La scelta di essere…normale

flavio1IL MAESTRO FLAVIO NON MOLLA… ANZI RILANCIA

Molti forse non sanno, altri non ricordano.

1- Il Maestro Flavio a maggio del 2012 ha fatto obiezione di coscienza e non ha sottoposto i suoi alunni di quinta elementare alle prove INVALSI.

Dopo una sommaria procedura la Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Largo Oriani a Roma, Carmelina Impera, ha irrogato a Flavio la sanzione del richiamo scritto.

Con la furbizia usata da altri Dirigenti Scolastici, la Dirigente di Flavio gli ha inflitto la sanzione più leggera e priva di conseguenze tra quelle previste, nella speranza, forse, che Flavio se ne stesse tranquillo, senza intaccare con la sua obbedienza alla propria coscienza’ la presunta  legalità, senza metter in campo la sua funzione di educatore.

   2-  Flavio ha presentato un ricorso al giudice del lavoro perché gli fosse annullata la sanzione.

Quest’anno a giugno il Giudice ha ritenuto con una sentenza, fotocopia di altre, di non annullare la sanzione, per la solita ragione, assurda e falsa, che la somministrazione delle prove INVALSI ai propri alunni sarebbe obbligatoria perché prevista dalla normativa vigente in materia di procedure di valutazione nazionale, da cui si ricaverebbe che le prove sono un’ “attività ordinaria della scuola”.

Il giudiceadottando questa linea non ha tenuto conto che: 1) Flavio aveva motivato la sua condotta in base al dispositivo dell’obiezione di coscienza prevista in altri casi come tutela della propria deontologia professionale; 2) che l’attività ordinaria di un docente non coincide con gli obblighi a carico dell’Istituzione Scolastica in quanto tale, rappresentata dal Dirigente. (1)

3- Flavio non manca di convinzione e anche quest’anno non ha somministrato le prove INVALSI ai propri alunni di seconda. La stessa cosa è avvenuta a Bologna dove il Maestro Gianluca Gabrielli ha adottato l’obiezione di coscienza. In questa occasione, nei confronti di entrambi gli insegnanti non sono stati presi provvedimenti disciplinari, e questo è un segnale che può significare molte cose: i) i Dirigenti si sono accorti che l’obbligatorietà non sussiste; ii) temono che la pratica dell’obiezione di coscienza si diffonda anche a causa delle loro sanzioni disciplinari e dei relativi ricorsi; iii)  sono degli irresponsabili che si limitano a eseguire ordini provenienti dall’alto rinunciando ad una loro prerogativa discrezionale.

   4-  Flavio, convinto e determinato, ha deciso  di ricorrere in appello contro la sentenza del Giudice di Roma che ha attribuito all’INVALSI un’autorità e dei compiti “di istruzione” (sic) che non gli competono. Il ricorso in appello ha più di un buon motivo: i) la continuità del conflitto perché senza continuità ogni iniziativa aumenta il rischio di essere destinata all’insuccesso; ii) in appello la collegialità, diversamente che con il giudice monocratico, aumenta le probabilità di una giustizia “giusta”.

Se nel tempo si diffondesse la pratica dell’obiezione di coscienza, ciò rappresenterebbe una vittoria contro le manovre autoritarie e soffocanti di MIUR/INVALSI, Se si conseguisse una vittoria piena buona parte delle pratiche INVALSI verrebbero sepolte; il mantenimento del conflitto in caso di rigetto sarebbe comunque un buon risultato politico.

  5- Flavio, nel frattempo, in attesa che il nuovo ricorso venga depositato, ha aperto un nuovo fronte: ha scritto una lettera (https://glioplitidiaristotele.wordpress.com/2015/10/07/lettera-a-renzi/#more-1207) al Presidente del Consiglio Renzi pregandolo di non accreditargli i 500 euro di Bonus per l’aggiornamento previsti dalla pessima legge n.107 (ancora una volta un maxiemendamento incostituzionale!). Il Presidente-imperatore, non si è preoccupato di rispondere e nemmeno di pubblicare la lettera, come è avvenuto invece per una missiva genuflessa e piena di salamelecchi di un altro insegnante.

   6- Le spese per la tutela legale di Flavio e l’annessa battaglia politica (per l’appello sono occorsi 2.400 euro, già versati allo studio legale) sono state anticipate, in parti uguali, oltre che da Flavio da due altri aderenti al Gruppo NoINVALSI di Roma.

Se le iniziative legali, come ci auguriamo, dovessero diffondersi, sarebbe utile che i gruppi locali NoINVALSI si attrezzassero con un fondo a sottoscrizione per sostenere i ricorrenti. Non solo per i renitenti all’INVALSI ma anche tutti gli insegnanti che dovessero aprire un contenzioso legale per difendere la libertà d’insegnamento. Un esempio di questa buona pratica ci viene da Vito Piazza, ex ispettore scolastico, che ha proposto di devolvere i diritti d’autore del suo libro(2) A Roma abbiamo un piccolo tesoretto (600 euro appena!) frutto della diffusione del nostro libretto “Muri a secco e colate di cemento. Una buona scuola non ha bisogno dell’INVALSI”.

Potremmo pensare ed attuare altre iniziative  culturali-  o conviviali – per alimentare un Fondo per la difesa legale della libertà d’Insegnamento.

 

Gruppo NoINVALSI- Roma

 

 

(1) Infine l’art. 51 comma II D.L. n.5/2012 convertito in L. n.35/2012 ha previsto che “Le istituzioni scolastiche partecipano, come attività’ ordinaria d’istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, di cui all’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176“. (Dalla sentenza che respinge il ricorso)

 

(2)MALEDUCATI! COME DISTRUGGERE LA SCUOLA PUBBLICA E VIVERE FELICI” edito da Falco Edizioni. Un libro divertente in cui si parla ANCHE degli INVALSORI E DEGLI IRRSACCHIOTTI.

Di INSEGNARE DOMANI della Erickson ho venduto 80.000 copie. Se ci impegniamo a vendere il libro, devolverò i DIRITTI d’autore al nostro GRUPPO. (da una Mail inviataci da Vito)