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Scuola? In / sicurezza

f1_0_sicurezza-sul-lavoro-un-nuovo-anno-tra-speranze-e-realtaNoi insegnanti ricorriamo spesso quando valutiamo a termini come sicuro o insicuro, per descrivere la padronanza dei concetti e della loro esposizione. Ebbene, è innegabile che la Ministra Azzolina sia stata e continui ad essere in questa fase gravemente insicura. Noi ci siamo messi in gioco, abbiamo accettato carichi di lavoro ben superiori al dovuto e forme nuove di didattica, nell’ottica di portare avanti una istituzione in cui crediamo e di mantenere attivo il legame con gli alunni e le loro famiglie. Abbiamo risposto all’emergenza, ma, arrivati a questo punto, vogliamo rivendicare con forza alcuni punti che devono essere SICURI!

  • La riapertura non potrà avvenire nella incertezza delle ipotesi e degli esperimenti, né nel prolungamento di forme come la DAD che, strumento necessario nell’emergenza, ha però mostrato anche tutti i suoi limiti. Vogliamo riprendere l’anno in SICUREZZA e nelle nostre scuole, per noi e per gli alunni. Ciò vuol dire investimenti e strategie di lungo periodo, innanzitutto a livello delle assunzioni. L’ostinazione nell’imporre prove concorsuali inevitabilmente affollate anche a chi già da anni lavora nella scuola è semplicemente irrazionale. Occorre in generale un piano straordinario di immissioni, non certo la misera conferma degli organici come sta avvenendo; è l’unico modo per evitare le classi pollaio.

  • SICUREZZA anche grazie a investimenti nell’edilizia scolastica e al recupero degli spazi pubblici inutilizzati. Insieme alla diminuzione del numero di alunni per classe, è l’unica via per garantire il diritto costituzionale delle medesime possibilità per tutti, evitando il digital divide e la svendita ai privati di una massa enorme di dati sensibili.

  • SICUREZZA per l’esame di Stato. Farsi belli nel garantire ai ragazzi questo “rito di passaggio” non può andare a scapito della loro e della nostra salute.

  • Sfruttare l’emergenza non per sperimentare nuove imposizioni su orari, metodologie didattiche, forme di connessione permanente, potenziamento del ruolo dei dirigenti, bensì per ripensare complessivamente la scuola: vogliamo veramente ripartire dalla scuola dell’autonomia, dei mille progetti, delle risorse sempre più dirottate sui privati, di uno stipendio fermo e non dignitoso per tutti i lavoratori, docenti e ATA? O non è il caso di riflettere anche sulla scuola nell’ottica del ripensamento generale dei modelli economici e sociali che hanno determinato le condizioni di sviluppo di un’epidemia come quella presente e la enorme difficoltà a farvi fronte?

PARLIAMONE INSIEME COMINCIANDO DALLE SCUOLE DI ROMA. PARTECIPIAMO ALL’ASSEMBLEA ONLINE

VENERDì 15 MAGGIO, ORE 17.00.

Invitiamo docenti e ATA singoli e/o delegati delle proprie scuole ad intervenire. Chi è interessato scriva una mail a [email protected] indicando nome e istituto di appartenenza. Vi manderemo il link per connettervi