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Report assemblea 26 febbraio

imagesDalla discussione nell’assemblea dello scorso 26 febbraio sono emersi i seguenti elementi come base per la prossima, convocata per il 10 marzo:

– lotta sul contratto relativo alla mobilità e sulla sequenza contrattuale circa i criteri di chiamata dagli ambiti territoriali definiti dal contratto sulla mobilità stesso. Si tratta di lavorare a una giornata di mobilitazione durante uno degli incontri tra le organizzazioni sindacali e il MIUR per la sequenza contrattuale, cioè la prosecuzione della contrattazione dopo la mobilità, finalizzata a determinare in base a quali criteri i d.s. attingeranno agli ambiti. Dovremo esprimere in piazza la nostra contrarietà a qualsiasi altro criterio diverso da quelli che vigono nelle graduatorie, vale a dire anzianità e titoli previsti.

– approfondimento della parte relativa alla scuola dei quesiti referendari. Ne sono previsti 4 che riguardano la 107, riassumibili, per semplificare, in questo modo: comitato di valutazione, alternanza scuola-lavoro, defiscalizzazione per le rette della scuola privata, chiamata diretta. Si tratterà di capirli a fondo e di lavorare sulla costruzione della campagna referendaria.

– In prospettiva: costruzione di una giornata di analisi sui cambiamenti in essere nel mercato del lavoro, a partire dalla riforma dell’istituto del contratto nazionale a favore della contrattazione decentrata. Si pensa a un seminario a cui parteciperanno anche lavoratori di altri settori – a cominciare da università e beni culturali – per una condivisione attiva dei processi di destrutturazione del diritto del lavoro. L’incontro è pensato per il mese di aprile.

L’assemblea ha inoltre condiviso l’adesione alle giornate di mobilitazione del 1 marzo (presidio al MIUR indetto dai Cobas nel pomeriggio), 2 marzo (presidio al MIUR la mattina nelle prime tre ore di scuole e assemblea nel pomeriggio al Galilei delle RSU, indetti dai confederali) e 3 marzo (mattinata dedicata alla scuola dell’infanzia, indetta dalla flc). Si aderisce anche anche allo Sciopero sociale del 1 marzo