Report assemblea delle scuole di Roma del 31 Agosto

iononcistoL’assemblea è stata molto partecipata. I numerosi interventi hanno richiamato l’importante mobilitazione dello scorso anno scolastico, evidenziandone limiti e pregi, hanno sottolineato la gravità della riforma Renzi e il suo inserirsi in un quadro di politiche sovranazionali che colpiscono diritti e lavoro in tutti i settori.

La discussione è stata molto articolata circa le modalità più efficaci per contrastare la riforma a legge approvata, ma con le deleghe ancora da attuare.

Molto si è discusso delle azioni da intraprendere già dai primi collegi docenti. C’è stato un accordo diffuso circa l’opportunità di attuare il blocco delle attività aggiuntive, salve quelle rivolte alle categorie più deboli. Molti interventi hanno anche affrontato la questione del comitato di valutazione, rilevando la varietà di situazioni reali che si possono determinare nelle singole scuole e che andranno quindi affrontate nelle loro specificità. Al di là di questo, l’assemblea dà in ogni caso l’indicazione di boicottare la formazione dei comitati di valutazione, dei quali si contesta la logica che è quella di creare una insana competizione al ribasso svuotando dal di dentro il contratto nazionale.

Un altro elemento emerso, anche dall’analisi dei limiti della scorsa mobilitazione e delle politiche generali in tema di lavoro, è la necessità di saldare il movimento della scuola con gli altri settori. Si deve cominciare attraverso la creazione di comitati di lavoratori all’interno delle scuole, che includano anche ATA e dipendenti delle cooperative, per poi allargarli alla componente studentesca, con la quale si deve impostare un dialogo costante che spieghi anche l’assunzione di misure come il blocco delle attività aggiuntive che potrebbero essere percepite come un loro danno. Al di fuori delle scuole, è necessario che la collaborazione con gli altri settori produca una mobilitazione in vista dell’indizione di uno sciopero generale che abbia una piattaforma incentrata su temi come il rifiuto del Jobs act e della riforma delle pensioni.

In particolare da subito l’assemblea ha assunto la vertenza delle lavoratrici dei nidi del comune di Roma; 2.000 sono state licenziate per l’assurda interpretazione della normativa europea che vieta il reitero dei contratti a tempo oltre i 36 mesi: al posto della stabilizzazione il Comune, emanazione del governo, opta per i licenziamenti.

Un altro settore di immediata contiguità è quello degli universitari, dal momento che il governo ha già iniziato a prospettare una riforma del sistema universitario sinistramente chiamata “la buona università”.

Rispetto a tutto questo l’assemblea si impegna anche a promuovere e organizzare direttamente una manifestazione nazionale, da realizzare in autunno, per ribadire la propria visione in tema di istruzione nel paese.

Occorre inoltre impegnarsi sul versante della comunicazione. È necessario infatti essere in grado di comunicare all’esterno ciò che si è fatto e si fa e rispondere alla macchina propagandistica del governo, in particolare sul tema delle lavoratrici dei nidi, della questione del gender di cui si è discusso molto a proposito della riforma, e sul tema del precariato, viste le accuse infamanti della scorsa estate.

Proprio in relazione al precariato è emersa l’esigenza di sforzarsi nel creare un percorso unificante fondato sul diritto al lavoro, il riconoscimento del lavoro già prestato nella scuola, il mantenimento delle GAE.

Si è proposto infine di ridare vita ai gruppi di studio che avevano analizzato le versioni precedenti della riforma per uno studio approfondito della legge 107.

Per quanto riguarda gli appuntamenti, importante quello dell’incontro nazionale di Bologna del 5 e 6 settembre, promosso dai comitati LIP e a cui hanno già aderito circa 60 associazioni e movimenti. Oltre alla ripresa del percorso di una legge di iniziativa popolare, saranno due i temi di grande interesse: la creazione e il consolidamento di un coordinamento nazionale delle scuole, la riflessione sulla questione referendum, che ha già visto malsane accelerazioni e che deve essere invece un percorso costruito da chi ha realizzato l’importante mobilitazione appena conclusa.

Il 10 settembre ci sarà un’assemblea delle realtà che avevano costruito lo scorso anno il “social strike”, a cui avevano partecipato anche gli autoconvocati delle scuole di Roma.

L’11 si porterà la posizione dell’assemblea alla riunione nazionale delle RSU che si svolgerà a Roma.

Il 14 si darà solidarietà attiva alla protesta cittadina delle lavoratrici dei nidi e dell’infanzia comunali contro i licenziamenti previsti, in assenza di stabilizzazione, dopo 36 mesi di servizio precario. Rimane altresì aperta la questione dei docenti delle scuole dell’infanzia statale largamente esclusi dal piano straordinario di assunzioni (circa 500 posti sul sostegno a fronte di circa 15000 domande), oggetto della delega al Governo nel testo della legge 107/2013.

Infine, il 18 settembre si svolgerà la festa di Cinecittà bene comune a Cinecittà est e al suo interno largo spazio sarà dato proprio alla scuola.

La prossima riunione del coordinamento delle scuole e degli autoconvocati è fissata per martedì 15 settembre.