e, riguardo a me, d’essere contraria all’autonomia scolastica già dai tempi di Berlinguer. Avevano perfettamente ragione, noi non siamo al passo coi “loro tempi”, l’autonomia delle scuole lanciata da Berlinguer non  piaceva  e non piace a me e a molti insegnanti; sicuramente ci opponiamo per realizzare un modo di far politica  che “noi” stiamo costruendo e che “loro” non conoscono e non capiscono; il sindacato CGIL  sta lottando insieme a tutti i lavoratori,  quindi anche con altri sindacati, in modo particolare ora che vengono messe a repentaglio  la democrazia , il  futuro della scuola pubblica statale, i diritti. L’assemblea si è conclusa con l’invito, da parte del moderatore, a partecipare anche ai prossimi incontri in cui verrà ulteriormente spiegata la riforma. Per noi docenti e per gli studenti l’appuntamento è per le iniziative di settembre, contro il DDL.

Pierangela Frau