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Report assemblea 20 giugno

aNella riunione di ieri, lunedì 20, abbiamo analizzato la grande difficoltà della scuola, a un anno ormai intero sotto la 107.

Abbiamo fatto il punto sulla situazione referendum, constatando che la campagna purtroppo non è stata sostenuta da una adeguata mobilitazione nelle scuole e nelle piazze e che, come più volte già sottolineato, la politica della gestione della riforma in vista del male minore è stata in sostanza un fallimento. Il quadro che abbiamo di fronte non è migliore, poiché il Ministero sta andando avanti senza posa nel dare forma a tutte quelle strutture che poi consentiranno la totale attuazione della legge, come le reti di scuole e, collegata con queste, la chiamata diretta.

Nel frattempo in molte scuole i d.s. già attuano una gestione autoritaria (esprimiamo solidarietà a un collega di Palombara Sabina oggetto di provvedimenti disciplinari pesantissimi) e i rapporti tra docenti sono spesso minati dai timori conseguenti, da alcune rivalità, e dal senso di frustrazione perché non sono state raccolte le energie dimostrate nella mobilitazione dello scorso anno. Molti poi preferiscono non sapere, mentre continuiamo a stare senza rinnovo del contratto e sui precari, oltre al resto, incombe la minaccia della clausola sulle 36 ore. Il tutto mentre il governo autore di tutto questo ha subito una sonora sconfitta elettorale, fingendo che in ciò la scuola, il lavoro, lo scollamento con i territori e le persone non abbiano avuto alcun ruolo.

Pur di fronte a questa evidente difficoltà, a cui anche altri elementi sono stati aggiunti nel corso della discussione, è emersa la volontà di andare avanti e riprendere, convinti anche del fatto che nessun altro lo farà al nostro posto. Elenco perciò di seguito alcuni dei piani propositivi emersi:

– proseguire nel lavoro di autoorganizzazione e, in questa prospettiva, verificare le convergenze con le altre realtà, anche di altri settori lavorativi, che si muovono a Roma e che non accettano le politiche del governo;

– realizzare materiali informativi su come ulteriormente cambierà la scuola dal 1 settembre: molti docenti neanche sanno che saranno tutti organico dell’autonomia, che i d.s. avranno potere di scelta e di determinazione delle funzioni da assegnare a ciascuno (cattedra, potenziamento…). Tale lavoro informativo deve essere fatto, in forma meno tecnica, anche per essere in grado di spiegare realmente cosa sta accadendo a persone come quelle che abbiamo incontrato nella raccolta firme e che hanno mostrato di gradire quello che sapevano o avevano capito di alcune norme della 107;

– rilanciare la lotta contro le prove INVALSI e la spiegazione delle sue ragioni;

– lottare per l’abolizione della clausola per i 36 mesi che condannerà al licenziamento moltissimi precari, a favore di una loro assunzione a t.i.;

– per l’autunno costruire una piattaforma per il rinnovo del contratto e agganciarle una campagna sulle pensioni.

Ci rivedremo il 6 luglio per dettagliare maggiormente le proposte e lavorare sui materiali informativi e la piattaforma sul rinnovo del contratto che prepareremo per quella data. Inizieremo a pensare alle iniziative per la ripresa dell’anno scolastico e per un ottobre nel quale molto sarà legato all’esito del referendum istituzionale. Ora più che mai è importante partecipare per organizzare autotutela e ripartire